MARIOLOGIA

 

1 - SIGNIFICATO DI

IMMACOLATA CONCEZIONE

La verit dogmatica dellImmacolata Concezione di Maria Vergine certamente il privilegio mariano pi caro alla cristianit e in modo particolare allOrdine francescano, perch nella sua lunga storia di gestazione I francescani si sono distinti per chiarire gli aspetti teologici pi delicati, cos da favorire la solenne dichiarazione del papa Pio IX nel 1854. Il merito storico principale spetta senza dubbio al beato Giovanni Duns Scoto che, con la sua concezione della redenzione preservativa, ha aperto la via alla verit.

L Immacolata Concezione di Maria Vergine , come tutti sanno, una solennit dellanno liturgico, celebrata dai fedeli e riconosciuta a pi riprese anche dalla riforma postconciliare. Se si chiede, per, che cosa veramentelespressione Immacolata Concezione significa e comporta, le risposte, come ho potuto constatare nella mia quarantennale esperienza, sono le pi confuse, disparate e variegate senza centrare la verit di fondo, anzi, in alcuni casi si sono manifestate reali difficolt ad accettare lo stesso mistero. Tra le risposte pi comuni si possono citare le seguenti: concepimento verginale o verginit di Maria, o assenza totale di tendenze sessuali,  o senza peccato originale o senza peccato e cos via.

Onde evitare ancora simili confusioni o atteggiamenti alquanto altalenanti, mi permetto di aprire una brevissima parentesi, nel tentativo di ovviare a tale situazione, nella speranza di contribuire in modo semplice e lineare alla comprensione della verit da credere sulla Immacolata Concezione. Bisogna premettere alcune parole sul peccato originale, se si vuol comprendere non solo lespressione di Immacolata Concezione, ma soprattutto il suo profondo e autentico valore e significato.

La rivelazione, come insegna la Chiesa, afferma la realt del peccato originale, che qui, si da per scontato, specialmente secondo alcune esplicite affermazioni di san Paolo: Come a causa di uno solo uomo (Adamo) il peccato entrato nel mondo e con il peccato la morte, cos anche eccato (Adamo) (Rm 5. 12); tutti peccarono (in Adamo) e tutti sono privi della gloria di Dio (Rm 3. 23): come tutti muoiono in Adamo, cos tutti riceveranno la vita in Cristo (Cor 15. 22).

Specialmente questi testi della Scrittura hanno contribuito a rallentare il processo della riflessione teologica sulla verit dellImmacolata Concezione, perch troppo espliciti e senza eccezione di sorta. Si afferma, infatti, a tutto tondo sia la universalit del peccato originale e sia la universalit della redenzione da parte di Cristo. Non cՏ posto per leccezione. Qual lesatta natura del peccato originale? La spiegazione ufficiale, dopo la polemica antipelagiana, comincia con il concilio di Trento (1545-1563) e continua poi con il Magistero Solenne della Chiesa. Il concilio Tridentino distingua tre aspetti nel peccalo originale: la colpa, il reato e la macchia.

La colpa si riferisce direttamente e personalmente ad Adamo, come capo del genere umano; il reato riguarda il genere umano come corpo; e la macchia contratta dalle singole persone del genere umano come membra.

Quindi, ogni persona contrae con la nascita la macchia del peccato originale. Ai fedeli viene tolta con il sacramento del Battesimo; la Madonna, invece, come vedremo in seguito, viene redenta, prima della sua concezione e per un privilegio del suo Figlio, con la cosiddetta redenzione preservativa, scoperta dal beato Giovanni Duns Scoto, che afferma: ҏ pi perfetta la redenzione che impedisce di essere colpita dal peccato originale, che quella di toglierlo dopo averlo contratto.

