dal Commissariato

di Terra Santa

 

            Padre Pierbattista Pizzaballa viene eletto a nuovo Custode della Terra Santa il giorno 15 maggio 2004.

            Succede a Padre Giovanni Battistelli che ha governato la Custodia negli ultimi sei anni.

            Nella storia plurisecolare della Custodia uno dei pi giovani Custodi. nato nel 1965 a Cologno al Serio (Bergamo). Entra in Noviziato il 22 settembre 1984 nel Santuario della Verna; pronunzia i voti perpetui il 14 ottobre 1989  e viene ordinato Sacerdote nel 1990.

            Inizia la sua formazione nella Provincia francescana dellEmilia-Romagna e ottiene il BA in Teologia sotto il Padre Marco Adinolfi presso il Pontificio Ateneo Antoniano di Roma. Prosegue gli studi di Licenza in teologia con specializzazione biblica presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme sotto la guida del Prof. P. Nicacci. Prosegue gli studi per la conoscenza della lingua ebraica moderna (1993-1994) e si specializza nei corsi di lingue semitiche presso la Hebrew University di Gerusalemme (1995-1999).

            Dopo alcune poubblicazioni per il Dottorato in Teologia, cura con il Prof. M. Pazzini lOrdo Missae in lingua ebraica e traduce i testi liturgici in ebraico per la comunit cattolica di espressione ebraica in Gerusalemme. Dal 2001 guida la comunit dei Santi Simeone e Anna, ed Assistente generale di Mons. Jean-Baptiste Gourion, Vescovo ausiliare del Patrarca latino di Gerusalemme  per la cura pastorale dei cattolici di espressione ebraica.

 

INTERVISTA CON IL NUOVO CUSTODE DI TERRA SANTA

 

Cosa per te la Custodia di Terra Santa?

La Custodia una presenza radicata in Medio Oriente, quella che noi cristiani chiamiamo Terra Santa. una presenza ponte, un incontro (a volte scontro) tra due culture, quella orientale e quella occidentale. Credo, inoltre, che non vi sia un luogo al mondo come Gerusalemme dove tutte le confessioni religiose cristiane sono presenti. Al di l delle evidenti difficolt di relazione, la Terra Santa ha un fascino che unico nel suo genere, a tal punto che lo stesso Paolo VI l'ha definita "Il quinto Vangelo". Qui noi francescani siamo una presenza storica e lungo i secoli abbiamo imparato molto anche a dialogare con gli altri cristiani. A livello interreligioso siamo una piccola realt rispetto alle due grandi presenze: ebraica e islamica, ma bello vedere come pur non facendo parte di queste culture, assumiamo alcuni aspetti delle loro tradizioni e riusciamo a comunicare qualche cosa della nostra. In questo senso qui ci troviamo nel cuore della vita della Chiesa e del mondo. Nonostante i limiti dovuti alla scarsit di personale, alla difficoilt delle lingue parlate ecc., riusciamo sempre ad offrire accoglienza, a incontrare pellegrini e fedeli di ogni parte del mondo e a discutere con chi non la pensa come noi. La Terra Santa un luogo avvincente, che sfida continuamente e la sfida pi grande di fronte a cui ci troviamo ora quella di non limitarsi a subire le difficili situazioni in cui viviamo, ma riuscire a inserirsi in esse con un atteggiamento attivo e critico.

 

Quali sono le priorit che ti sei prefissato per il tuo mandato di Custode?

La mia priorit innanzitutto la Formazione. Proprio per il fatto di essere radicati in Terra Santa, da sempre facciamo parte del panorama, ma non possiamo correre il rischio di vivere di rendita: lo status quo, a volte, pu diventare anche un modo di pensare. Credo sia necessario scuotere le nostre co-scienze, nella formazione iniziale e permanente, perch in Terra Santa le cose cambiano e, di conseguenza, anche noi siamo chiamati a cambiare, pur rimanendo nel solco della tradizione.

 

Secondo te cosa ostacola il cambiamento e il rinnovamento?

l primo ostacolo che individuo la mancanza di personale, che del resto un problema di buona parte dellOrdine. Un altro la divisione per gruppi linguistici. Linternazionalit nella Custodia una ricchezza, che diventa un limite, quando i singoli gruppi tendono a rinchiudersi, mentre ciascuno dovrebbe proporsi come ricchezza per laltro. Bisogna poi considerare che la Terra Santa una terra carica di passioni.

