ATTUALITAĠ

CONVEGNO DEI COMMISSARI

DI TERRA SANTA 2003

Padre Giorgio Vigna aveva disposto tempi (ottobre), giorni (11-17), argomenti (s. paolo, betlemme), relatori (Don Bruno Rossi, P. Pier Battista Pizzaballa, P. Ignazio Mancini, il giornalista Marc Innaro); si era informato sugli arrivi. a luogo di convegno, fin dallo scorso anno, era stata scelta lĠisola di malta. il commissario di malta, p. antonio, aveva messo a disposizione la grande, moderna porziuncola retreat house dei ritiri spirituali, situata a metˆ isola.

P. Antonio e P. Noel hanno provveduto generosamente a traghettare i commissari che di volta in volta giungevano allĠaeroporto. il gruppo 2003  risultato pi numeroso - lo ha notato e se ne  congratulato lo stesso p. custode - degli anni precedenti, anche perchŽ alla partecipazione della polonia e della slovenia si sono aggiunti i commissari della croazia e dellĠerzegovina.

Essendo malta lĠisola del naufragio e dellĠevangelizzazione di s. paolo, il programma del convegno dal solerte biblista p. giorgio vigna  stato orientato sul grande apostolo delle genti, sia per quanto riguardava le relazioni, gli aggiornarnenti, come pure le visite ai luoghi.

due giorni sono stati dedicati alla formazione e agli aggiornamenti con ascolto di relazioni e successive discussioni, per la formazione, don bruno rossi, direttore del seminario di siena e docente alla facoltˆ teologica fiorentina, con il titolo preso alla facoltˆ della Flagellazione di Gerusalemme si  dedicato a proporre il problema pi ricorrente e pi difficile che s. paolo ha incontrato nella proclamazione del vangelo, causato dagli ostacoli frapposti dal mondo ebraico, e assunto dalle lettere ai romani (israele e la sua salvezza), 9 e i ai Tessalonicesi, 2.

lĠampia discussione che ne segu“, insistette per conoscere quale sarebbe stata la sorte dei gentili, se israele avesse accolto la chiamata alla fede. la risposta fu rimandata al mistero di dio. P. Pier Bbattista Pizzaballa ha relazionato sulla Òcomunitˆ cattolica di espressione ebraicaÓ. il relatore, che segue la comunitˆ di gerusalemme nellĠambiente intitolato ai s.s. simeone ed anna, ha tracciato una breve storia della nuova realtˆ, creatasi soprattutto allĠindomani della proclamazione del nuovo stato dĠisraele (1948).

LĠargomento ha animato la discussione sul numero dei cristani provenienti dallĠebraismo (ad avere giurato sul vangelo, la cifra  molto vaga:oscillerebbe da 250.000 a 10.000).

SullĠatteggiamento dello stato ebraico, P. Pier-Battista ha risposto che lo stato ebraico permette di seguire la propria religione; che le chiese cattoliche sono nellĠelenco telefonico, e perci˜ non sono e non vogliono essere clandestine; che in israele il matrimonio  soltanto religioso; che non possono diventare cittadini ebrei coloro che hanno ricevuto il battesimo. inoltre, lo stesso relatore ha detto che sono state ultimate le traduzioni dei testi liturgici, sebbene abbiano comportato grossi problemi quando si trattava di rendere i termini sacramento, grazia, ed altri termini inesistenti nella lingua ebraica.

Aggiornamento - il giornalista Mac Innaro, che per tre anni fu inviato di rai uno in israele e visse i giorni dellĠassedio a betlemme, ha iniziato riferendosi al libro da lui pubblicato insieme allĠaltro giornalista giuseppe bonarolontˆ. passando a ricomporre la situazione presente, si  servito dei documenti ripresi dagli scritti dei teorici dello stato ebraico: Teodoro Herzl (del 1895-97) e David Ben Gurion (del 1906-1970) e dei politici successivi. il giornalista ha letto alcuni testi relativi ad uno stato di diritto in palestina, in cui gli ebrei avrebbero dovuto divenire maggioranza ed in cui i palestinesi sarebbero stati tollerati. teoricamente lo stato dĠisraele prevede non soltanto la palestina, ma anche la striscia di gaza, la transgiordania, il golan, e da sud deve estendersi a comprendere il sinai. nella consapevolezza di un inevitabile scontro, il sionismo aveva provveduto a diluire nel tempo la realizzazione del progetto, cercando pi alleati. dapprima, nel contrasto tra impero turco ed arabi favor“ i primi per eventualmente liberarsi dei secondi. quando dopo il primo conflitto mondiale gli inglesi ebbero il mandato in medio oriente, israele entr˜ in alleanza con loro.  prosegue senza sosta la politica di espansione, mediante la costruzione di nuovi villaggi, per diventare una maggioranza in luoghi nuovi. dopo oltre mezzo secolo - ha proseguito il giornalista - israele non ha realizzato i suoi confini, mentre dallĠaltra parte, fin dagli anni trenta del secolo scorso, al sionismo si contrappone un antisionismo in crescendo, ormai radicalizzato in guerriglia.  in questa situazione i cristiani sono quelli che piœ soffrono, tanto che per loro sembra non ci sia altra via che quella dellĠesodo. sembra che per bloccare il fenomeno, occorra mobilitare la sensibilitˆ cristiana del mondo intero per evitare che i cristiani siano quelli che paghino pi di altri e per primi.