Alla luce della realt del peccato originale, si pu meglio cogliere il senso e il significato dellespressione Immacolata Concezione, che riguarda unicamente ed esclusivamente il terzo aspetto, cio la macchia del peccato originale, e non lintero e delicato complesso della colpa dorigine.Dispiace che nella teologia attuale si perduta tale distinzione, contribuendo a creare molta confusione non solo in ordine allo stesso peccato originale, ma anche in ordine alla verit dogmatica della Concezione Immacolata di Maria Vergine.

2 - STORIA POPOLARE DELLIMMACOLATA

CONCEZIONE

Dalla storia del dogma dellImmacolata Concezione si ricava che il senso cristiano della fede stato compatto e determinante nel proclamare la santit originaria di Maria Vergine, a differenza della riflessione teologica che si manifestata a lungo ondeggiante, fino ai primi del 300, quando il beato Giovanni Duns Scotoha parlato della redenzione perfettissima di Cristo, distinguendo la redenzione estensiva, per tutti gli uomini, da quella intensiva, applicata soltanto alla Vergine Maria.

La prima testimonianza storica si trova nel Protovangelo di Giacomo, un apocrifo del II secolo, che ha molto influito nella liturgia.Sembra che abbia dato origine a tre feste mariane: la Concezione (l 8 dicembre), la Nativit (l 8 settembre) e la Presentazione di Maria al tempio (il 21 novembre).

Secondo il testo apocrifo, il concepimento di Maria e linizio della sua vita costituiscono un evento eccezionale e straordinario, perch sbocciato da un albero sterile. Molte volte nella Scrittura, il fenomeno della sterilit acquista valore di simbolo, per esprimere con evidenza e forza la potenza di Dio che dona vita e prosperit dove luomo non vede che morte e infamia.

Al di l di ogni considerazione tecnica, il racconto - pur nella sua veste popolare - contiene certamente delle istanze teologiche in ordine alla santit di Maria Vergine, e rappresenta in modo intuitivo e popolare anche la sua stessa concezione verginale.

La diffusione della letteratura apocrifa si estende primariamente nel culto e nella parte dellOriente cristiano, dove, gi nel VII secolo, si celebra liturgicamente la festa della Concezione di Maria, che eserciter un ruolo positivo nello sviluppo della sua dottrina. La devozione culturale di per s aiuta molto a far penetrare sempre di pi nel popolo cristiano lidea che qualcosa di eccezionale e di straordinario sia avvenuto nella concezione di Maria. Attraverso i primi sei secoli della tradizione cristiana, pur non trovando esplicita affermazione del privilegio mariano, si profila per un orientamento che fornir gli elementi fondamentali da cui si svilupper la dottrina dellImmacolata Concezione di Maria Vergine.

Nella polemica pelagiana - V secolo - la perfezione negativa di Maria costituisce il presupposto su cui Pelagio e il suo discepolo Giuliano di Eclano, puntano le loro posizioni. Anche Agostino afferma lassenza di peccati personali in Maria.

Questa perfezione negativa dovuta a un puro dono della grazia, a un privilegio eccezionale che le stato conferito in considerazione della sua maternit divina. Una delle conseguenze negative della polemica pelagiana e quella di aver sganciata lidea dellImmacolata Concezione da ogni contesto di privilegio e da ogni dipendenza da Cristo, presentandola come unico frutto delle personali forze di Maria ex se. Questo spostamento dovuto al diverso modo di concepire il peccato originale, I cui effetti si faranno sentire fino al concilio di Trento, che ne ristabilir lesatta natura.

Se a questa situazione di spostamento di interesse, si aggiunge la cattiva fama che godevano in Occidente gli scritti apocrifi, si comprende meglio il deciso rallentamento dello sviluppo della dottrina circa la Concezione Immacolata di Maria. Lintroduzione della festa liturgica in Occidente - XI secolo contribuir a bilanciare la situazione con la sua riflessione teologica, dando vita e preistoria alla verit dogmatica del privilegio mariano.

