ATTUALITA
dal Commissariato
di Terra Santa
Nella Piccola Cronaca del precedente numero di Laudato sie stata data breve notizia della partenza di un gruppo di confratelli della nostra Provincia per Gerusalemme, per uno speciale Corso di Formazione permanente sul tema Cristocentrismo. Le relazioni sono state dettate da Professori dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, dalla Suora Telesphora Pavlou e dallo stesso Padre Giovanni che ha concluso il Corso di Formazione con appassionato intervento sul tema Il Cristocentrismo di Giovanni Duns Scoto. Tutte le relazioni
sono state pubblicate in un volume a cura del Centro Studi Personalisti B. Giovanni Duns Scoto, per le edizioni AGA di Alberobello con il titolo: Dalle Cristologie al Cristocentismo.
Per il prossimo gennaio 2005 stato organizzato un secondo Corso Provinciale di Formazione permanente ancora in Terra Santa, condotto dallo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e dal Centro Duns Scoto di Castellana sul Tema Dal Cristocentrismo alla Mariologia. Esso si svolger nei giorni tra il 17 e il 31 gennaio e prevede, oltre alle Relazioni, anche alcune importanti escursioni in luoghi biblici in Galilea, in Giordania e in Giudea.
Qui di seguito si d notizia pi dettagliata sul progetto Volontariato per la Terra Santa e si propone la riflessione di una pellegrina dopo lultimo pellegrinaggio compiuto nello scorso mese di novembre con un gruppo di 75 pellegrini di Senigallia, assieme ai loro cinque parroci.
TESTIMONIANZE
IL VOLONTARIATO IN TERRA SANTA
Una eco grande di generosit suscitava il vostro trafiletto su Famiglia Cristiana di dieci anni addietro circa un appello di volontari per un servizio presso i Santuari francescani dei Luoghi Santi. Ricevetti oltre cento risposte da altrettanti credenti, disponibili ad offrire il proprio lavoro, ma anche per una verifica profonda della propria fede: Ingegneri, architetti, geometri, agronomi, forestali, elettricisti, tecnici telefonici, muratori, manovali, operai generici, ma pure studenti, sacerdoti, e pure un arcivescovo. Un primo gruppo di quattro potatori-giardinieri partiva il giorno 20 febbraio 1994, impegnato per una ventina di giorni al Getsemani, alle Beatitudini, al Tabor e a Nazareth. Lanimatore principale stato subito Franco Cavallo di Castellana Grotte.
Franco Cavallo stato un esempio di profonda fede cristiana e di un grande amore per tutti, secondo l'insegnamento di Cristo. Aveva per questo un cuore di fanciullo e tutto operava in semplicit in perfetta letizia, senza clamori, in gioiosa esultanza dello spirito, vivendo la sua presenza come testimonianza silenziosa di ricono-scenza al Signore per il dono della fede, il dono dell'amicizia, il dono della famiglia e ultimamente il dono di aver conosciuto i Luoghi Santi, che per lui sono diventati la sua seconda patria. Dietro incoraggiamento, ha dato vita ad un'opera di volontariato a servizio dei Santuari di Terra Santa coinvolgendo diverse diecine di volontari da ogni parte dItalia, operando nella potatura degli alberi, nella piantagione di fiori e diverse piante, nella costruzione di romitaggi, compresi arredamenti per pellegrini in preghiera, riscuotendo lammirazione e laffetto di tutti i Francescani della Custodia di Terra Santa. Il Monte Tabor, il Monte delle Beatitudini, i giardini della casa della Madonna a Nazareth, quelli del Monte Carmelo, quello di Gerico e di Emmaus, sul Monte Nebo in Giordania, oltre a quelli della Delegazione di Terra Santa in Roma e del Commissariato Generale di Napoli. Ma il suo cuore stato soprattutto per il giardino sacro del Getsemani, ove ogni pianta ha ricevuto la sua carezza amorevole. In dieci anni stato volontario per quaranta volte: lultima volta nel marzo 2003, sebbene un male inesorabile lo aveva avviato per un calvario doloroso, accettato con francescana letizia. Il Padre Custode, durante una sua permanenza a Gerusalemme, gli ha donato la Croce doro del Pellegrino, una onorificenza pontificia istituita dal Papa Leone XIII, per i benefattori insigni. Ma egli non se nՏ mai gloriato. Il mese precedente gli era stata recapitata una cartolina scritta dall'archeologo Padre Michele Piccirillo, operante soprattutto in Giordania, intestata "A Franco degli ulivi": Caro Franco, quest'anno gli ulivi, senza di te, si sono rifiutati di portare frutto. Cerca di rimetterti e ti aspetto insieme agli ulivi. Il caro Franco dopo aver baciata quella cartolina se lՏ stretta per un momento al cuore. Era l'ultimo bacio che avrebbe dato a tutta la Terra Santa.
