Mariologia

Alcuni scritti di Giovanni Duns Scoto sullĠImmacolata

Giovanni Lauriola ofm

A conclusione del 150Ħ anniversario della definizione della veritˆ dogmatica dell'Immacolata Concezione della Vergine Maria, piace offrire alcuni testi del Cantore dellĠImmacolata, Giovanni Duns Scoto, come testimonianza del suo particolare amore verso la Madonna, sempre unita al suo Figlio, secondo il disegno di salvezza voluto da Dio e rivelato nella potenza dello Spirito Santo. I testi sono desunti dalla sua grande e importante questione "se la Vergine Maria sia stata soggetta al peccato originale", che ha segnato la storia dellĠevoluzione teologica della stessa veritˆ, fino alla solenne dichiarazione di Pio IX lĠ8 dicembre 1854.
La raccolta dei testi viene presentata senza commento nŽ didascalia, cos“ da dare la possibilitˆ di gustare direttamente il modo di pensare e di pregare del "teologo dei teologi". La lettura diretta dei testi  sempre arricchente spiritualmente. Tra parentesi quadre ho aggiunto qualche parola per rendere pi esplicito il testo latino, sempre molto conciso.

ÇIn cielo ci sono dei Santi che non furono mai nemici [di Dio] per il peccato attuale, come molti innocenti; e molti altri [Santi] che, benchŽ siano stati nemici [di Dio] per il peccato mortale, ne fecero poi penitenza. [In cielo] cĠ principalmente la Beata Vergine Maria, Madre di Dio, la quale non fu mai in atto nemica [di Dio] nŽ per il peccato attuale, nŽ per peccato originale. [Lo sarebbe stato se non fosse stata preservata]. [La Beata Vergine Maria] non ha contratto il peccato originale. Lo argomento dallĠeccellenza del suo Figlio, in quanto redentore, riconciliatore e mediatore. Il mediatore perfettissimo [infatti] possiede il pi perfetto atto possibile di mediazione rispetto alla persona cui media. Cristiato per la propria Madre].
Ma questo non sarebbe avvenuto, se non avesse meritato di preservarla dal peccato originale. Lo provo con tre vie: a) in riferimento a Dio con il quale avviene la riconciliazione; b) in riferimento al male da cui libera; c) in riferimento al debito della persona che viene riconciliata.
[Prima via]. Nessuno placa in modo perfettissimo una persona da unĠoffesa che pu˜ ricevere, se non pu˜ prevenire che quella persona non sia offesa. Difatti, se placa lĠoffesa, perchŽ perdonata, non placa in modo perfetissimo. Di conseguenza, Cristo non placa perfettissimamente la Trinitˆ, se non previene [impedendo] che la stessa Trinitˆ sia offesa da qualcuno, e se tra i figli di Adamo non cĠ unĠanima che non ha questa colpa, o almeno  possibile che non lĠabbia.
Quanto alla seconda via ci sono due modi. Primo. Il perfettissimo mediatore merita che venga rimosso ogni pena da colui che riconcilia. Ora la colpa originale  una pena pi grande che la stessa privazione della visione beatifica,,, perchŽ il peccato, fra tutte le pene della persona,  la pi grande. Dunque, se Cristo ci ha riconciliato perfettissimamente [con Dio], ha meritato che qualche persona fosse preservata da questa gravissima colpa. [Tale persona] non  altra che la stessa Madre [di Cristo]. LĠesempio addotto conferma tutto questo. Se, infatti, per un uomo  grandissima pena [sentire] che il re  sdegnato di lui, nessuno lo riconcilierebbe perfettamente, se non allontasse da lui non solo [la possibilitˆ) di essere diseredato, ma ance di essere ancora nemico del re.
Secondo. Dalla stessa prova si pu˜ argomentare cos“. Cristo  stato nostro riparatore e riconciliatore principalmente pi in ordine al peccato originale che a quello attuale, perchŽ comunemente si attribuisce la necessitˆ dellĠIncarnazione e della Passione al peccato originale. Ugualmente si suppone che Cristo sia stato cos“ perfetto mediatore verso qualche persona, per esempio Maria, che la preserv˜ da qualsiasi peccato attuale. Dunque, allo stesso modo anche dal peccato originale.
Quanto alla terza via cos“ argomento. La persona riconciliata non  obbligata al massimo verso il suo mediatore, se non riceve da lui il maggior bene possibile dallo stesso mediatore. Ora, a opera del mediatore si pu˜ avere questa innocenza, cio la preservazione dalla colpa o giˆ contratta o da contrarsi. Di conseguenza, nessuno sarebbe tenuto in sommo grado a Cristo mediatore, se Cristo non avesse preservato qualcuno dal peccato originaleÈ
ÇSe tu obietti:  uguale lĠobbligo di chi ha avuto la remissione del peccato e di chi ne  stato preservato. [Rispondo]:  beneficio maggiore preservare [qualcuno] dal male che permettere che cada nel male e poi liberarlo. Inoltre, Cristo ha meritato la grazia e la gloria a molti, i quali per questo gli sono debitori come mediatore.
Per qual motivo, non dovrebbe esserci qualcuno che sia debitrice a Cristo dellĠinnocenza? E perchŽ mai, se sono innocenti tutti gli Angeli beati, non devĠesserci neppure unĠanima umana che sia innocente nel cielo, eccetto quella di Cristo?
PoichŽ  bene maggiore lĠinnocenza perfetta che la remissione della colpa, veniva conferito a Maria il bene maggiore, preservandola dalla colpa originale, che purificarla dopo averla contrattaÈ.
ÇLĠargomento desunto dai fatti che appaiono nella vita di Maria: [generata secondo la legge comune], per cui il suo corpo fu generato e formato da seme infetto, cio con la stessa infezione di qualunque altro corpo generato secondo la stessa origine non  concludente.
            E lo provo. Primo. Per quanto riguarda lĠinfezione della carne a causa dellĠinseminazione, non segue nulla come prova Anselmo nel Trattato del peccato originale [di cui ho parlato nella 32ğ distinzione del II libro].
