LA STORIA

La Chiesa e il convento
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Quarta parte (1936 – 1967)

Ritorno ufficiale dei frati

Come abbiamo giˆ ricordato, il Commissario Provinciale Padre Pacifico Di Petta, nel settembre 1930, mand˜ a Castellana Padre Antonino Santangelo, dal convento di San Matteo, in qualitˆ di Presidente del convento, per ottenere secondo le istruzioni ricevute, la cessione in perpetuo del convento e del giardino da parte del Municipio di Castellana. Questa cessione fu stipulata il 21 marzo 1931 nel Gabinetto del Podestˆ con contratto di enfiteusi perpetua firmata da: Raffaele De Bellis, Francesco Racanelli (Padre Emilio), Pasquale DĠAmico (Padre Raffaele), Carlo De Bellis fu Saverio, Francesco Lanera fu Domenico e Ciccarelli Giandomenico, Segretario Comunale.
           I Frati minori hanno voluto ricordare lĠavvenimento con una lapide marmorea murata nel chiostro del convento, con testo latino dettato dal Sacerdote Don Donato Schettini, Dottore in Sacra Teologia, riportata in foto, la quale  del seguente tenore:
            A perenne ricordevole memoria
Non era trascorso ancora un biennio dacchŽ la Questione Romana era stata felicemente risolta, quando questo antico convento e lĠintero giardino furono restituiti ai frati Minori con la celeste protezione del Padre San Francesco e mercŽ lĠinteressamento di Michele La Torre, Professore nella Regia Universitˆ di Bari e Podestˆ di Castellana e del Dottor Raffaele De Bellis, funzionante da Vice Podestˆ. I devoti, i popoli, tutti quanti applaudiscono al M.R.P. Pacifico Di Petta, Commissario Provinciale della Provincia di S. Michele Arcangelo in Puglia e alle pressanti sollecitudini degli ascritti al TerzĠOrdine Francescano. La Beata Vergine della Vetrana, eccelsa Patrona propizia alla felice riuscita  dellĠaccordo raggiunto ripete a tutti Pace e Bene.
Anno del Signore 15 novembre 1931.
            1931-Ġ33 - La prima Comunitˆ dei Frati  costituita da: Padre Basilio Ciavarella, Guardiano; Padre Vincenzo Blunno, Padre Emilio Racanelli, Padre Agostino Castrillo, e un gruppo di studenti di ginnasio.
            Ad ottobre del 1935 si aggiunge P. Doroteo Forte e Padre Bonaventura Guglielmi.
            1933-aprile Ô36: Padre Ippolito Montesano, Guardiano;  P. Tommaso Pagano, P. Emilio Racanelli, P. Valentino Paglia. Ad ottobre del 1935 si aggiungono Padre Doroteo Forte e Padre Bonaventura Guglielmi.
            A Castellana continu˜ la presenza del Seminario per gli aspiranti del ginnasio. Padre Ippolito Montesano incarica Pasquale Sinesi per rinnovare lĠimpianto elettrico nella chiesa e nel convento.
            NellĠottobre 1935 arrivano una ventina di chierici per il Primo corso di teologia.
            Durante la visita del Ministro Generale Rev.mo Padre Leonardo M. Bello, che si trattenne a Castellana per diversi giorni, ci fu una giornata di festa memorabile, a ricordo della quale  stata pubblicata una foto nel precedente numero di Laudato sie.
            Nel Capitolo Provinciale celebrato a Biccari dal 16 al 23 settembre 1956, fu nominato Guardiano Padre Tommaso Pagano. I Lettori e Insegnanti erano Padre Doroteo Forte, Padre Bonaventura Guglielmi, Padre Costantino Nacci.
            Nel Congresso definitoriale del 23 agosto 1939 il Corso Teologico fu trasferito al Convento S. Matteo in San Marco in Lamis con tutto il corpo insegnante. E nello stesso Congresso fu nominato Presidente P. Giacinto De Sanctis e Vicario P. Nicola De Monte. Ma Padre Giacinto, dal Convento S. Leone a Bitonto, ove risiedeva, non si mosse e a Castellana rimase soltanto Padre Nicola che resse come Superiore il convento fino a quanto il Congresso definitoriale del 10 ottobre scelse come Superiore interinale Padre Ugolino Achille, fino al Capitolo Provinciale celebrato a Manfredonia il 9 febbraio 1940 dal quale fu eletto Guardiano del convento, che divenne anche sede del Collegio Serafico per aspiranti fratini.

