Delle grandi feste che Castellana dedica alla sua Madonna della Vetrana abbiamo gi parlato. Nel numero 18 (1semestre 2000) parlammo della Festa dAprile; nel n. 19 (2 semestre 2000) parlammo delle Fanove, cio dei fal, cio della Festa delle Fanove. Successivamente parlammo dei Nomi della Madonna (n. 21, 2 sem. 2001, e n. 22, 1 sem. 2002); Ma ecco, nella nostra indagine nel nostro folklore, abbiamo pensato di dedicare proprio alle feste e alle devozioni mariane castellanesi un paio di puntate, seguendo (mese per mese, giorno per giorno) il calendario ed utilizzando un testo sorprendente Funzioni religiose a Castellana di Giovanni Mastromarino e un non meno sorprendente Corredo di note e aggiunte al saggio di G.M. Funzioni ecc. di Marco Lanera, pubblicati di seguito nella rivista della Biblioteca Civica Fogli per Castellana n.11 (maggio 1986 pagg. 45-102 e 103-167).

 

 

I due citati autori, devotissimi della Madonna (luno fu priore della Confraternita dellImmacolata, laltro segretario di quella del Carmine) e di questo nostro Santuario, li abbiamo celebrati anche su questa rivista: A Mesto Giovanni Mastromarino (10.8.1895-28.2.1993) fu dedicata la copertina del n. 9 (luglio 1993); al prof. Marco Lanera (15.8.1930-9.7.2002) fu dedicata una bibliografia degli scritti (opuscoli e libri, 1962-1992) nei nn. 11-12 (dic. 1995 e genn. 1996) ed una notizia per la sua morte nel n. 22 (1 sem.2002) e per il 1 anniversario di essa nel n. 24 (1 sem. 2003).  Il testo di questi due autori sorprendente, perch quello del primo affonda nei suoi ricordi, che vanno sino alla seconda met dellOttocento; quello del secondo annota ed amplia quei ricordi con la competenza ed il rigore della sua cultura di storico.  Ma, calendario alla mano, veniamo alle ricorrenze e alle feste dedicate alla Madonna: 

Gennaio

Ora, dopo la riforma liturgica del 1969, il calendario si apre proprio nel nome di Maria SS. Madre di Dio. Ed cosa bellissima!

Ch miliardi di volte milioni e milioni di uomini hanno rivolto la loro preghiera alla Madre Celeste, invocando: Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi!... E gi il Concilio di Efeso, del 431, aveva proclamata Maria Theotokos = Madre di Dio!

Prima del 70, lanno cominciava nel nome di Ges Bambino, presentato al Tempio, circonciso.

La figura della Madre era sullo sfondo, un po in ombra, e con la dolorosa profezia del vecchio Simeone: Una spada ti trafigger (Luca 2,35).

Meno male che cera, ancora, tutta latmosfera ovattata del Natale!

Ed in questa atmosfera cominciava e comincia la novena alla Madonna della Vetrana per la solennit del 12 gennaio. Anche nelle case dove rimaneva il presepio, dopo che allEpifania si era tolto il Bambino, si metteva la figurina della Madonna della Vetrana e si faceva la novena, ch il Natale, a Castellana, dura fino alla festa della Madonna. E in questa ovattata atmosfera di Natale si svolge la festa delle fanove, della quale abbiamo gi detto.

 Febbraio

ll due febbraio era, da tempi remotissimi, la festa della Purificazione di Maria Vergine.

Ma, gi nella met del VI secolo, in Oriente, fu spostataal 20 novembre. Giunta in Occidente attraverso i monasteri ortodossi, la ricorrenza assunse grande importanza, ma ...con alti e bassi e con benedizione e processione di candele (donde il nome di candelora).

La riforma liturgica lha fatta confluire definitivamente nella Presentazione al Tempio del 21 novembre.  Anche la nostra confraternita, intitolata a questa Madonna,  festeggiava a novembre; ma il giorno 2, dato come doppio di seconda classe, son sicuro che era fedelmente commemorato.

Senza meno festeggiavano il loro onomastico le donne che avevano il singolare ed eclatante nome di Purifica!

L11 febbraio la festa della Madonna di Lourdes, festa relativamente recente,  che ricordava la prima apparizione - l11 febbraio 1858 - della Madonna a S. Bernardetta. Ma la devozione e lammirazione per questa Madonna fu subitotanta, e si sparse dappertutto anche da noi. Il canto  Andr a vederla un d discese subito dai Pirenei sino a noi e subito divent un canto popolare. Quando io ero ragazzo, lintraprendente rettore della chiesa dellImmacolata, don Angelo Valente,  abbin alla Madonna di Lourdes la medaglia miracolosa affidata a S. Caterina Labour delle Figlie di S. Vincenzo de Paoli a Parigi (sempre Francia era!...) E tutti i ragazzi e i frequentatori dellImmacolata l11 febbraio, fra canti e suoni,  ricevevano la medaglia con la Madonna Immacolata su una faccia e sullaltra la M con la croce sopra e i due cuori sotto.