            La situazione ambientale obbliga in un certo senso a coinvolgersi nelle situazioni, ma questo comporta anche dei rischi, quando la passione diventa viscerale e ci si arrocca sulle proprie posizioni. Bisogna essere appassionati, ma non lasciarsi prendere dalle passioni, perch questo toglie la libert nei confronti degli altri. Credo che conservare la libert di amare tutti sia fondamentale oggi, soprattutto in Terra Santa.

            Noi Frati, sullesempio di Francesco di Assisi, dobbiamo conservare lamore per tutti come un atteggiamento profetico e per questo il nostro prossimo Capitolo avr come tema Profeti di riconciliazione e di pace.

            Profeta chi solidale con tutti e vicino a tutti.

 

Cosa ti aspetti dallOrdine dei Frati Minori?

La Custodia parte dellOrdine dei Frati Minori: siamo ununica famiglia.

            La Custodia da sola non pu venire incontro a tutte le esigenze e alle difficolt che ci sono in Medio Oriente; la Custodia ha bisogno dellOrdine e, credo, che anche lOrdine abbia bisogno della Custodia. Se la Custodia intende rinnovarsi chiedendosi cosa e come vuole essere presente in Terra Santa, non potr trovare risposta senza un dialogo con lOrdine. Abbiamo bisogno non solo di personale, ma anche di idee e di progetti in cui siano coinvolti i Frati di tutte le latitudini.

 

Cosa auspicheresti in particolare?

Un coinvolgimento maggiore da parte delle Province. La Custodia definita la perla delle missioni, ma resta un modo di dire. Molto spesso si parla di missioni senza considerare tra queste la presenza in Terra Santa. Anche nella formazione permanente, urgente coinvolgere lOrdine e le Province. Vogliamo essere in sintonia con il cammino dellOrdine. Credo ci sia una possibilit, addirittura una necessit, di collaborare.

            Il riconoscimento dello Studio Biblico della Flagellazione da parte della Chiesa, la conferma di uno degli aspetti peculiari della presenza francescana in Terra Santa.

            Il ruolo dello Studio Biblico Francescano e degli altri Centri di Studio indispensabile per la Custodia. Non si pu prescindere dal contributo scientifico e formativo di questi Centri. Dovremo certamente confermare, potenziare e coordinare i nostri Centri di Studio perch non ci sia dispersione di forze. Noi siamo una piccola presenza numerica in un ambito interreligioso ma, proprio per questo, dobbiamo dare un contributo soprattutto qualitativo. Il riconoscimento che la Chiesa ha dato allo Studio Biblico Francescano conferma il nostro impegno in tal senso. Per questo sar necessario continuare ad investire e a far convergere le nostre energie in questo campo.

 

Ritieni sia necessario un'atteggiamento differente nei rapporti con le autorit civili?

Dobbiamo recuperare la libert nei confronti di tutti. C' la tendenza, sia da parte delle autorit locali sia di quelle internazionali a strumentalizzare la nostra presenza. C' il rischio che certi eventi vengano usati e strumentalizzati. Penso sia molto importante per noi mantenere un linguaggio non politico e un atteggiamento libero, che rimanga fuori dagli schemi della politica. Dovremmo cominciare ad usare un linguaggio e ad avere un atteggiamento profetico. Questo non significa disinteressarsi di quanto accade intorno a noi, ma conservare la nostra autonomia e libert nei confronti di tutti senza pregiudizi per nessuno.

 

            Due peculiarit della presenza francesana in Terra Santa sono state l'attenzione ai pellegrini e ai cristiani residenti. Una delle azioni concrete che la Custodia ha operato stata la costruzione delle abitazioni per i cristiani. Ritieni utile continuare questo tipo di attivit?

Il problema delle case per i cristiani di Terra Santa molto serio. Bisogna per fare attenzione a non trasformarci in un ministero delle infrastrutture. Per quante case si possa costruire non si riuscir mai a risolvere il problema della sopravvivenza dei cristiani. In questa prospettiva siamo chiamati a dare il nostro contributo concreto.

            La costruzione delle case finalizzato ad evitare l'emigrazione: sono molti i cristiani che vanno via dalla Terra Santa...