 3 - STORIA LITURGICA DELLIMMACOLATA CONCEZIONE

Ben presto la festa liturgica in onore dellImmacolata Concezione di Maria si diffonde dallOriente ai diversi paesi dellOccidente. Teologicamente la festa liturgica alquanto povera di contenuto. Non aveva per oggetto la celebrazione del privilegio che esent Maria dalla macchia del peccato originale, ma commemorava lavvenimento miracoloso della sua nascita secondo gli aprocrifi del Nuovo Testamento. Difatti antichi menologi greci indicano questa festa col nome di Conceptio b. Annae, come ancora viene designata.

Per quanto riguarda loccidente, le prime testimonianze intomo alla festa della Conceptio Mariae risalgono al XI secolo, e principalmente in Inghilterra con la data all8 dicembre, prima dellinvasione normanna. Soppressa dai Normanni, la festa viene prontamente ristabilita da Elsin, abate di Ramsay (1080-1087). E nel XII secolo trov in Anselmo junior (ca 1125), nipote del famoso Anselmo dAosta, un grande e zelante propagatore.

Nel concilio londinese (1127-1129), Gilberto vescovo della citt, difende il culto dellImmacolata Concezione di Maria, contro i vescovi di Salisbury e di S. David.

Specialmente Eadmero di Canterbury (1124-1141) prende le difese della nuova festa nel Tractatus de Conceptione S. Mariae, in cui si esalta Maria esente fin dai primi istanti della sua creazione da ogni corruzione di peccato. La sua dimostrazione si basa sulla distinzione tra concezione attiva (nel peccato) e concezione passiva (senza peccato).

Porta come esempio il celebre episodio della castagna che esce indenne dallinvolucro spinoso: Non poteva forse Dio conferire a un corpo umano ... di restare libero da ogni puntura di spine, anche se fosse stato concepito in mezzo ai pungiglioni del peccato? E chiaro che lo poteva e voleva; se lo ha voluto lha fatto: (potuit plane et voluit; si igitur voluit, fecit).

In una lettera ad Anselmo junior, Osberto di Clara (1120), grande innamorato della Madonna, scrive: E da credere che nella stessa concezione ci fosse la medesima santit... Cos che crediamo che non fosse impossibile a Dio santificare la beata vergine Maria dalla massa di prevaricazione di Adamo, senza avere alcun contatto di peccato.

LAltissimo, dunque, ha santificato il suo tabernacolo nello stesso inizio della creazione della concezione nellutero della madre.

DallInghilterra la festa liturgica dellImmacolata si estende in tutto il continente, specialmente in Normandia. tale lentusiasmo che gli studenti normanni allUniversit di Parigi la scelgono come festa patronale, onde lappellativo anche di festa dei normanni.

Anche i canonici della cattedrale di Lione adottarono verso il 1139-40 la nuova festa mariana nella liturgia, suscitando una indignata protesta in Bernardo che nella lettera 174 loro indirizzata cosi scrive: ...E principalmente in materia liturgica che non si vide mai la chiesa di Lione cedere allallettamento della novit e che essa piena di giudizio non si mai disonerata con una leggerezza puerile. Cos non posso abbastanza meravigliarmi che ai nostri giorni, si siano trovati tra noi dei canonici che vogliono oscurarne lo splendore con lintroduzione di una festa che la Chiesa ignora, che la ragione disapprova, che la tradizione non raccomanda.

La festa liturgica della Concezione di Maria Vergine si diffonde rapidamente oltrAlpe, e verso la met del XII secolo penetra anche in Italia. Qui riceve un nuovo e magnifico impulso ad opera dei Francescani, che soltanto nel capitolo generale del 1263. tenutosi a Pisa, decidono di celebrarla per lintero Ordine, bench la chiesa romana non ancora esprimesse il suo parere, come testimonia Tommaso dAquino: La chiesa romana bench non celebri la Concezione della beata Vergine Maria, tuttavia tollera la consuetudine di quelle chiese che celebrano tale festa. Il silenzio di Roma non doveva durare a lungo. Ai primi del XIV secolo, infatti, prende esplicita posizione -come si vedr- nella celebre disputa allUniversit di Parigi, sostenuta con ardore e audacia dal francescano Giovanni Duns Scoto; e nel 1325, il papa Giovanni XXII celebra ad Avignone, dove si trovava in esilio, con grande solennit la festa della Concezione della Vergine Maria.

