La chiesa e il convento

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Terza parte (1867-1936)

 

Sino al 1894 un altro frate ex alcantarino fu rettore della chiesa. Fu certamente opera di Padre Isacco la rinascita del TerzĠOrdine francescano, in mancanza di una fraternitˆ costituita nel convento: difatti lĠarchivio del Convento conserva atti di ammissione al Terzordine nel 1872. I Francescani del TerzĠOrdine erano presenti a Castellana fin dal 1418, per opera dei Frati Conventuali.  Una pubblicazione del Ô700 sulla storia della Badessa mitrata di Conversano parla di un Çdocumento luminosissimo dellĠanno 1569, cinque anni dopo la pubblicazione del Concilio di Trento...alcuni Chierici di Castellana volendo sottrarsi la prima volta dalla giurisdizione della Badessa di S.Benedetto, presero partito di prendere lĠabito del Terzo Ordine di S. FrancescoÈ. 

            Proprio allo scadere del secolo lĠOrdine Francescano registra un avvenimento importantissimo: le varie riforme realizzate nei secoli precedenti subiscono un cambiamento radicale per lĠintervento del Papa Leone XIII con lĠEnciclica Felicitate quadam del 4 ottobre 1897, che cancella le famiglie religiose francescane degli Osservanti, dei Recolletti, dei Rifornati e degli Alcantarini, lasciando ai religiosi la possibilitˆ di entrare nellĠunica Famiglia dellĠOrdine dei Frati Minori, conservando la Famiglia dellĠOrdine Frati Minori Cappuccini e quella dellĠOrdine dei Frati Minori Conventuali.

            Soltanto due anni dopo, nrl 1899, si costituiva lĠunica nostra Provincia di San Michele Arcangelo di Puglia e Molise con i Frati della provincia di San Ferdinando nel Molise, quella di San Michele Arcangelo della Puglia Daunia e quella di San Nicola di Bari.

            Padre Doroteo Forte, nella ricorrenza centenaria (1999) cos“ ricordava lĠavvenimento:

            Cento anni fa i Frati Minori di Puglia e Molise venivano riuniti in una sola Provincia monastica, quella di San Michele Arcangelo. Francescani umili, silenziosi, nascosti, alimentano lo spirito di devozione, osservano i voti di povertˆ, obbedienza e castitˆ. Rendono testimonianza alla loro vocazione. Sono quelle amabili figure di sacerdoti e di fratelli non chierici, che non sembrano dir molto agli uomini del nostro tempo, non fanno nulla che colpisca la fantasia o che susciti lĠentusiasmo della folla, ma si distinguono nellĠesercizio della vita interiore, convinti che lĠessere frate minore si attua praticando la semplicitˆ, lĠumiltˆ, la disponibilitˆ al servizio. Nella grande famiglia francescana trovate il frate erudito, che compulsa volumi e carte polverose, accanto al frate dinamico che dieci ne fa e cinque ne pensa. Trovate il fraticello che ama parlare pi con Dio che con gli uomini, accanto al facondo parlatore di cartello. Trovate lo studioso dĠinflessibile tenacia, accanto al placido confessore dispensiere di grazia sacramentale. Trovate il sacerdote che vĠinvita allĠeroismo, accanto allĠartista sognante nei cieli dellĠarte...

 

            Ininterrotta presenza dei Frati

 

Nel 1908 il Comune concedeva in uso ai frati minori alcune celle del convento. Il Padre Gentile Diomede inizia, con dovizia di particolari, il registro di amministrazione dal 29 agosto 1908, vidimato per la prima volta dal P. Cristoforo Valentini, in qualitˆ di Presidente. Sono evidenziate le spese per la ricostituzione delle suppellettili, dei tegami, e finanche dei libri per la Biblioteca. Nel 1915 il Municipio concede ai frati (nella persona di P. Anselmo Laganaro) lĠuso di quasi tutti i locali del convento per un periodo di 23 anni, offrendo finanche una offerta per il culto della chiesa di lire 100 al semestre fino al 1921; e dal 1922 al 1928, dietro richiestra dei frati, il Municipio aumenta lĠofferta a lire 500 annue.

