
Poich la spiritualit di
Chiara vive immersa nellesperienza di Francesco, non pu essere compreso se
non alla luce della spiritualit francescana, di cui ne costituisce laspetto
femminile o mistico della sua traduzione pratica. Di questaspetto clariano
della spiritualit francescana, cercher di metterne in luce il fondamento
cristocentrico, cos come emerge chiaramente dagli scritti di Chiara,
attraverso la sua fedelt alla Chiesa e la sua devozione alla Madonna.
1- La spiritualit
clariana
Parlare di spiritualit in
Chiara dAssisi molto delicato e difficile, specialmente in considerazione
del tempo che ci divide e per la mancanza di scritti specifici in materia,
anche se i riferimenti di carattere spirituale sono abbondanti nei suoi
scritti. Per cogliere le linee strutturali e caratteristiche della spiritualit
clariana, bisogna adoperare la chiave ermeneutica specifica del
francescanesimo: il cristocentrismo.
Con tale lettura si ricava un preciso giudizio sulla vita pratica, con cui
si cercher di evidenziare latteggiamento essenziale della personalit di Chiara e gli elementi peculiari
della sua spiritualit, che conducono alle nozze mistiche con Cristo.
Il contenuto del termine spiritualit oggi molto vasto e complesso.
Comunemente si suole intendere: uno stile di vita; una via per giungere alla
perfezione cristiana sacerdotale e religiosa; un metodo di pregare; un modo di
andare a Cristo; un modo di trattare gli uomini, le cose... Oltre alla
conoscenza sicura della via e dei mezzi che conducono alla perfezione, la
spiritualit implica anche un modo pratico e personale di vivere e tradurre in
esperienze tali conoscenze, perch si coglie il filo conduttore della
Provvidenza presente in tutti gli eventi della storia di una persona. Come ogni
autore , per un certo rispetto, figlio del suo tempo, cos anche Chiara, in
quanto pianticella di Francesco, immagine di Francesco, interprete di
Francesco, alter Franciscus ha subto principalmente linflusso storico e
spirituale non solo dellesperienza di Francesco dAssisi e della sua
legislazione, ma anche della ricca e numerosa concezione della Chiesa
dellepoca, tutta imbevuta dallinflusso dei concetti fondamentali della
Rivelazione.
a).
Origini della spiritualit clariana
La prima efflorescenza
dellesperienza e spiritualit cristocentrica di Francesco certamente Chiara
dAssisi, ritenuta dagli storici come limmagine e interprete fedele di
Francesco, tanto da poterla chiamare anche con il dolce appellativo di alter
Franciscus: Francesco immagine di Cristo e Chiara immagine di Francesco.
La
prima fase della vita di Chiara segue limpronta indelebile dellesperienza
eclatante e sublimante di Francesco. Come lepisodio dello
spogliamento delle
sue vesti davanti al vescovo di Assisi, rappresenta per Francesco lapice della
sua conversione, cos anche lepisodio della consegna della palma nel 1212
segna il momento qualificante e determinante della conversione di Chiara:
spogliarsi dei propri abbigliamenti per rivestirsi della nuda povert di Cristo
e di Maria. Strano modo di manifestare il proprio cambiamento di vita:
traduzione concreta e plastica dellinvito evangelico: se vuoi essere
perfetto, vendi quello che hai, distribuiscilo ai poveri..., poi vieni e
seguimi (Lc 18, 22).
Anche lepisodio della vestizione
di Chiara segue limpronta di Francesco. Questo per dimostrare e affermare che
i due Ordini realizzano lo stesso ideale di vita con prospettive diverse e
complementari: seguire il santo Vangelo di Cristo. La cerimonia avviene nella
culla dellOrdine francescano, la cappelladella Porziuncola, dove Francesco
ebbe la rivelazione di riparare la Chiesa di Cristo, per esprimere alla
perfezione il fondamento comune dellideale o forma di vita: insieme
contribuire a riparare la chiesa di Cristo.