            Nei Territori lemigrazione un problema veramente drammatico, mentre per i cristiani che vivono in Israele ci sono problemi di tipo diverso, tanto vero che la Custodia per loro, per esempio, non co-struisce case. Va poi tenuto presente che i poveri non andranno mai via, rimarranno sempre con noi, perch non hanno il denaro necessario per emigrare. Un problema grave invece la diminuzione di una presenza cristiana qualificata perch chi ha possibilit economiche e una buona formazione preferisce emigrare, perch non vede prospettive per il futuro. Nei Territori Palestinesi questo problema esiste, ed dovuto soprattutto alla situazione politica e alla mancanza di prospettive economiche. In questo caso costruire edifici importante, ma la Custodia non pu limitarsi a questo. Noi Frati dobbiamo essere pi solidali, meno assistenzialisti e pi presenti. La gente non ha solo bisogno di soldi, chiede speranza, vuole essere aiutata a credere nel futuro.

 

Cosa pensi del muro di separazione?

Comprendo la paura e l'angoscia di Israele. Sono certo che il muro non la risposta.

            Israele vuole difendersi dagli attacchi terroristici, ma la realt del muro divide il villaggio dalle terre, la scuola dai bambini, l'ospedale dai malati; tutto ci difficilmente comprensibile. La storia, inoltre, inse-gna che tutti i muri prima o poi cadono. una rispo-sta di paura che non ha prospettive nel tempo, perch la forza delle idee e la forza della vita superano qualsiasi barriera.

 

Hai vissuto da vicino la realt delle comunit cristiane sia di origine ebraica, sia di origine palestinese. Come affrontano questa situazione drammatica?

uello che ho notato nelle comunit cristiane che c' tanta stanchezza psicologica e spirituale. I cristiani non sono un popolo a s, perch essere cristiano non vuol dire appartenere ad una entit nazionale e la fede non si identifica con una identit nazionale. I cristiani stanno dall'una e dall'altra parte e ciascuno si identifica col proprio popolo d'appartenenza. I cristiani palestinesi sono solidali con i palestinesi, mentre i cristiani d'origine ebraica sono solidali con gli israeliani, anche se, chiaramente, molto spesso non condividono le scelte dei propri governanti.

 

Quali sono le prospettive per il futuro della Custodia, anche in relazione allattuale situazione in cui inserita?

l punto di partenza della presenza francescana in Medio Oriente lincontro di S. Francesco con il Sultano Melek el Kamil. In quel contesto di guerra, nel corso delle Crociate, Francesco di Assisi ha scavalcato le trincee per andare a parlare, a dialogare con il Sultano che era considerato il nemico per eccellenza, linfedele. Il futuro nel gesto profetico del dialogo. Esso va attualizzato e vissuto prima di tutto nei rapporti tra noi Frati che proveniamo da diversi paesi e da diverse culture e poi nei rapporti con gli uomini e le donne che vivono in Terra Santa. Bisogna ripartire dalle origini, dalle motivazioni per cui Francesco di Assisi ha desiderato intraprendere il suo viaggio per rifare lesperienza di Ges Cristo, per vedere con i propri occhi i luoghi terreni dove il Figlio di Dio nato, vissuto, morto e risorto per la salvezza delluomo.

               (a cura dell'Ufficio Comunicazione OFM)

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Caro p. Pio,

            approfitto della cortesia di p. Mario per farti pervenire, dal profondo del mio cuore, la mia preghiera e la mia vicinanza in occasione del tuo anniversario sacerdotale.

            Tutti i fratelli della Custodia ti sono vicini in questo momento particolare e importante. Tutti ti siamo riconoscenti per quanto hai fatto e continui a fare per la Terra Santa.

            Sono certo che tutti noi continueremo a pregare il Signore perch ti mantenga sempre cos sereno, spontaneo e generoso verso tutti, in particolare i pi poveri.

            Caro padre, continua ad insegnarci a cantare, non solo in chiesa, ma anche nella vita, e a restituire con gioia al Signore quello che dal Signore riceviamo. Tu lo fai da sempre, anche qui in Terra Santa, nonostante i tempi difficili.

            Ora anche noi ci uniamo al canto di tanti qui in Terra Santa e in Italia, per ringraziare insieme il Signore per averci donato un fratello cos caro e prezioso!

            Ad multos annos!

                                                        Fraternamente

                                         fr. Piebattista Pizzaballa ofm

                                           Custode

Ingresso Solenne del Padre Custode
nella Basilica del Santo Sepolcro

 

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