            Dal registro di amministrazione e da quello della celebrazione giornaliera di Sante Messe, si evidenzia la presenza di altri frati come: Padre Michele, Padre Francesco Luigi Masulli, fra Bernardo, fra Antonio Cortese, fra Raffaele da Monteleone, fra Leonardo da Bitonto, il chierico fra Bernardino, Padre Cristoforo Valentini da Santeramo  Superiore dallĠagosto 1908 al luglio 1011.

            DallĠagosto 1911 al dicembre 1912  Padre Michelangelo Tatone, presente P. Raffaele Sardella.

            DallĠaprile allĠagosto 1911 firma anche fra Nazzareno, cappuccino. A settembre  presente Padre Pacifico Liuzzi e P. Bentivoglio.

            Il 4 ottobre 1911 Don Pietro Giannuzzi dirige la Schola Cantorum per la festa di san Francesco; i frati gli regalano 50 lire.

            DallĠottobre  1912  presidente P. Daniele Trotta fino allĠottobre 1913, anno in cui compaiono fra Antonino e fra Lucio, Padre Michele.

            In questo anno ritorna Superiore Padre Michelangelo Tatone che vi rimarrˆ fino al marzo 1919: viene demolita la originale mensa dellĠaltare maggiore, sostituita con un complesso marmoreo a diversi colori. Nel 1914 viene aggiunta una balaustrata, anchĠessa in marmo: Tutto questo nel 1967, durante i lavori di aggiornamento, viene fatto eliminare dalla Soprintendenza di Bari, nella persona del dott. Michele DĠElia, coadiuvato dallĠArch. Davide Pacanowski, perchŽ in contrasto con lo stile unitario del complesso.

            Presenti dal 1914: fra Giovanni, Padre Valentino Paglia, fra Vincenzo da Corato, fra Benedetto, Padre Serafino. Dal 1915 P. Pacifico Papagni, Padre Luigi Rossano, Fr. Costantino.

            Giugno 1915; costruzione scala lazzaretto, che permette un disimpegno direttamente sul sagrato della chiesa. UnĠaltra scala sarˆ poi costruita dallĠaltro balconcino della facciata: si nota ancora una apertura (ora murata) sul muro esterno.

            Durante il Primo conflitto mondiale furono "ospiti" nel convento i prigionieri di guerra ungheresi. Questi, per ringraziare la popolazione castellanese per la loro permanenza a Castellana (per essere trattatti non come prigionieri ma come fratelli) donarono una statua di S.Elisabetta d'Ungheria, Patrona del Terz'Ordine Francescano. La statua fu commissionata agli artigiani leccesi e tuttora si venera nella chiesa del Convento.

            Un grazioso ricordo di questa presenza  stato scritto da Paolo Matarrese e riportato nel n. di Laudato sie.

            Dal 1916 al dicembre 1918 risulta la firma del solo Padre Michelangelo Tatone. EĠ presente fra felice Noviello.

            Il 16 maggio 1916  inaugurata la nuova pavimentazione della chiesa con mattonelle in graniglia di cemento colorato per la spesa di lire 6.530,30. Con le offerte dei fedeli e una parte dellĠoro votivo.

            NellĠanno 1917  presente fra Emilio Palumbo. Sono presenti i sacerdoti Don Pietro e don Giovanni che versano mensilmente una offerta per il loro vitto.

            Nel 1918 risultano presenti Padre Epifanio Menichella, fra Emanuele, P. Bernardino Guerra, fra Vito. EĠ presente il sacerdote don Consiglio.

            1919 P. Bernardino Laricchia (Superiore da marzo a giugno), fra Emanuele Petrosillo, Padre Epifanio Menichella, Padre Francesco Capriati, Padre Bonaventura Guglielmi, P. Basilio Ciavarella. fra Benvenuto, P. Vincenzo Blunno, fra Erminio,

            Padre Bonaventura Guglielmi (Superiore da giugno 1919 a giugno 1920). Presenti: P. Cosimo De Palo, fra Giacomo, fra Guglielmo,  fra Benvenuto, fra Emilio, Padre Bernardino Guerra.