Di questo episodio,
Chiara conserva forte e indelebile il ricordo tanto da considerare lo stesso
Francesco fondatore delle clarisse, e lei stessa si considera una
pianticella di Francesco (Regola I, 3; Testamento n.37).
La stessa sistemazione logistica di Chiara risente del
modo proprio di agire di Francesco. Si sa che i primi due luoghi della nuova
esistenza religiosa furono il monastero delle benedettine di S. Paolo di Bastia
e quello di santAngelo di Panzo, nei pressi di Assisi. In questi monasteri
Chiara dichiara di non poter realizzare lideale francescano, perch il suo
spirito non trovava piena pace (Leggenda n. 10). Poi, finalmente la
sistemazione nel conventino di S. Damiano, onde anche il nome di damianite
dato alle clarisse. Ci si chiede:
perch Francesco non ha sistemato da principio Chiara in S. Damiano? La
risposta non pu che essere questa: Francesco non sapeva cosa fare di fronte a
una vocazione di genere femminile e di tanta risonanza sociale, in quanto lui
non aveva il carisma dellorganizzazione legislativa, e, quindi, aspettava
direttamente da Dio delle indicazioni utili al caso, come era gi successo per
lOrdine dei frati. Quando comprese che la vocazione di Chiara era il seme
evangelico di una ricca fioritura nella Chiesa, si decise di trasferire e
fondare il primo monastero clariano in S. Damiano.In questo modo, Francesco ha
dato a Chiara e allesue suore gli stessi fondamenti spirituali che stanno alla
base della vita dei frati. Questo lo si evince con molta chiarezza dagli
Scritti di Chiara e specialmente dal suo Testamento, in cui sono riprodotte
integralmente gli stessi insegnamenti di Francesco. Scrive: Ammonisco ed
esorto nel Signore Ges Cristo tutte le mie sorelle, presenti e future, che si
studino sempre di imitare la via della santa semplicit, dellumilt e della
povert, e anche lonest di quella santa vita, che ci fu insegnata dal beato
Padre nostro Francesco fin da principio della nostra conversione a Cristo... E
amandovi a vicenda nellamore di Cristo, quellamore, che avete nel cuore,
dimostratelo al di fuori con le opere, affinch le sorelle, provocate da questo
esempio, crescano sempre nellamore di Dio e nella sua mutua carit
(Testamento, nn. 56-60).
Questa somiglianza tra Chiara e Francesco, nello scrivere
il proprio Testamento, dimostra che veramente Chiara aveva scelto Francesco a
modello per ogni cosa. Difatti, esempio di questa scelta si ricavano
tranquillamente anche dalla Regola, dalla Benedizione (Francesco a frate Leone,
Chiara a suora Agnese di Praga), dalla recita dellUfficio della Passione,
composto da Francesco stesso, e dalla obbedienza che Chiara promette a
Francesco anche anome del suo Ordine (come ricordato nella Regola I, 4-5, e
nel Testamento n. 25, 40-41, 47).
Secondo la Leggenda linflusso di Francesco su Chiara si estendeva anche
nella vita privata. Cos ad esempio al n. 12 si legge come Francesco convince
Chiara ad assumere la guida spirituale del piccolo monastero di S. Damiano; al
n. 18 Francesco obbliga Chiara per obbedienza, daccordo con il vescovo di
Assisi, a prendere un po di cibo durante la giornata, dal momento che il suo
digiuno era sempre prolungato e totale; al n. 17 detto ancora che Francesco
obbliga Chiara a dormire il suo breve sonno su un pagliericcio e non pi sulla
nuda terra come faceva di solito.