            Ammesso pure che il peccato originale venga contratto naturalmente cos“. [é certo] che lĠinfezione della carne che rimane anche dopo il battesimo non  causa necessaria del peccato originale nellĠanima, [perchŽ], mentre lĠinfezione rimane nellĠanima, il peccato originale  cancellato dalla grazia che viene infusa. Pertanto, Dio potrebbe togliere con la sua grazia lĠinfezione della carne anche nel primo istante della concezione della Vergine, non essendo causa necessaria dellĠinfezione dellĠanima, mentre la grazia disgruggerebbe il peccato dallĠanima.
            [Secondo, si dice ancora]: Maria ebbe le pene comuni alla natura umana, come la fame, la sete e cose del genere che vengono inflitte a causa dell peccato originale. Dunque anche Maria non fu innocente, [cio senza colpa dĠorigine].
            Rispondo. Anche questo argomento che ri ricava dai patimenti [naturali] di Maria, non  conclusivo. Il mediatore, infatti, pu˜ riconciliare qualcuno, togliendo da lui le pene inutili, e lasciandogli le pene utili. Il peccato originale sarebbe stato nocivo a Maria, mentre le pene temporali sarebbero state utili, perchŽ per esse poteva meritare.
            [Terzo, si dice ancora]: Se la Beata Vergine non avesse contratto il peccato originale, non avrebbe avuto bisogno del Redentore, nŽ [Cristo Redentore] le avrebbe aperto la porta del cielo, perchŽ non le fu mai chiusa. La porta del cielo, infatti, si chiude per il peccato e specialmente per il peccato originale.
            Rispondo. Maria ha avuto massimamente bisogno del Cristo Redentore. A causa della generazione comune, anche Maria avrebbe contratto il peccato originale, se non fosse stata prevenuta dalla grazia del Mediatore. E come gli altri ebbero bisogno di Cristo, perchŽ, per il suo merito, venisse rimesso loro il peccato giˆ contratto, cos“ a maggior ragione Maria ebbe bisogno del Mediatore che prevenisse il peccato, perchŽ lei non lo contraesse.
            Per quanto riguarda lĠargomento dellĠapertura della porta del cielo, dico: La porta del cielo fu aperta a Maria per il merito della prevista passione di Cristo e [da Dio] accettata proprio in ordine alla sua persona. [Dio accettava la passione di Cristo], perchŽ per effetto della stessa passione giammai il peccato fosse nella persona di Maria, o qualunque altra cosa che chiudesse a Lei, come agli altri, la porta del cielo. Se poi dici: Se Maria fosse morta prima della passione del Figlio, sarebbe stata beata?
            Si pu˜ rispondere: nel limbo i santi padri furono purgati dal peccato originale, e tuttavia la porta [del cielo] rimase chiusa fino alla soluzione della pena dovuta [al peccato]. Dio, infatti, aveva deciso cos“: pur accendo la prevista passione di Cristo per rimettere la colpa originale a tutti i credenti presenti e futuri a quella passione, tuttavia non rimise la pena dovuta per quel peccato, cio la mancanza della visione di Dio per la [semplice] previsione, ma solo quando essa fu effettivamente offerta in concreto. Quindi, come per quei padri non fu aperta la porta [del cielo], fino a quando non fu presentata la passione di Cristo, cos“  probabile che anche per Maria [la porta del cielo] non si sarebbe aperta [prima di allora].
            A coloro che argomentano dicendo: Maria fu prima figlia di Adamo per natura e poi ebbe la grazia, perchŽ fu prima persona e poi ebbe la grazia; di conseguenza, in quella prioritˆ era tenuta alla giustizia originale, in quanto come figlia naturale di Adamo non ebbe la giustizia originale; dunque, in quella prioritˆ temporale ha contratto il peccato originale.
            Rispondo e dico. Concedo che Maria per prioritˆ di natura fu prima figlia di Adamo che giustificata [dalla grazia]. La natura [di Maria], infatti, concepita naturalmente, nel suo primo istante, avrebbe dovuto essere figlia di Adamo e non avere la grazia in quel primo istante di natura.
            Di conseguenza, parlando rigorosamente del primo istante, in quel primo istante di natura [Maria] fu priva [della grazia santificante], perchŽ, secondo tale prioritˆ, la natura [di Maria] precedette sia la privazione della giustizia che il possesso della giustizia. Da questo si pu˜ soltanto inferire che, in ragione della natura -fondamento naturale della filiazione di Adamo- non  inclusa nŽ la giustizia nŽ la sua privazione. Solo ci˜ concedo.
            Se poi obietti: cĠ un altro modo di prioritˆ di natura, cio che per natura Maria  priva prima del possesso della grazia, e ci˜ dipende da una causa estrinseca.
            Rispondo. Questo prima per natura non si trova mai naturalmente [cio non esiste in natura]. Esisterebbe soltanto se una causa estrinseca non lo impedirebbe, mettendovi il suo opposto. Ogni uomo, naturalmente, dovrebbe avere la giustizia originale, ma per demerito di Adamo ne resta privo, e [questo  il motivo] per cui invece contrae il peccato originale. Ma, se a qualcuno, fin dal primo istante della creazione dellĠanima, viene data la grazia, costui non sarˆ mai privo della giustizia originale. E questo non per merito proprio, ma per merito di un altro, se la grazia gli  conferita per merito di un altro. Pertanto chiunque avrebbe [per sŽ] il peccato originale, se un altro non lo prevenisse con la sua mediazione. In quanto allĠaccettazione divina, la grazia si identifica con la giustizia originale, per cui lĠanima che ha la grazia non ha il peccato originale.