  4- STORIA TEOLOGICA

DELLIMMACOLATA CONCEZIONE

Prima di esporre, nel suo contesto storico, la tesi di Duns Scoto circa la questione teologica della Concezione della Vergine Maria, torna estremamente utile accennare allo stato della questione.

Poich non si registrano novit di rilievo fino alla fine del XIII secolo, se non una maggiore propensione a favore della pia sentenza da parte dellambiente accademico di Oxford -a differenza di quello di Parigi, che anzi decisamente contrario e diviene come la rocca forte della tesi macolista - nellesposizione si predilige seguire la chiara e precisa puntualizzazione di san Bonaventura da Bagnoregio nel commento al III libro delle Sentenze di Pietro Lombardo.

Storicamente Bonaventura fissa i termini della questione in due opinioni: l immacolista e la macolista. Dopo attenta valutazione degli argomenti pro et contra delluna e dellaltra, egli propende per la seconda opinione, giudicandola pi comune, pi razionale e pi sicura.

La prima opinione - quella immacolista poggia meno su argomenti scritturistici che di convenienza.

Lidea di fondo che la vivifica semplice: lonore della madre si ripercuote sul Figlio. In questo modo prende corpo la possibilit che in Maria Vergine coisistesse da sempre la grazia. Tra gli argomenti pi significativi meritano di essere segnalati: quello della mediazione di Maria tra Cristo e gli uomini, (in analogia alla mediazione di Cristo tra Dio e gli uomini); e quello della santit di Maria che eccelle su quella di tutti i santi insieme.

Una menzione a parte merita largomento liturgico, interessante sia per la storia del dogma, sia per la delicata sensibilit spirituale di Bonaventura.

Ecco le sue parole: Alcuni per speciale devozione celebrano la concezione della beata Vergine. Di essi n sento che bisogna lodare n biasimare. Che tale esempio non sia del tutto da approvare, lo ricavo dal fatto che i Padri, mentre per altre solennit della Vergine stabilirono di celebrarle, per quelle dell immacolata concezione non decretarono di solennizzarla. Anzi, il beato Bernardo, esimio amatore della Vergine e zelatore del suo onore, rimprovera aspramente tale introduzione liturgica. Da parte mia, io non sento che bisogna riprendere coloro che celebrano al festa dellimmacolata concezione di Maria, perch - come dicono alcuni- essa cominci a celebrarsi non per umana invenzione, ma per divina rivelazione.

Se ci vero, non cՏ dubbio che un bene solennizzare tale festa. Poich tale affermazione non autentica, non si tenuti a credere; e poich (la festa) non contraria alla retta fede, non si tenuti neppure a negarla... Tuttavia credo e confido nella gloriosa Vergine che, se qualcuno celebra tale solennit non per amore di novit ma per vero spirito di devozione e in buona fede, la benedetta Vergine accetta la sua devozione; se inveve Qualcuno fosse da rimproverare, spero che la Vergine si degni di scusarlo presso il giusto Giudice.

La tesi degli immacolisti (prima di Duns Scoto) - secondo Bonaventura - riposa sullidea di mediazione e di santificazione di Maria Vergine.

Labbondanza della santit di Maria non solo questione di quantit, ma anche di qualit, nel senso che supera la stessa dimensione del tempo: da sempre Maria stata ricolma di grazia e santit per svolgere adeguatamente la sua azione di Mediatrice.