Simpatiche sono anche le rivelazioni che Chiara fa a suor Agnese di
Praga che le chiedeva precisazioni particolari sul digiuno (cf 3 Lettera ad
Agnese di Praga, nn. 32-36). Tra
laltro scrive: nessuna di noi, che sia sana e robusta, dovrebbe prendere se
non cibo quaresimale, tanto nei giorni feriali che nei festivi, digiunando ogni
giorno, ad eccezione delle domeniche e del Natale del Signore, nei quali giorni
possiamo prendere il cibo due volte... Non siamo tenute al digiuno - cos ci ha
insegnato il beato Francesco in un suo scritto - durante tutto il tempo
pasquale e nelle feste della Madonna e dei santi Apostoli, a meno che cadessero
in venerd. Anche la Regola di
Chiara (III, 9), seguendo lesempio di Francesco, prescrive lesenzione dal
digiuno nel giorno di Natale, anche se cade di venerd. Da questi brevi esempio si pu
tranquillamente dedurre che Francesco avesse a cuore non solo la vocazione di
Chiara, ma anche dellintero Ordine. E per rispetto, secondo luso del tempo,
chiamava Chiara e le sue sorelle con il tenero appellativo di Signore
(Regola, VI, 8). Anche Chiara manifesta piena e grande gratitudine verso
Francesco, cosiderato colonna e unica consolazione dopo Dio e sostegno
(Testamento n. 38). Da alcuni particolari storici si possono avanzare alcune
preoccupazioni che hanno serpeggiato nel cuore di Chiara alla morte di
Francesco e dopo la morte.
Chiara ha temuto per la sua stessa vita religiosa del suo monastero, perch
Francesco, in vita, era, per la sua semplice presenza, la migliore garanzia
della fedelt alla forma di vita e alla povert. Dopo la morte di Francesco,
Chiara insieme alle sue sorelle dovette sostenere gravi lotte per la difesa
della santa povert. Solo due anni dopo la morte di Francesco, Chiara ottiene
dal papa Gregorio IX, nel 17 settembre 1228, la conferma del privilegio della
povert, mentre lapprovazione ufficiale della Regola e del privilegium
paupertatis avvenuto, come sappiamo, il 9 agosto del 1253 con la bolla del papa
Innocenzo IV, cio soltanto due giorni prima della morte di Chiara.
Questo dimostra come fosse forte e profondo lo stimolo che Francesco esercitava
su Chiara e il suo ideale di vita povera, e come si giustifica la venerazione
di Chiara per Francesco. Quando Chiara voleva rendere pi efficace un comando o
unesortazione alle sorelle, prega di eseguirlo per amore di Dio e del beato
Francesco (Regola XII, 7).Infine, da ricordare la suprema testimonianza di
Chiara in onore di Francesco quando nella Regola (III, 14) propone la festa
liturgica di Francesco come uno dei setti giorni dellanno in cui le suore
devono fare la Comunione: Natale, Gioved Santo, Pasqua, Pentecoste,
Assunzione, Ognissanti. Si pu comprendere questo provvedimento dal fatto che
allepoca la comunione frequente era sconosciuta, anzi dovette intervenire un
decreto del concilio del Laterano IV (1215) a invitare i fedeli a fare la
comunione almeno una volta allanno! Questa norma liturgica introdotta da
Chiara per le sue sorelle la pi bella testimonianza del legame spirituale
tra Chiara e Francesco, tanto da poter chiamare Chiara come immagine di
Francesco o, meglio, come alter Franciscus.
b).
Istanze cristocentriche della spiritualit clariana
Per cogliere gli aspetti peculiari della spiritualit di
Chiara nel suo fondamento cristocentrico, bisogna analizzare, anche se
brevemente, almeno tre temi fondamentali: quello della sequela Christi, quello
del rapporto tra Chiara e Chiesa e quello dellimmagine della Madonna che
Chiara possiede. Sono s tre temi di analisi, ma concettualmente costituiscono
un solo argomento, quello intorno a Cristo che continua la sua opera storica
sia attraverso la Chiesa sia attraverso la mediazione di sua Madre.