Il giorno 13 gennaio di questanno partito per la Gerusalemme Celeste.
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IL MIO PELLEGRINAGGIO
La Terra Santa ci ha accolti venerd 12 novembre con botti continui e festanti, con i canti dei muezzin che riecheggiavano nella notte: era il primo dei tre giorni di festeggiamenti per la fine del Ramadam. Le frasi incomprensibili del Corano cantellinate dai muezzin sembravano richiamare una intenzionale comunicazione da una moschea allaltra. Arrivava il primo messaggio della fortissima presenza della religione islamica in Terra Santa..
Iniziava il pellegrinaggio. Svegliarsi a Nazareth davanti alla Basilica dellAnnunciazione, calpestare la Terra Santa sulle orme di Ges: unemozione costante e ricorrente per tutta la settimana del pellegrinaggio. Questo il luogo dove Maria ha ricevuto la visita dellangelo che le annunciava... cos ogni volta il frate francescano Padre Pio nel presentarci un luogo significativo. Maria, Ges, gli Apostoli sono passati qui o qui vicino: unemozione mai provata, mista a meraviglia, stupore, gioia, sgomento, riflessione, meditazione e preghiera. Il gruppo, 75 persone, 5 sacerdoti e 2 frati francescani, si mosso da un luogo allaltro secondo un itinerario ben definito. I momenti forti sono stati tanti e molto soggettivi, secondo la propria sensibilit e secondo le esperienze che ognuno si portava dentro. Durante la recita del Rosario itinerante nella Basilica dellAnnunciazione, guidata da Padre Mario, ho visto tanti di noi commuoversi per lintensit spirituale che si era venuta a creare, n le censure quotidiane, che ci accompagnano normalmente, l erano riuscite a reggere,
Nazareth: una formella in marmo indica Qui il Verbo si fatto carne!
Betlemme: qui una stella evidenzia dove Ges nato; l, proprio l davanti a te; tu che in tutti Natali festeggi tale momento, collocandolo in tempi e luoghi cos lontani, ora improvvisamente puoi toccare con mano. Silenzio e poi una preghiera o un canto che ti fa salire il cuore in gola. Non possibile andare in Terra Santa soltanto come turista. Altre regioni sono certamente pi belle di questa. Questa una terra strana e misteriosa; nonostante la lunga storia che lha sempre travagliata, nessuno riuscito a renderla oggetto di consumo.
Cose superflue, persone, lavoro ci occupano troppo nella vita di oggi, tanto da non rappresentare quella Betania che Ges raccomanda, perch non sia solo Maria a scegliere la parte migliore! In questo passo del Vangelo si parla di amicizia e di amore. Proprio quello che in Terra Santa manca, a partire dalla comprensione reciproca dei popoli che la abitano e dalla tolleranza.
Il pi bellesempio di tolleranza e damore lho visto a Betlemme nel Baby Hospital. Questo un ospedale molto apprezzato sia da ebrei che da arabi, e come istituzione cristiana rappresenta un luogo di conciliazione. E per questo bisogna garantire una certa neutralit politica, per non mettere a rischio il lavoro che sta svolgendo e la credibilit che riscuote.