La consistenza dellaltra opinione quella macolista- poggia invece su due brani rivelati ai Romani di S. Paolo: tutti peccarono e tutti attendono la gloria di Dio e tutti peccarono in Adamo; e su alcune testimonianze patristiche: nessuno liberato dalla massa del peccato se non nella fede del Redentore e il nostro Salvatore, come venuto per liberare tutti, cos nessuno ha trovato libero dal reato.

Lo scoglio insuperabile costituito, perci, dallinterpretazione dei testi paolini sul peccato originale e sulla redenzione universale di Cristo. Dal momento che non si trova alcun passo rivelato dove possible appoggiare limmunit dal peccato originale di Maria, bisogna concludere che la sua santificazione sia avvenuta dopo la contrazione dello stesso peccato. Cos salva la tesi della universale redenzione di Cristo, a scapito dellImmacolata Concezione di Maria. Ma propria partendo dalla redenzione perfettissima di Cristo. Duns Scoto dimostrer possibile la redenzione preventiva di Maria, aprendo cos la via della sua storia fino a Pio IX.

  5 - I FRANCESCANI

E LIMMACOLATA CONCEZIONE

Alcuni autori, per un eccesso di zelo nei confronti di san Francesco dAssisi, hanno sostenuto che in lui si trovasse linizio della verit dogmatica dellImmacolata Concezione. Personalmente ritengo che Francesco, pur avendo un grande amore e una vera devozione alla Madonna, non ha conosciuto n poteva conoscere la devozione al privilegio mariano, perch storicamente non ancora al suo tempo era diffusa la devozione allImmacolata Concezione. Un forte impulso alla diffusione del privilegio mariano si deve tuttavia a san Bonaventura che nel 1263 estende a tutto lOrdine la celebrazione liturgica dell Immacolata Concezione.

Quando Duns Scoto entra sulla scena teologica el problema mariano, il suo intervento non riguarda direttamente la soluzione esegetica del peccato originale, la cui risposta si avr soltanto nel Concilio Tridentino, bens nella felice e originale intuizione del primato assoluto di Cristo, intorno al quale fa gravitare la redenzione preservativa della Vergine Madre, mediante lazione anticipatrice del perfettissimo Redentore. Il suo merito, perci, consiste nellaver considerato il privilegio mariano non come realt o verit a se stante (fenomeno gi avvenuto con Pelagio) ma come parte o effetto della tesi cristologica principale, ossia come primo frutto della universale redenzione di Cristo. Concezione provvidenziale, perch apre unaltra via alla definizione dogmatica. La storia gli riconosce unanime tale merito.

E universalmente riconosciuto che Duns Scoto sostenne una celebre disputa allUniversit di Parigi per difendere la tesi sullImmacolata Concezione di Maria. Con tutta probabilit dovette svolgersi nel primo semestre del 1307, quando Duns Scoto leggeva 3 libro delle Sentenze di Pietro Lombardo. La geniale intuizione di Duns Scoto matur certamente nellambiente di Oxford, favorevole alla pia sentenza. Parigi invece respirava unaria completamente diversa e contraria, tanto da essere considerata la roccaforte dei macolisti; anzi dal 1163 vigeva anche la proibizione del Vescovo di celebrare la stessa festa liturgica dell Immacolata.

Di solito quando accadeva che un magister prendeva posizione contro la comune opinione del Corpo Accademico, la competente autorit costringeva il Maestro innovatore a giustificare pubblicamente la sua tesi in una solenne disputa. I rischi erano gravi e pericolosi. Chi non riusciva a giustificare scientificamente la sua posizione, veniva bandito dalla cattedra e, a seconda dei casi, soffriva anche lesilio, quando non si arrivava allaccusa formale di eresia, con tutte le conseguenze connesse. La posta in gioco, perci, era molto alta. E Duns Scoto ha voluto correre questo rischio.

Le decisioni dellUniversit non si fecero attendere.