1). La sequela di Cristo secondo Chiara
E noto a tutti che la vita di Francesco stata
interpretata e vissuta come un continuo e costante riferimento a Cristo o
sequela Christi. Laver chiamata Chiara con i dolci nomi di immagine di
Francesco o un altro Francesco non vuol dire che Chiara sia una semplice e
passiva copia di Francesco, che non avrebbe alcun senso n storico n
spirituale. Tali appellativi vogliono indicare soltanto la fedelt con cui
Chiara interpreta Francesco, ma anche lautonomia con cui vive tale ideale con
tutta la carica della sua personalit e fascino femminile. Un esempio di questa fedelt ideale di
Chiara a Francesco la si desume facilmente sia dalla Regola sia dalla conferma
al suo proposito. Nella Regola al cap. VI (nn. 3 e 7) detto testualmente che
la vita delle suore vivere secondo la perfezione del santo Vangelo e
seguire la vita e la povert dellaltissimo Signore nostro Ges Cristo;
mentre nella conferma della Regola il Cardinale Protettore, Rinaldo, ha
indicato lessenziale dellintera Regola come seguire le orme dello stesso
Cristo (Premessa alla Regola, n. 13).
Come Francesco, anche Chiara inizia e termina la Regola
con la dichiarazione programmatica La forma di vita dellOrdine delle Sorelle
Povere, istituita dal beato Francesco, questa: osservare il santo Vangelo del
Signore nostro Ges Cristo (cap. I, 1-2), e Osserviamo in perpetuo la povert
e lumilt del Signore nostro Ges Cristo e della sua santissima Madre, e il
santo Vangelo, come abbiamo fermamente promesso (cap. XII, 13).
Queste profonde e radicali affermazioni di vita spirituale
non hanno valore soltanto a livello teoretico - speculativo o di rito formale,
ma costituiscono delle vere e proprie norme di vita esistenziali, perch
lesempio di Cristo preso come modello e forma di vita. Chiara per esempio si
sente obbligata a vivere in povert assoluta, perch il Signore si fece povero
per noi in questo mondo (Regola II, 8). La sua fedelt a Francesco viene a
coincidere con la sequela Christi vissuta dallo stesso Francesco. In questa fedelt ideale ed
esistenziale, Chiara manifesta le sue caratteristiche proprie della sua
femminilit. La mancanza di
attivit apostoliche esterne impegna diversamente Chiara a vivere per esempio
il digiuno. Mentre Francesco pu
applicare ai suoi frati il principio lucano potranno mangiare di tutti i cibi
che verranno loro messi davanti (Luca 10, 8), Chiara invece no, ma in compenso
interpreta con pi rigore il digiuno corporale. Da un lato Francesco sottolinea
lobbedienza del Cristo al Padre, Chiara dallaltro si commuove dalla povert
e umilt del Signore nostro Ges Cristo (Regola XII, 13), espressa
principalmente nel mistero della nascita e nel mistero della morte (Testamento,
n. 45). E nella Lettera a Ermentrude
al n. 9 Chiara scrive: Ama con
tutto il cuore Dio e Ges, suo Figlio, crocifisso per noi peccatori; e non cada
mai dalla tua mente il ricordo di lui. Medita senza stancarti il mistero della
croce e i dolori della Madre ritta ai piedi della croce. Linsistenza verso la meditazione della
croce di Cristo conduce Chiara a manifestare due sentimenti propri della
femminilit: la con-passione e le nozze mistiche. Per quanto riguarda il sentimento clariano della
conpassione (soffrire insieme, condividere gli stessi sentimenti)
sufficiente citare un brano della II Lettera ad Agnese di Praga, specialmente
quando scrive: Mira, o nobilissima regina, lo Sposo tuo... divenuto per la tua
salvezza il pi vile degli uomini, disprezzato, percosso e in tutto il corpo
ripetutamente flagellato, e morente perfino tra i pi struggenti dolori sulla
croce. Medita contempla e brama di imitare Cristo. Se con Cristo soffrirai, con
Cristo regnarai; se con Cristo piangerai, con Cristo godrai; se in compagnia di
Cristo morrai nella croce della tribolazione, possederai con Cristo le celesti
dimore nello splendore dei Santi (nn. 20-21). Il vero ideale della sequela di Cristo sfocia per Chiara
nelle cos dette nozze mistiche: lamore di Cristo suscita la risposta dellamore.
