BETLEMME dopo il Giubileo
Riflessioni di
Padre Frdric Manns ofm
Professore
dello studium Biblicum Franciscanum
di Gerusalemme
A tutti presente limmagine del Santo Padre che pregava in silenzio nella grotta della nativit di Betlemme durante il suo pellegrinaggio in terra santa. Il messaggero della pace aveva intuito che se gli uomini non danno la gloria a Dio non vi sar pace sulla terra. A tutti presente limmagine della tomba di Rachele, a due passi da Betlemme, trasformata in fortezza e centro di tante lotte durante lultima intifada. Rachele piange i suoi figli, oggi pi di ieri. A tutti presente limmagine del check point di Tantur dove la popolazione palestinese umiliata, ma piena di dignit, aspetta ogni giorno ore per poter portare a casa il pane quotidiano.
Betlemme: la casa del pane
In questo contesto drammatico rileggiamo la scrittura, fonte di vita e di speranza: E tu Betlemme di Efrata, cos piccola per essere fra i capoluoghi di Giuda, da te uscir per me colui che deve essere il dominatore in Israele (Mich.5,1). Cos il profeta Michea accende la speranza messianica nel dominatore, di Israele, colui che ristabilir la giustizia e la pace. In contrasto con lattesa trionfalistica nella Santa Gerusalemme, la modestia del piccolo villaggio giudaico segno della predilezione di Dio per i piccoli ed i poveri.
Betlemme rimane ancora oggi il caposaldo della nostra fede. La stessa opposizione tra forza e povert si ritrova allepoca di Ges. Accanto al piccolo villaggio di David cՏ il palazzo-fortezza di Erode. La forza militare e lindigenza. Come non pensare al piccolo David che si trover un giorno di fronte al gigante? Come non pensare ai pastori primi evangelizzati dallangelo?
Nel Protovangelo di Giacomo vengono menzionati la grotta e la mangiatoia. Anche S.Giustino nel suo Dialogo con Trifone 78 cita il luogo del parto di Maria e nuovamente la mangiatoia. La memoria cristiana ricorda questo fatto: Dio si fa uomo affinch luomo possa diventare Dio. Il Figlio di Dio viene adagiato in una mangiatoia. La vocazione delluomo non lanimalit ma quella di essere divinizzato. A Betlemme vivono le comunit cristiane, cattolica, ortodossa ed armena, in una convivenza a volte difficile e sofferta, ma sempre preziosa. Il Santo Padre nel suo incontro con gli Ordinari di Terra Santa ha ripetuto la sua preoccupazione per le pietre vive, per i cristiani di questa terra che conoscono la sorte del loro Maestro. A tutti loro viene proclamato il messaggio dellangelo:Non temete, ecco, vi annunzio una grande gioia, che sar di tutto il popolo: oggi vi nato citt di Davide un salvatore, che il Cristo Signore (Lc 2, 10-11). Israele e i Musulmani attendono il Salvatore. Rifiutano Ges in nome della trascendenza di Dio. Un Dio non si pu abbassare a questo punto. Ma chi rifiuta il messaggio di Betlemme – cio che luomo chiamato ad essere divinizzato – fa lesperienza che luomo pu diventare una bestia per il suo fratello. I fatti recenti lo dimostrano.
La gioia annunciata dallangelo non qualcosa che appartiene al passato. una gioia di oggi, delloggi eterno della salvezza di Dio che comprende tutti i tempi, passato, presente e futuro. Siamo chiamati a comprendere pi chiaramente che il tempo ha un senso perch qui lEterno entrato nella storia e rimane con noi per sempre. Le parole di Beda il Venerabile esprimono chiaramente questo concetto: Ancora oggi, e ogni giorno sino alla fine dei tempi, il Signore sar continuamente concepito a Nazareth e partorito a Betlemme (In Ev. S. Lucae, 2; PL 92, 330). Poich in questa citt sempre Natale, ogni giorno Natale nel cuore dei cristiani. Ogni giorno siamo chiamati a proclamare il messaggio di Betlemme al mondo - la buona novella di una grande gioia: il Verbo Eterno, Dio da Dio, Luce da Luce, si fatto carne ed venuto ad abitare in mezzo a noi (cfr Gv 1, 14).
Betlemme non deve essere solo meta di pellegrinaggi e di studi, non deve rimanere un cimelio storico, ma il segno tangibile della nostra fede e del nostro credo che testimoniamo giorno per giorno con la nostra vita e la nostra preghiera.
Giovanni Paolo II prima del grande Giubileo pregava cos: O Bambino di Betlemme, Figlio di Maria e Figlio di Dio, Signore di tutti i tempi e Principe della Pace, lo stesso ieri, oggi e sempre (Eb 13, 8): mentre avanziamo verso il nuovo millennio, guarisci le nostre ferite, rafforza i nostri passi, apri il nostro cuore e la nostra mente alla bont misericordiosa del nostro Dio, per cui verr a visitarci dallalto un sole che sorge (Lc 1, 78). Amen>>.
La preghiera rimane sempre valida.
Cosa abiamo fatto del Giubileo?