Durante la discussione, le domande sono state rivolte sui 39 giorni dĠassedio a Betlemme. pi volte e per pi particolari, il P. Custode di Terra Santa  intervenuto a confermare la veridicitˆ del giornalista.

Il Molto R.P. Ignazio Mancini ha ricostruito,  attraverso la storia, il Òservizio ministeriale dei commissariÓ.  il programma dei primi francescani in terra santa si riassume nel riscattare i luoghi, ricostruirli o restaurarli, difenderli dai musulmani, creare comunitˆ cristiane intorno ai santuari.

Dopo la partenza dei crociati  (1187), i santuari caddero in rovina. fu difficile riscattare,  ad esempio, lĠarea del getsemani, suddivisa in tante piccole proprietˆ, per cui i pellegrini dovevano pagare pi volte per vedere i secolari olivi.

secondo i primi statuti di terra santa (1377), il superiore deputava due civili a sindaci apostolici per raccogliere le elemosine delle province e dei singoli conventi. nel 1621, si istitu“ il commissariato generale di terra santa a roma, perchŽ vicino al centro dellĠordine e alla s. sede. Accennando ai singoli commissariati, p, ignazio ha specificato che quelli di napoli e di palermo assunsero grande importanza, perchŽ vicino alle corti reali che, per prime, si erano mosse a soccorso e a difesa della t.s.; che si distinsero i commissariati prossimi alle repubbliche marinare, alle corti di austria, di spagna,  di francia; che i commissariati direttamente dipendenti dalla custodia si considerano di serie a, rispetto a quelli istituiti dai singoli ministri provinciali.Successivamente, il Padre Custode ha riproposto la tragicitˆ della situazione,  sollecitando a riprendere i pellegrinaggi. A tal proposito, ha letto una lettera da divulgare, in in modo che sia garantito almeno un pellegrinaggio a settimana ogni commissario ha. poi, brevemente, esposto la propria attivitˆ annuale.P. Marco Adinolfi ha illustrato la situazione del Òcentro propaganda e stampa di milano. alle parole di importanza, di necessitˆ e sostegno del ÒcentroÓ, dette dal p. custode ed dal P. Mancini, ha risposto il coro unanime dei commissari.In un giorno di domenica, abbiamo assistito allĠuscita  (durante le celebrazioni gli addetti non lasciano entrare nessuno, e si capisce che non vi sarebbe neppure spazio per visite) di pi sante messe, alle cattedrali di gozo, di medina, al santuario della vergine taĠ pina,  alla basilica di s.giorgio, ed ogni volta abbiamo assistito allo spettacolo edificante di una folla di fedeli, composta di gente di ogni etˆ, di tanti giovani e di tanti bambini. anche il s. giovanni dei cavalieri, tappezzata dagli stemmi a colori vivaci dei suoi tanti cavalieri, famosi per imprese e per nobili casati, documenta una forte religiositˆ nelle iscrizioni e nelle cappelle dedicate ai re magi per la germania, allo sposalizio di s. caterina per lĠitalia, a s.  paolo per la francia, a s. michele per la provenza, a san giorgio per lĠaragona, la catalogna, la navarra, a s. sebastiano per lĠalvernia. A conclusione,  doveroso un fratemo ringraziamento al rev.mo custode P. Giovanni Battistelli che non solo ha assistito a tutti i lavori del convegno, ma di volta in volta ha comunicato risposte preziose,  sicure alle tante richieste; al p. giorgio vigna per la organizzazione del convegno, ineccepibile in ogni sua parte;  a coloro che ci hanno accolto ed ospitato con ogni attenzione,  dal ministro provinciale, al commissario P. Antonio, A P.  Natale, sempre pronti negli spostamenti e preparati a svolgere il compito di ÒciceroniÓ; ai relatori don bruno rossi, p. pierbattista pizzaballa, m.r.p. ignazio mancini, al giornalista marc inviaro (che ci hanno veramente, utilmente, dottamente informati ed aggiornati), agli altri confratelli delle case ÒÔporziuncola Ò e curia provincializia, perchŽ lĠesperienza di malta per tutti si  manifestata utile, doppiamente interessante, calda di umanitˆ e di fraternitˆ.
Padre Ottaviano Giovannetti 27