La manifestazione pi profonda e intima dellamore certamente quello nuziale,
non certamente carnale ma spirituale. Alcuni passaggi delle Lettere ad Agnese
di Praga si pu mettere facilmente in luce questo speciale sposalizio
spirituale tra Chiara e Cristo, e tra lanima e Cristo stesso. Cos per
esempio, nellamore nuziale spirituale Chiara si volge al Cristo, lo contempla
nella sua vita come modello e si studia di imitarlo e piacergli; lardente
desiderio del Crocisso povero, rende Chiara amante conforme allamato, secondo
la logica dellamore molto diffusa da Bernardo e Riccardo di S. Vittore. Cos per esempio, nella IV Lettera ai
nn. 9-10 parla della vita monacale come uno sposalizio mistico con Cristo.
Eccone qualche espressione: Te veramente felice! Ti concesso di godere di questo sacro convito, per poter
aderire con tutte le fibre del tuo cuore a Cristo, la cui bellezza
lammirazione instancabile delle beate schiere nel cielo. E utilizzando un
concetto caro a Francesco espresso nella Lettera a tutti i fedeli che coloro
che fanno la volont del Padre celeste sono sposi fratelli e madri del Signore
nostro Ges Cristo (cap. IX), Chiara trasforma i termini in sposa madre
sorella oppure in madre sorella sposa nelle sue Lettere. Nella I Lettera al n. 12 scrive:
Sorella carissima, o meglio, Signora degna dogni venerazione, perch siete
sposa madre e sorella del Signore nostro Ges Cristo ; e ai n. 10-11 afferma
che Cristo riversa preziosi doni in colei che lo ama misticamente: Ormai
stretta nellamplesso di Cristo, Egli ha adornato il vostro petto di pietre
preziose; alle vostre orecchie ha fissato inestimabili perle; e tutta vi ha
rivestita di nuove e scintillanti gemme, come a primavera, e vi ha incoronata
di un diadema doro, inciso col simbolo della santit; e poco prima ai n. 7-9
aveva detto che Cristo fortifica lamore verginale: Cristo custodir sempre
immacolata e intatta la vostra verginit. Il suo amore vi far casta, le sue
carezze pi pura, il suo possesso vi confermer vergine. Poich la potenza di Cristo pi forte
dogni potenza, pi larga la sua generosit; la sua bellezza pi seducente,
il suo amore pi dolce e ogni suo favore pi fine. Questi brevi cenni sulle
nozze spirituali servono per affermare che Chiara una mistica per eccellenza
e una donna contemplativa.
2). La fedelt di Chiara alla Chiesa
Per comprendere non la concezione ma la fedelt di Chiara
alla Chiesa, bisogna presupporre quella di Francesco, molto ricca e variegata,
che pu essere sintetizzata per la circostanza cos: accettazione incondizionata
dellortodossia e riconoscimento assoluto della autorit
gerarchica.
Caratteristiche che si ritrovano di sana pianta in tutti gli scritti di Chiara
che hanno riferimento con la fede e lautorit costituita. Lesempio principe
quello della Regola. Come Francesco, anche Chiara consapevole che
lapprovazione papale della Regola lunica condizione per poter vivere
lideale serafico. E la storia dellapprovazione del privilegium paupertatis ne
una conferma lampante. Cos come esempi, si possono citare alcuni passaggi,
specialmente desunti dalla Regola. Al cap. I, n. 3,14 Chiara promette
obbedienza al Papa e alla Chiesa: Chiara, indegna serva di Cristo e
pianticella del beatissimo padre Francesco, promette obbedienza e riverenza al
Signor Papa Innocenzo (III) e ai suoi successori canonicamente eletti, e alla
Chiesa Romana. E al n. 12 del cap.