            Dio nel primo istante [della creazione dellĠanima di Maria] pot infondere tanta grazia quanta ne concede a unĠaltra con la circoncisione e il battesimo. Pertanto, in quel primo istante [Maria] sarebbe stata senza il peccato originale, non diversamente da una persona battezzata.
            Ci˜ viene confermato dal fatto che, quando lĠanima  nel peccato, pu˜, per potenza divina, essere nella grazia. Di conseguenza, [Maria], nel primo istante della sua concezione, come poteva essere nel peccato, cos“ poteva essere nella grazia. In questo senso bisogna interpretare le Autoritˆ, che dicono che tutti coloro che provengono naturalmente da Adamo sono peccatori; nel senso cio che, naturalmente parlando, i figli di Adamo sono privati della giustizia originale, salvo che non venga loro conferita diversamente. E come la grazia pu˜ essere conferita dopo il primo istante, cos“ pu˜ essere conferita nel primo istante [della concezione]È.

Conclusione

            Al termine di questi testi su una questione cos“ delicata, piace mettere brevemente in risalto il ruolo e lĠinflusso che Duns Scoto ha avuto nellĠaprire una nuova "via" alla tesi immacolista, da meritarsi il titolo di "Cantore dellĠImmacolata" .
            E a tutti noto che la tesi "immacolista" prima di Duns Scoto non ha storia, anzi, eccetto la celebrazione liturgica che non aveva valore teologico, il sostenerla comportava lĠaccusa di eresia, perchŽ lĠopinione comune dei teologi negava esplicitamente tale possibilitˆ. Almeno questo bisogna riconoscere: con Duns Scoto inizia la storia del dogma.
            In mancanza di un intervento del Magistero, Duns Scoto applica a Maria un principio teologico molto significativo: Òuna veritˆ se non contrasta positivamente con lĠautoritˆ della Scrittura e della chiesa pu˜ attribuirsi alla VergineÓ. Questo principio innestato sul primato assoluto di Cristo permette lĠapprofondimento della veritˆ dellĠImmacolata Concezione di Maria, fino alla solenne dichiarazione dogmatica di Pio IX nel 1854.
            Dopo la proposizione di questi testi (e di altri non riportati), non cĠ alcun dubbio che Duns Scoto si colloca storicamente solo contro tutti in un ambiente, quello parigino, dove si affermava comunemente che Maria fosse concepita con il peccato originale.
            Cos“ Duns Scoto sintentizza la questione:
            Dicitur communiter quod sic, propter auctoritates et propter rationes... (: La comune opinione dei teologi  a favore della tesi macolista, fondata su argomenti dĠautoritˆ e su argomenti di ragione...). Sed contra dico, quod Deus potuit facere, ut Maria numquam fuisset in peccato originali... (: Io al contrario affermo che Dio pot fare che Maria non fosse mai nel peccato originale...).
Al di lˆ della simpatia o dellĠantipatia non si pu˜ non prendere atto di una situazione storica: contro la dottrina comune, Duns Scoto prende posizione. La sua tesi, piœ favorevole alla Vergine Maria sfocerˆ, poi, nel dogma. Per questo viene considerato anche come il "vero iniziatore" della storia del dogma dellĠImmacolata, permettendo alla teologia di compiere lĠapprofondimento necessario, su cui il Magistero ha detto lĠultima parola or sono 150 anni fa.

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