 Marzo

Che la datazione della devozione alla Madonna Annunziata o alla Annunciazione della Vergine Maria (ora, dal 1970 si dice Annunciazione del Signore, spostando il fuoco su Cristo - protagonista), sia antichissima a Castellana, documentata da due eloquentissimi fatti:  1 Si ha notizia - scrive la Guida Cerica, parlando della chiesa di S. Francesco dAssisi che fin dal 1370 esisteva in questo stesso luogo una chiesetta dedicata alla Santissima Annunziata. 2 Lo stesso Autore, nella stessa Guida, a p. 24,  pubblica una luminosa foto di Pasquale Ladogana e dice: Subito a destra di chi entra (nella chiesa di S. Leone Magno) ...un pregevole affresco, di stile tardo gorico, raffigurante lAnnunciazione, venuto alla luce durante i lavori (di restauro) del 1970.

Laffresco di S. Leone mi richiama alla mente la tela di Vincenzo Fato, rappresentante anchessa lAnnunciazione, sistemata nella sacrestia di S.Francesco dAssisi: Fra Luca Principino (1684-1750), laico scultore di non comune talento, fra le tante sue sculture realizzate per il suo convento,  non aveva scolpito una Annunciazione, alla quale il convento, che lui aveva rifatto, era intitolato. Ed allora i frati, o chi per loro, pensarono di provvedere con una tela, anche se piccola, dellinfaticabile Vincenzo Fato /1705-1788), che abitava proprio l vicino alle prime case di via Gelso.

Aprile

In genere, in aprile, capita la Pasqua, e perci la Settimana Santa, che nel folklore castellanese ha i suoi punti forti nelle due processioni dei Misteri (cio delle immagini in cartapesta, che figurano i misteri Dolorosi del rosario) e dellAddolorata, rispettivamente curate dalle confraternite del Santissimo e di S. Onofrio e Addolorata. Alla fine dell 800 e nella prima met del 900 le due processioni si svolgevano alla sera del Venerd Santo ed al mattino; e salivano fino al Convento; e Ges Morto e lAddolorata entravano in tutte le chiese incontrate lungo il percorso. Ricordo che,  bambino, ne chiedevo il perch: e mi si rispondeva chera lAddolorata che cercava, col cuore trafitto dal dolore, il Figlio che avevano crocifisso sulla croce; e guardavo commosso Ges appeso alla croce (per noi, per i nostri peccati... diceva mia mamma che fu per lunghi anni presidente delle Terziarie e delle Donne Cattoliche) e lAddolorata trafitta dalla spada, che le spaccava il petto, e piangente lacrime di sangue, che la caratteristica dellAddolorata di SantOnofrio.

Due foto in bianco e nero, di non so quale fotografo del 1930, edite in Fogli citato, documenta il fitto corteo (che solo una parte!) delle consorelle in nero e la scia dei confrati e dei lanternoni con lAddolorata. Le foto son scattate vicino alla casa che d sulla strada poco prima darrivare al Convento; e il cuore mi dice che il fotografo lo zio Pietro Simone (zio di mia moglie), che era terziario francescano, e aveva una macchina fotografica ed era sensibile a cose di questo genere.

Anche il mio sorprendente  Autore, nel suo linguaggio approssimativo, ma suggestivo, trova commosse parole quando parla di questo salire al Convento. Dice a pag. 63: Questo andirivieni di processione, messo su quellaltipiano di strada che mette al Convento era veramente commovente, anzi come se si addicesse al vero menare sulla via del Golgota.  Si vedeva seguire il popolo con dovuta mestizia lungo quella strada nel cupo buio dellinoltrata sera, tutta illuminata di ceri che portava il gran numero dei confratelli vestiti col loro lussuoso abito, e le consorelle tutte con altre pie devote  (separate da loro), tutte vestite di nero ed a viso velato, come se fossero le pie donne di Gerusalemme che seguirono la Via Crucis del Signore al momento giusto dellavvenimento....

Attualmente la processione dei Misteri si svolge la sera del Venerd Santo, quella dellAddolorata la mattina del Sabato Santo. Avendo, come ho detto allinizio, gi parlato della Festa dAprile, ci tengo a segnalare che il 26 aprile, a Roma e dintorni, si festeggia la Madonna del Buon Consiglio (La sua icona venerata a Gennazzano dal 1467; e si dice proveniente da Skodra di Albania). Lo ricordo perch da noi cՏ ancora qualche donna che si chiama Consiglia: E, comunque, in questi tempi difficili, ce ne vorrebbero tanti di Buoni Consigli...