XII vuole, sempre come Francesco, un Cardinale protettore e garante
dellOrdine: Inoltre, le sorelle siano fermamente tenute ad avere sempre come
governatore protettore e correttore quel Cardinale della santa Chiesa Romana,
che sar stato assegnato ai frati minori dal signor Papa. Chiara, sempre come Francesco, vuole
che la vita del suo Ordine si svolga sempre in conformit alle disposizione
della Chiesa. Cos scrive nel cap. XII al n. 13: Suddite sempre e soggette ai piedi della stessa santa
Chiesa, salde nella fede cattolica, osserviamo in perpetuo la povert e
lumilt del Signore nostro Ges Cristo e della sua santissima Madre, e il
santo Vangelo, come abbiamo fermamente promesso. Molto significativa anche
la testimonianza del Testamento quando scrive: Affido in custodia alla santa
Madre Chiesa Romana, al Sommo Pontefice e, specialmente, al signor Cardinale
che sar deputato per la Religione dei frati minori e nostra, tutte le mie
sorelle, presenti e future, perch ... faccia osservare la santa povert, che a
Dio e al beato nostro Francesco abbiamo promessa. Questi brevi cenni sono abbastanza indicativi per dichiarare
la costante fedelt di Chiara alla Chiesa e alla sua dottrina, onde la si pu
chiamare anche donna ecclesiale.
3). Limmagine di Maria in Chiara
Anche la comprensione dellamore di Chiara per la Madonna
sottende quello di Francesco per la Madre del Figlio di Dio. Come tutta la vita
di Francesco gravita intorno alla chiesetta di Santa Maria degli Angeli, cos
anche quella di Chiara ha i suoi momenti pi significativi, a partire dalla sua
vestizione. Lautore della Leggenda, nella Lettera di introduzione, chiama
Chiara con i titoli immagine o impronta della Madre di Dio e nuova guida delle
donne, per indicare il valore simbolico della sua nuova realt acquistata con
la vestizione in Santa Maria degli Angeli.
Il nuovo ideale di vita di Chiara si svolge sempre
allombra della protezione della Madonna. A Lei chiede di seguire fedelmente le
orme del suo Figlio nella via della povert pi assoluta. Cos scritto nella
Lettera di approvazione della Regola: Chiara e le sue sorelle seguivano le
orme dello stesso Cristo e della sua santissima Madre; e al cap. VI n. 7,
Chiara scrive: Voglio seguire la vita e la povert dellaltissimo Signore
nostro Ges Cristo e della sua santissima Madre. In questo modo, Chiara invita
e sprona le sue sorelle a imitare Maria Vergine nelle sue virt pi eccelse. Un caratteristico esempio della
devozione di Chiara per la Madonna pu considerarsi non solo il fatto di aver
annoverato la festa dellAssunta tra i sette giorni dellanno per ricevere
lEucaristia (cf Regola III, n. 14), ma anche quello di sospendere il digiuno
nelle feste in onore di Maria, come si legge nella III Lettera ad Agnese di
Praga, al n. 36. Sullesempio di
Francesco, Chiara aveva compreso che il modo migliore per andare a Ges
limitazione di Maria, considerata la via pi sicura per lunione con
Cristo. Gli aspetti mariani pi
significativi messi in luce da Chiara sono certamente quelli che riguardano la
castit e la verginit della Madonna, oltre alla sua povert e umilt, via
maestra che conduce fino alla croce di Cristo. Nella Lettera a Ermentrude
scrive: Medita senza stancarti il mistero della croce e i dolori della Madre
ritta ai piedi della croce (n. 9). La sequela di Cristo presuppone, perci,
limitazione di Maria. Chiara limmagine di Maria, modello della nuova donna.

Al termine di
questa breve riflessione, per ricordare i 750 anni della morte di Chiara, mi
sembrato doveroso sollevare un velo su alcuni aspetti della spiritualit di
Chiara, cos come emergono dai suoi scritti, nella speranza di aver suscitato
in voi tutti il desiderio di leggerli personalmente a vostra consolazione
spirituale. Come idea conclusiva bisogna ritenere che la spiritualit di Chiara
ha il suo fondamento teologico nel cristocentrismo spirituale di Francesco, che
si caratterizza nei tre momenti della sequela di Cristo, dellamore alla
Madonna e della fedelt alla Chiesa.