            Detto Capitolo provinciale decise ancora che le tre provincie civili, che componevano e compongono tuttora la nostra Provincia religiosa, avessero il proprio Collegio Serafico.
            A Castellana la Famiglia religiosa era composta da Padre Ugolino Achile, Guardiano; Padre Bartolomeo Mesagna, Rettore del Collegio, assieme ai frati Padre Pacifico Stragapede, Padre Luciano Bitetto e i fratelli laici Fra Leonardo De Michele e Fra Antonio Faccirosso.
            Il Padre Bartolomeo Mesagna, che era Centurione della Milizia fascista e giˆ Cappellano militare durante la guerra per lĠAfrica orientale italiana, rinunciava allĠincarico di Rettore del Collegio e in sua vece fu nominato Padre Salvatore Angiuli. Il numero dei fratini inizialmente era di 17. Per questo il Padre Guardiano provvide al restauro di diversi locali e alla ripavimentazione dei corridoi. Il Rettore Padre Salvatore, essendo aumentata la richiesta degli aspiranti, fece ancora altri lavori, anche rischiosi, per aumentare la capacitˆ dei locali. La cronaca annota che per lĠoccasione furono spese Lire 15.058,67.
            Nel frattempo il Padre Luciano Bitetto ha prestato servizio religioso come Cappellano Militare per gli italiani nella campagna dĠEgitto e in seguito fatto prigioniero dagli inglesi.
            La Congregazione capitolare, celebrata a Casacalenda nel settembre 1943, nomina la nuova Famiglia religiosa: Padre Salvatore Angiuli, Guardiano  e Rettore del Collegio; Padre Bernardino Laricchia, Vicario e confessore dei fratini; Padre Bonaventura Albano, Vice Rettore; Padre Benedetto Villani, economo; Padre Beniamino Tempesta e Padre Piercelestino Villani.
            Il Guardiano Padre Salvatore continu˜ lĠopera di restauri e aggiornamenti del locali, per questi il registro di amministrazione annota la somma di spesa per  circa 400 mila lire.
            Ed  lo stesso Padre Salvatore che mette mano anche a lavori nella chiesa facendo demolire il muretto esterno della seconda cappella a sinistra per allargarla, a guisa di quella che ora ospita il tabernacolo, ma rimane per qualche anno senza copertura. Nel frattempo  stata sistemata la nuova statua di S. Antonio, in cartapesta leccese nella cappellina attuale, ma ora allocata in una nicchia ricavata nella parete.
            Nel mese di ottobre 1944, terminata la guerra, i soldati americani occupano tutto il giardino del convento, senza per fortuna entrare nei locali del convento.
            Ritorna Padre Luciano, ex Cappellano militare, nella fraternitˆ di Castellana e gli viene affidato il compito di insegnare Latino ai Fratini e la Religione in un Istituto Statale di Castellana.
            La Congregazione Capitolare del 18 agosto 1946 nomina Padre Salvatore Angiuli Guardiano del Convento S. Antonio in Bari, per cui la nuova Famiglia religiosa di Castellana risulta cos“ composta: P. Tommaso Pagano, Guardiano e Rettore del Collegio; Padre Virginio Ciaburri, Vicario; Padre Luciano Bitetto, Vice Rettore, e Padre Pasquale Francalancia, i quali tutti dovevano attendere allĠinsegnamento nel Collegio.
            Il Guardiano, dopo la partenza degli americani, provvide alla piantagione di quattromila viti su barbatelle americane e trenta gambette di olive coratine. Il registro del convento annota la spesa di 300 mila lire di cui 131 mila rimborsate dal Governo Italiano.
    Padre Tommaso provvede a rifinire e sistemare la seconda cappella rimasta incompiuta e a provvedere a tante altre piccole trasformazioni, ma anche a far ritoccare da un esperto della Soprintendenza di Bari la mano dellĠaffresco della Madonna..
   Intanto nel mese di dicembre 1947 veniva pubblicata il primo numero degli ÒActa Provinciae S. Micha‘lis Archangeli Ordinis Fratruum MinorumÓ. In esso veniva pubblicato uno specchietto degli uffici affidati ai singoli frati della Provincia. Tra gli altri si nota, per il convento di Castellana, lĠufficio di Cronista affidato a Padre Pasquale Francalancia, ufficio esercitato per poco perchŽ il Padre Francalancia fu inviato a studiare Scienze Naturali nellĠIstituto Superiore di Scienze e Lettere  nel Monastero di Santa Chiara in Napoli. Nel suo ufficio fu sostituito dal Padre Tommaso Pagano.