            Giugno 1920-Novembre 1921 Speriore Padre Vincenzo Blunno

            Dicembre 1921-Febbraio 1924 P. Vincenzo Lovino. Presenti: P. Luigi Tusino; fra Felice Noviello. P. Bonaventura;

            Febbraio 1924-Febbraio 1929 Superiore Padre Pierbattista Cimino; Presenti fino al gennaio 1929: P. Arcangelo Masciale,  Fra Isidoro, fra Sante, P. Ludovico Preta, fra Gerardo, P. Bernardino Guerra

            Dal febbraio 1929 al gennaio 1931 dimor˜ soltanto un fratello laico fr. Felice Noviello da Bitonto: un uomo semplice, lieto e caro a tutto il popolo di Castellana, in attesa di un ripristino ufficiale della presenza francescana. Il registro porta una nota: nei due anni di permanenza da solo in convento fra Felice ha raccolto e conservato per i frati lire 3.300.

            E le preghiere semplici di fra Felice alla Madonna vengono esaudite.

 

            Ritorno ufficiale dei frati

            Infatti nel 1931 il Commissario Provinciale P. Pacifico Di Petta e il Podestˆ La Torre fecero stipulare un contratto in forza del quale il Comune cedeva in enfiteusi perpetua tutto il convento e il giardino ai frati minori. Fu adibito a casa di studio: subito sede di Chiericato prima e Collegio Serafico dopo. Da quella data sino ad oggi - commenta Padre Doroteo Forte, - i francescani, con amore ed intelligente buon gusto, fecero eseguire, grazie alla generositˆ di benefattori, importanti restauri sia del convento che della chiesa. Impegno di frati minori studiosi, esercizio paziente del loro ministero, iniziative varie di moderno apostolato hanno fatto del convento di Castellana un luogo suggestivo, un punto di riferimento quasi obbligato dellĠitinerario francescano pugliese.

            Il registro da gennaio a settembre 1931  firmato da P. Antonino Santangelo.

            La prima Comunitˆ dei Frati  costituita da: Padre Basilio Ciavarella, Padre Vincenzo Blunno, Padre Emilio Racanelli, Padre Agostino Castrillo, e una ventina di giovani studenti chierici del post noviziato.

            Il 13 marzo 1936 muore fra Felice Noviello. Racconta di lui Padre Doroteo: Dal giorno che ci ha lasciato, lĠimmagine che spesso mi si offre alla memoria  unĠimmagine di vita e di salute, una faccia di cor contento. Esercitava lĠufficio di questuante che alternava con la recita di Pater noster in chiesa. Capiva che con lo Spirito Santo si pu˜ sempre ragionare, e anche un fratello laico dello stampo di fr. Felice poteva parlargli, magari in dialetto, perch  Padre dei poveri e conosce tutte le lingue anche quelle degli analfabeti. Il non saper di lettere aveva lasciato in fr. Felice una dote incantevole: la lieta semplicitˆ, che quasi nessun uomo di lettere ha ormai pi


 

 


            Alcuni mesi dopo il Rev.mo Padre Leonardo M. Bello, Ministro Generale de Frati Minori, visita la numerosa fraternitˆ di Castellana e posa per una foto ricordo nel chiostro del convento. In essa si possono facilmente riconoscere vari frati con le Autoritˆ del tempo.

            I Frati preparano una manifestazione musicale in onore del Padre Generale. Nella foto si vedono: Padre Doroteo Forte alla tastiera, fra Ernesto Colavita che si improvvisa Direttore di coro, il gruppo cantori con i chierici Antonio Ramunno, Serafino Pierri, Alfonso Scuccimarri, Modestino Evangelista, Giacomo Melillo, Ruggero Spadavecchia, Celestino Villani con amici castellanesi che compongono lĠorchestrina. (Leonardo Simone, violino; Domenico Patroni, flauto; Pietro Manghisi, 2Ħ violino; Giuseppe Bruno, violoncello)

 

                Pio dĠAndola

 

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