Un Giubileo in cielo

per un Papa sergente

 

Quando nel 1954, insieme ai confratelli Padre Angelo Marracino e Padre Innocenzo Maiorano, venivo ordinato sacerdote, il Cardinale Roncalli celebrava il suo Giubileo sacerdotale. Ora, nel celebrare il mio Giubileo, mentre lui festeggia in Cielo il suo Centesimo anniversario di eterno sacerdote, mi piace ricordarlo appassionato pellegrino in Terra Santa e (su dolce insistenza dellalpino Remo Storti e con note di Sergio Paolo Sciullo) nella insolita veste di Sergente dellEsercito Italiano durante il conflitto militare del 1915-18.

            Sappiamo tutti che nacque a Brusicco di Sotto il Monte, un piccolo paese della Provincia di Bergamo il 25 novembre 1881 da una famiglia contadina, quarto di tredici figli. Era stato avviato privatamente agli studi presso un sacerdote di un paese vicino, finch come tutti i superdotati di umile condizione fu ammesso a soli undici anni al Seminario Diocesano di Bergamo. A diciassette anni riceve gli ordini minori e due anni dopo, grazie a una borsa di studio, arriva al seminario dell'Apollinare a Roma, dove si laurea in Sacra Teologia.
Il Sergente Roncalli

 

            Ordinato sacerdote nel 1904, l'anno dopo il vescovo di Bergamo, Monsignor Radini Tedeschi, lo fa rientrare in Diocesi quale Segretario personale. Rester con lui dieci anni viaggiando al suo seguito anche in molti Stati Europei, sino all'inizio della prima guerra mondiale.

            Nel 1906, sacerdote novello, visita la Terra Santa con Mons. Radini Tedeschi, e rimane molto amareggiato per la triste e umiliante condizione del Santuario di Nazareth. Mi piace ricordare che, il 2 marzo 1959,  sarebbe riservato a lui, come Papa da appena un anno, il privilegio di dare lapprovazione al progetto della Basilica di Nazareth preparato per incarico della Custodia dallarchitetto italiano Giovanni Muzio, dopo averlo fatto esaminare da una speciale commissione presieduta da Mons. Giovanni Fallani. In quella occasione Papa Giovanni esprimeva ai frati francescani il suo compiacimento per la pia e importante impresa.

            Il Sergente di Sanit Angelo Giuseppe RONCALLI stato in forza presso il Servizio Sanitario dell'Esercito Italiano e impiegato al fronte negli Ospedali Militari durante la parte iniziale della prima guerra mondiale (1915 -1916)

            Si lasci crescere un bel paio di baffi e indoss per prima la divisa di sergente della Sanit. Scriver sul suo diario personale: "Domani, 24 maggio 1915, partir per il servizio militare in Sanit. Dove mi manderanno? Forse sul fronte nemico? Torner a Bergamo, oppure il Signore mi ha preparato la mia ultima ora sul campo di guerra?"

 

            Al termine della prima guerra mondiale, fonda la " Casa del Soldato" occupandosi delle ricerche e delle notizie dei dispersi. Congedato, d la sua "adesione morale" al Partito Popolare, ma Benedetto XIV lo chiama a Roma in quanto venuto a cono-scenza delle sue doti e lo mette a capo della Congregazione "DE PROPAGANDA FIDE". Nel corso della seconda guerra mondiale viene inviato quale delegato apostolico in Turchia e Grecia, paesi particolari, uno musulmano e l'altro ortodosso. Al termine della guerra, viene inviato quale Nunzio Apostolico a Parigi e nel 1953 creato Cardinale e diventa Patriarca di Venezia. Viene eletto Papa nel 1958 e presentandosi alla folla in San Pietro, scoppia in pianto dalla commozione e dice: "Sono io ...vostro fratello Giuseppe".

            E superfluo ricordare il mirabile suo pontificato durato solo cinque anni, in cui sotto lazione dello Spirito sorprese il mondo con la  convocazione a Roma di un Concilio Ecumenico (1962); e poi le sue Encicliche sociali, specialmente " Mater et Magistra " e "Pacem in Terris" con cui afferm vigorosamente il tema della necessit della pace e della collaborazione internazionale e indic il dovere di promuovere l'affrancamento dalla fame e dalla miseria dei popoli economicamente e socialmente arretrati.

 

            Ora i resti mortali del Beato Papa Giovanni XXIII riposano dal 3 giugno 1963  nelle grotte Vaticane.

 

                                                      Pio dAndola

 

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