Tutta la questione fu deferita al papa Clemente V, che, in quel periodo, si trovava a Poitiers. Questi ordin ai legati pontifici Berengario di Fredai e Stefano di Suisi, che si trovavano a Parigi per laffare dei Templari, di organizzare la solenne disputa e costringere Duns Scoto a giustificare teologicamente la sua tesi sullImmacolato Concepimento di Maria. Cos, alla data stabilita, di fronte ai due legati pontefici, al vescovo di Parigi - Simone Matifas -, al cancelliere dellUniversit - Simone di Guiberville -, al Corpo Accademico al completo, alle personalit di Corte, ai Superiori Maggiori dei vari Ordini religiosi, ai numerosi invitati, alla calca degli studenti e dei curiosi... Duns Scoto si present nellaula magna della Sorbona per difendere la sua tesi sul privilegio mariano.

Si racconta che, prima di entrare nella grande assise, passando davanti alla cappella del Palazzo Reale, sul cui frontespizio inferiore cera una statua di Maria scolpita in pietra. Duns Scoto si ferm in preghiera mormorando le parole:Dignare me laudare te, Virgo sacrata. La statua illuminata dai riflessi dei raggi del sole pieg la testa in segno di approvazione e cos rimase.

Sottoposto a un fuoco incrociato di domande capziose, lumile francescano rispose con pensiero rigoroso e linguaggio sicuro e pacato. Finalmente espose la sua teoria con argomenti convincenti e suadenti, fondati sulla Scrittura e organizzati da una potente struttura logica. Alla sua esposizione, chiara e carica di amore, nessuno os pi prendere la parola. Si elev, invece, osannante un applauso trionfante in onore della Vergine Maria. Informato del risultato della disputa, il Pontefice approva il titolo di Doctor Subtilis proposto dallAutorit Accademica; il popolo, invece, lo acclama come il Dottore dellImmacolata. Le conseguenze non si fanno attendere. Viene subito abrogato dallAutorit Accademica il decreto del 1163; ed emanato un altro che ne prescrive annualmente la celebrazione, con lobbligo che sia un francescano a tenere il discorso ufficiale.

Dal 1325 in poi, da quando cio il papa Giovanni XXII celebr con insolita pompa in tutta la citt di Avignone la liturgia in onore della Vergine Immacolata, grande incremento e larga diffusione guadagn la tesi immacolista di Duns Scoto.

6 - GIOVANNI DUNS SCOTO

E LMMACOLATA CONCEZIONE

La geniale intuizione di Duns Scoto riguarda principalmente la stretta dipendenza della tesi mariana da quella cristologica: la predestinazione assoluta di Cristo fa scaturire logicamente il privilegio dellImmacolato Concepimento di Maria Vergine. La sua originalit concerne non tanto la sostanza della verit teologica, quanto le argomentazioni proposte per comprenderla, nel rispetto pi assoluto della Scrittura e della teologia.

Nella visione teologica di Duns Scoto, Cristo occupa il primo posto in modo assoluto e incondizionato, e la gloria che egli rende a Dio maggiore intensivamente di quella di tutti i beati. Diconseguenza: La causa della predestinazione di Cristo la gloria di Dio e non la caduta delluomo...

Non ragionevole che la pi grande opera di Dio il Summum Opus Dei- sia voluta occasionaliter, perch la sua gloria a Dio supera intensivamente quella di tutti i santi insieme.

Alla luce della predestinazione assoluta di Cristo prende corpo anche la predestinazione di Maria. da notare che Duns Scoto nella sua trattazione non menziona mai esplicitamente tale connessione di dipendenza. Saranno i suoi primi discepoli ad applicare a Maria i vari principi che egli aveva elaborato per Cristo. Deduzione logica ed evidente.

Per dimostrare la sua tesi che implica essenzialmente la redenzione preventiva di Maria, Duns Scoto dedica unintera questione dal titolo Utrum beata Virgo fuerit concepta in peccato originali .Largomento circa la santificazione di Maria nel primo istante della sua concezione costituisce il pi esplicito e il pi nevralgico degli argomenti, perch dischiude la possibilit allintera questione.