Il Caritas Baby Hospital lunico ospedale specializzato in cure mediche pediatriche per la prima infanzia nei territori palestinesi, una regione in cui vivono 500.000 bambini di meno di 4 anni di et. E nato nel 1952, quando Padre E. Schnydrig, recatosi a Betlemme alla Santa Messa di Natale, dovette assistere al dramma di un padre disperato che seppelliva il suo bambino nel fango, perch mancavano le attrezzature mediche che avrebbero potuto salvare la sua vita. Sono 20.000 i bambini che ogni anno ricevono cure dal Baby Hospital di Betlemme: malattie dovute alla povert, malnutrizione, igiene, handicap.
La visita a questa struttura stata toccante. Mi sono posta tante domande, come tutti questi luoghi non lasciano indifferenti. Dovevamo ancora visitare Gerusalemme e i luoghi delle sofferenza di Ges, ma questo ospedale era gi un Calvario vivente dentro e fuori, l dove gli abitanti di Israele stanno costruendo un muro alto 8 metri tra il proprio territorio e i territori palestinesi. La sofferenza al di qua e al di l del muro divide ulteriormente gli uomini e chi ci arriva davanti sente ulteriormente il freddo del cemento. Israele definisce il muro una necessit per la sicurezza dello stato.
E chi non vuole sicurezza?
Alcuni muri vengono abbattuti, altri vengono eretti. Ma chi costruisce un muro che passa a 150 metri dal Baby Hospital sta trasformando Betlemme in una prigione. Quale obiettivo per la pace?
Ecco Gerusalemme, maestosa, potente e fredda, circondata da mura possenti, rimaneggiate da Solimano il Magnifico, con le vie strette di marmo sporco e consumato per lusura del tempo, che ti portano al Sacro Sepolcro e al Muro del pianto.
Le presenze delle tre religioni monoteiste, Ebraismo, Islamismo e Cristianesimo, convivono tra la gente, basta osservare il loro abbigliamento. Nella Basilica del Sacro Sepolcro hanno residenza effettiva la comunit latina, greca e armena, ognuna ha le proprie cappelle e vigono regole come in un condominio per le cerimonie liturgiche, per i turni di notte e di giorno, per le pulizie. La Basilica, molto grande, culmina con il Sepolcro di Ges, di marmo, consumato per le mani che lo accarezzano sopra.
Unatmosfera di profondo silenzio e preghiera circonda il Sacro Sepolcro al quale si fa visita a 4 per volta, passando per una porta bassa e stretta, Qui diventa pi facile parlare a Dio degli uomini che parlare agli uomini di Dio e il colloquio strettamente personale. Senti che si in due esclusivamente, che devi solo ascoltare perch dire inutile: Lui sa tutto, diventi trasparente nellanima e desideri tornarvi ogni giorno per un colloquio muto, ma che ha il potere di liberarti.
Perch sono qui?
I perch, che mi raccontavano coloro che mi avevano preceduto, sono tanti; anche incuriosita, scettica sulle emozioni, per una settimana mi sono allontanata piano piano dai pensieri quotidiani, dai programmi, dalle comodit, dalla materialit, dalleffimero per passare razionalmente a leggere le tracce e i segni che la storia ci ha tramandato sul passaggio di Ges e accostarmi sempre di pi ad una Terra di grande spiritualit.
E ora?
Lontani gli odori dolciastri delle vie, i colori brillanti delle bucanvilles, le grida dei bambini per la strada, i canti delle moschee, rimane da ascoltare il silenzio dei luoghi visitati: il Cenacolo, la casa di Gioacchino e Anna, la casa di Pietro, il lago di Tiberiade, Cana, la grotta del Pater Noster, del Getsemani, il campo dei pastori, il Mar Morto.
Un filo diretto rimane attraverso le immagini scolpite dentro, come sono rimaste a S. Francesco che non si stacc pi e volle che i suoi frati l rimanessero fin dal 1217; a noi, molto pi modestamente, rimane da riflettere sullimpegno e sulla scelta coraggiosa nellessere testimoni del cristianesimo oggi.
Maria Antonietta Montanari