            Il Padre Tommaso annota tra lĠaltro nella sua cronaca la visita del Definitore Generale dellĠOrdine Padre Raffaele da Pondraldolfi, del M.R.P. Iovini, Delegato Generale dei Collegi Serafici, DellĠOnorevole Pio Petrilli, Sottosegretario al Ministero del Tesoro, e dellĠOnorevole Chatriant, Sottosegretario al Ministero della Difesa.
            La Congregazione Capitolare del 9 agosto 1949, celebrata a Manfredonia, trasferisce il padre Tommaso come Guardiano nel convento Madonna del Pozzo in Capurso e a Castellana viene eletto Guardiano Padre Costantino Nacci.
            La Famiglia religiosa a Castellana risulta cos“ composta: Padre Costantino Nacci, Guardiano, Lettore Giubilato; Padre Bernardino Laricchia, Vicario, Cronista, confessore dei fratini; Padre Piercelestino Villani, Rettore del Collegio Serafico, Discreto, Insegnante; Padre Luciano Bitetto, Vice Rettore, Bibliotecario, Insegnante, Maestro dei lavori; Padre Domenico Mitacchione, Economo (detto Tenutario), Sacrista, maestro di disciplina, Fra Giacomo Tancredi, laico professo e Fra Nicola Scatolone, terziario.
            Intanto i fratini, che frequentano le tre classi del corso ginnasiale sono 27. Nel mese di novembre 1949 il Padre Piercelestino Villani  nominato Vice-Prefetto degli Studi.
            Il 20 aprile 1950 riprende la cronaca il Padre Bernardino Laricchia che annota una festa singolare: giungono i visita i fratelli Chierici dello studio teologico di Molfetta, accompagnati dal Guardiano Padre Odorico Tempesta e dal Maestro P. Arcangelo Salatino. Giungono, con una piccola lancia adattata a camioncino, anche i chierici del liceo da San Marco in Lamis. Tutti, in ore diverse, visitarono le Grotte. Il sottoscritto, facente parte del gruppo dei chierici di San Marco, pu˜ raccontare una amenitˆ: il famoso camioncino, che inizialmente era una auto per quattro persone, una volta trasformata a camioncino, aveva trasportato a Castellana quindici chierici e il loro Guardiano Padre Leonardo Iannacci con il Maestro Padre Cipriano Caruso. Giunto proprio alla discesa della Serritella il ...camioncino, per lĠeccessivo carico, dichiarava forfait e noi chierici facemmo gioiosa sosta di un altro giorno, in attesa dei pezzi di ricambio. A mensa, allietata da numerosi canti polifonici improvvisati dai chierici, erano presenti il Sindaco Avv. Pietro Pace, il Vice Sindaco Prof. Giovanni Lanzilotta e il Direttore delle Grotte Prof. Franco Anelli.
            Nel Congresso definitoriale, tenuto a Foggia dal 18 al 23 agosto 1950, fu stabilito che in ciascun Collegio Serafico ci fosse una sola classe per le medie: a Sepino fu affidata la prima, a Castellana  la seconda media, ad Ascoli la terza. A Sepino risultava un numero assai grande di presenze, per cui una parte dei fratini fu aggiunta a Castellana che, nellĠanno 1950-51, ebbe 33 fratini.
            La cronaca di Padre Bernardino Laricchia annota lĠultimo avvenimento da lui sottoscritto: la Visita Canonica del Commissario Visitatore Generale P. Livio Addari della provincia abruzzese di San Bernardino da Siena. Proveniente da Monopoli era accompagnato dal Segretario Padre Paolo Romano Amici e da Padre Daniele Modugno Presidente del convento di Monopoli e da Padre Pacifico Stragapede.
            Dopo il Capitolo provinciale celebrato a Foggia lĠ8 luglio 1952 la Comunitˆ di Castellana risulta cos“ composta: Padre Domenico Mitacchione, Guardiano, Insegnante, Cronista, Casista; Padre Luciano Bitetto, Vicario, Vice rettore, Insegnante, Bibliotecario, Discreto; Padre Amedeo Gravina, Dottore il Lettere, Vice Prefetto, Discreto, Componente Commissione Arte Sacra; Padre Celestino Villani, Rettore, Insegnante, Discreto; Padre Leone Grassotti, Insegnante, Maestro di disciplina; Fra Bernardino Lovero, Laico professo; Fra Nicola Scatolone, Terziario.