Rispondendo a delle obiezioni, Duns Scoto precisa che Dio pu infondere la grazia dopo il peccato, durante il tempo del peccato e prima e senza del peccato; ed escludendo le prime due ipotesi, il Dottor Sottile accetta la terza, ossia che in Maria Vergine la grazia viene infusa prima della sua concezione e senza ombra alcuna di peccato.

Dallinsieme dellargomentazione, Duns Scoto enuclea e applica alla Vergine Maria il concetto della redenzione preventiva. Ecco le sue parole: Maria pi che mai ha avuto bisogno di Cristo redentore. Acausa della propagazione comune, infatti, anche Maria avrebbe contratto il peccato originale, se non fosse stata prevenuta dalla grazia del Mediatore. Come gli altri ebbero bisogno di Cristo, affinch per suo merito venisse rimesso a loro il peccato gi contratto, cosi Maria ebbe maggiormente bisogno del Mediatore pernon contrarre il peccato. La possibilit teologica del privilegio mariano riposa direttamente non in Maria ex se, ma in Cristo -ex merito alterius- che la sceglie quale Madre sua. Una simile affermazione cos chiara nel pensiero e cos esplicita nella forma ha una importanza notevole nella storia del dogma mariano, che di natura esclusivamente cristocentrica.

Circa luniversalit del peccato originale, la disamina del Dottor Sottile verte non tanto nel tentativo di risolverla criticamente e direttamente la questione, quanto nellaggirarla e convogliare tutte le forze sul concetto del Redentore perfettissimo, e quindi solo indirettamente supera la difficolt del testo paolino. Oltre a riconoscere il valore estensivo della redenzione, introduce anche il valore della redenzione intensiva: con il primo si intende tutto il genere umano e le singole persone; con il secondo, invece, sincludono tutti i gradi possibili della redenzione, anche il grado della preservazione.

In questo modo Duns Scoto riprende in forma indiretta il senso genuino e autentico dellinsegnamento paolino specialmente quello espresso dai testi: tutti hanno peccato in Adamo e la grazia di Cristo ha maggiormente abbondato sul peccato di Adamo.

In tal modo la concezione della Vergine coincide con la grazia divina che neutralizza completamente lazione del peccato originale. Contemporaneit che equivale a una redenzione preservativa.

Laffermazione di Duns Scoto categorica: la beata Vergine Madre di Dio non fu mai in atto nemica diDio n in ragione del peccato attuale n in ragione di quello originale. Per quanto riguarda luniversait della redenzione, Duns Scoto offre un gioiello di argomentazione, da cui fa spuntare fin dallorigine della storia umana il fiore biblico delle con valli, la Vergine Maria, da sempre amata da Dio. Con una espertissima mossa dialettica e con una felicissimo intuito metafisico, riprendendo largomento dei macolisti - che si impernia su tre proposizioni: Cristo il redentore del genere umano; Maria appartiene al genere umano in quanto persona; Maria, dunque, ha contratto il peccato originale, altrimenti non avrebbe avuto bisogno di redenzione, contraddicendo alle esplicite affermazioni di Paolo ai Romani - lapprofondisce teologicamente e lo ritorce contro gli stessi avversari, affermando testualmente: E un beneficio maggiore preservare qualcuno dal male, che permettere che egli incorra nel male e poi venga liberato. Se bene maggiore linnocenza perfetta che la remissione della colpa, allora a Maria Vergine viene conferito un bene maggiore preservandola dalla colpa originale, che riconciarla dopo averla contratta. E annuncia quel famoso principio di ermeneutica mariana che dice: Se la cosa non contrasta con lautorit della Chiesa o lautorit della Scrittura, sembra giusto che si debba attribuire a Maria ci che pi eccellente. E il dono dellImmacolata Concezione non contrasta n con la Chiesa n con la Scrittura. Il beato Giovanni Duns Scoto considerato veramente il Cantore dellImmacolata.

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