Maggio

ll mese di maggio tutto dedicato alla Madonna. Non per niente, anche nel normale linguaggio Mese di Maria o Mese Mariano diventato sinonimo di maggio. Addirittura Salvatore Di Giacomo ne ha fatto un testo teatrale in dialetto napoletano; e sintitola giusto O mese mariano!.
IAnche la devozione popolare del Mese della Madonna stato da noi, sempre, molto sentita. Ed anche quando la parrocchia era una sola, in pi chiese diversi rettori tenevano in auge questa pia pratica. Chi non poteva andare in chiesa faceva il mese di Maggio in casa.

Il Mastromarino, nel suo scritto, tocca vette di vera poesia: ...Questa pratica mi fa ricordare la Mamma, poveretta! Si ebbe a dimorare in campgnia (cos scrive invece di campagna)  per un buon periodo di anni, e cio dal 1907 al 1915. Contava la famiglia allepoca 1907 ben 7 figli (che poi dopo ne succedettero altri due).

Ne ero io il maggiore: Siccome il babbo (bada alla finezza lessicale! Gli avevano fatto capire al Nord, gli altri soldati, che pap era una svenevolezza dei figli di pap!) ringasava per ultimo per faccende da sbrigare, era la Mamma  (per la seconda volta il nome sacro di Mamma scritto con la maiuscola! babbo per in minuscolo!!!) che devotamente faceva il mese di Maggio. Sembrava la chioccia in mezzo ai pulcini: cos radunati tutti noi attorno alla sua veste, mentr ella col suo manualetto in mano, ove conteneva fra le altre preci il mese di Maggio (la Massime eterne veniva indicato) leggeva il testo del giorno con tutto il resto a seguire e, per ultimo,  la spiega di tutto il contenuto  (testo cit. pp.82-83).

Unaltra umanissima ed alta considerazione il nostro contadino-scrittore fa, quando dice della durata del mese di Maggio predicato e delle chiese che allora non avevano posti a sedere, a Castellana. Egli dice: ...Eppure stando cos malconci in piedi, tenendosi spesso or su di una gamba or sullaltra, scorrevano passa un due ore e mezzo di tempo (anche se stanchi della fatica del giorno) come inavveduto,  e vi tornava a casa tranquillo e sereno (per non dire soddisfatto), mediante aver contribuito il suo tributo di omaggio di quel giorno alla Madonna. Durante il giorno poi, ognuno rendevasi vigile a non trascurare losservanza del suo fioretto da fare... (testo cit. p. 82).Il fioretto... Fra i tanti fiori del mese di maggio, i fiori pi belli erano i fioretti per la Madonna. Citeremo ancora una volta (lultima)  mastro Giovanni: ...Venuto la sera del primo giorno di Maggio, il fedele come entrava in chiesa trovava a poca distanza dalla porta un Sacerdote che sedeva presso una panca, con un cassettino pieno di tanti bigliettini di carta arrotolati che, estraendone il fedele, uno a sorte,  trovava in questo segnato il suo fioretto (unastinenza o una prece) da praticare per tutto il mese... (testo cit.p.81). Quanti fioretti!... Ne ho fatti anchio, ma mai quello delle ciliege!... Il fioretto delle ciliege era la tortura di privarsi della golosit di mangiare le prime ciliege, per tutto il mese di maggio e di offrire il sacrificio alla Madonna. Da noi il primo dolce frutto dellanno son le ciliege. Le prime poi son le pi buone! Ho avute tante conoscenze, specie tra ragazze giovani e meno giovani, che facevano il fioretto delle ciliege, che non trasgredivano al loro sacrificio a nessun costo, che non si lasciavano tentare da nessuna offerta! Per me erano delle vere sante martiri... Ed alcune lo sapevo - erano golosissime!Ne ricordo una, ghiotta oltre ogni immaginazione e che aspettava il 1 giugno, come una liberazione. Scoccata mezzanotte del 31 maggio,  aveva pronto il suo piattone di ciliege: non andava neanche a letto, fosse pure stanchissima.  E poi continuava tutto il 1 giugno e fino alla fine delle ultime ferrovie, delle ultime cerase toste (sono da noi le ultime specialit e poi vengono le amarene).  Ogni anno si pigliava la sua indisposizione. La Madonna, di l, le avr forse tirate le orecchie,  o le avr detto come le dicevo io: Sei straordinaria!... Io, lo ripeto, non sono mai stato capace di fare il fioretto delle ciliege.Per questa volta basta: le altre devozioni del mese di maggio e dei prossimi mesi, nei prossimi numeri!
Pietro Piepoli

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