EDITORIALE

50 ANNI DELLA TELEVISIONE ITALIANA

Inizialmente un timido, unico primo canale. Ricordo con emozione la trasmissione della prima partita di calcio Italia-Egitto (gennaio 1954); ho vissuto commosso la inaugurazione della prima trasmissione da Napoli nel dicembre 1955 dal Monastero Santa Chiara, protettrice della TV. Poi un secondo canale faceva aumentare linteresse per questo sorprendente mezzo di comunicazione.
Ora migliaia di canali hanno fatto dei tetti delle nostre citt piantagioni di boschi di ferraglie con antenne e parabole di ogni modello per una televisione superdigitalizzata che ha fatto sparire il caminetto, davanti al quale, da bambino, ho ascoltato le pi belle favole del mondo dalla saggezza dei nonni.
Finalmente il Comitato tv e minori di Milano ha deliberato allunanimit un procedimento nei confronti di un notissimo show, che ha imperversato fino allo spasimo su un canale privato, sul quale si dovr esprimere ora lAuthority. Una puntata in cui cerano scene di sesso e sequenze volgari portate avanti con malizia e con frasi scurrili non adatte a un pubblico minorile e ad una fascia protetta che va dalle 16 alle 19.
E stato forse lunica voce nel deserto. Il pubblico disgustato ma non reagisce alle tante parole volgari, bestemmie e porcherie varie che sono di pessimo gusto e di scarsissimo livello morale che dimostrano la scarsit di cultura e di argomenti di chi le proferisce. E credo, daccordo con una lettera di protesta letta in internet, che chi realizza questa vergogna con convinzione e in modo accanredo che fa con convinzione e in modo accanito denota anche idiozia, stupidit.
Scrive qualcuno: Che sia uno squallore il minimo che si possa dire. Ha stabilito un record: il punto pi basso di decenza e pi alto di ipocrisia mai raggiunto in cinquantanni di televisione. Un prete commenta: ...per giorni e giorni vengono ascoltate cretinate, menzogne, burle e tante altre scemenze con grande attenzione, quasi fossero verit assolute. Coloro che vengono plagiati da queste cretinate a poco a poco diventano quello che sentono. E per concludere; Molti intelligenti guardano programmi cretini, meglio forse essere un cretino che guarda un programma intelligente.

 Il Rettore del Santuario

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