            Il cronista annota uno dei tanti restauri alla statua in cartapesta della Madonna ad opera dei cartapestati leccesi della Ditta Guacci, terminato il 28 aprile 1953. Il 3 maggio, invece, fanno visita al convento il Deputato al Parlamento Monterisi e il candidato Prof. Michele De Capua. Con loro era Sua Ecc. Pio Petrilli che ha consegnato unĠofferta di lire 10.000 per lĠallacciamento del telefono alla rete pubblica.
            Degne di nota sono le Conferenze su ÒLa Madonna nellĠarteÓ, organizzate da Padre Luciano Bitetto nella Sala dei ricevimenti del Palazzo di cittˆ per onorare la Madonna durante lĠAnno Mariano 1954. Hanno relazionato il Senatore Prof. Luigi Russo, la Professoressa Marangella, Mons. Luigi Gallo.
            Riporto per dovere di riconoscenza un atto di riconoscenza da parte del Guardiano Padre Domenico Mitacchione nel consegnare, col permesso esplicito del Padre Provinciale, un diploma di benemerenza al terziario francescano Angelo Bulzacchelli, dimorante in una casina nei pressi del convento, che esprime la riconoscenza dei Figli di San Francesco a questo benefattore esimio che con infaticabile zelo, disinteresse ed affetto ha curato gli interessi temporali del convento.
            Una nota degna di attenzione  quella che riporta la visita in ottobre di una settimana di Sua Ecc. Mons. Agostino Castrillo, ora Servo di Dio. NellĠoccasione da celebrato la liturgia per la Prima Comunione a Federico, Virginia e Pierina Simone.
            Nel frattempo si registra la somma raccolta dai fedeli, per il telefono, aggiunta a quella di Sua Ecc. Pio Petrilli, che raggiunge quota lire 107.500.
            Intanto si celebra in provincia un nuovo Capitolo Provinciale, nel luglio 1955, che rinnova le presenze nel convento: Padre Luciano Bitetto, Guardiano e Insegnante;  Padre Amedeo Gravina, professore, Prefetto degli Studi, Rettore del Collegio, Definitore Provinciale; Padre Ignazio Caticchio, Insegnante; Padre Antonino Mariella, Maestro dei Fratini e Insegnante; Padre Matteo Villani, Insegnante, fino al seguente mese di agosto, sostituito poi da Padre Girolamo Ottomano; Fra Vittorino Del Vecchio, Professo semplice; Fra Nicola Scatolone, Terziario.
            Allo scopo di offrire un sano divertimento ai fanciulli e ai giovani viene allestita una sala di proiezione nel vecchio refettorio dei frati, ora sala Biblioteca nel chiostro settecentesco, completa anche di un piccolo palco per le recite e di una cabina con un proiettore 16 millimetri.
            Negli anni 1956-57 la Comunitˆ dovette prendere una grave decisione, descritta nel registro di cronaca su cinque pagine formato protocollo da Padre Luciano Bitetto.
            Essa  scaturita dalla crescente domanda di accoglienza di nuovi fratini che, provenienti dalle Scuole medie, avrebbero frequentato il Ginnasio a Castellana, che non aveva locali sufficienti per quaranta ragazzi! Allora fu interpellato lĠingegnere Giambattista Giannoccaro di Monopoli per elaborare un progetto che sarebbe costato circa quattro milioni e mezzo. Il progetto, inviato alla Commissione comunale, giacque molto tempo a riposo. Superati i vari timori e intralci di pubblici ufficiali, venne abbattuta la tettoia dellĠala sud-est, anchĠessa molto fatiscente (per cui gli operai subirono seri pericoli per crolli improvvisi) e fu gettato un primo solaio, sul quale venne rialzata unĠala alta pi di quattro metri e un secondo solaio di copertura con un carico calcolato a 150 quintali.
            Si ricav˜ un vano dormitorio per quaranta ragazzi di 350 mq., un vano deposito, un vano lavandini, uno per docce e per servizi, con un terrazzino. Poi un operaio, notata la fretta nel costruire e la mancanza di cordoli di sicurezza, ebbe ad esclamare: ÒQuesta struttura non durerˆ molto a lungo!Ó (Nella prossima puntata verrˆ descritta la necessaria demolizione di tutta la struttura aggiunta, perchŽ cominciava a manifestare gravi fratture e pericoli di crollo).
            In ogni modo i lavori terminarono e lĠinaugurazione avvenne nellĠestate del 1958.
            Nel frattempo si celebrava il Capitolo Provinciale nel convento di San Matteo in San Marco in Lamis che stabiliva la Comunitˆ del convento con questa formazione: Padre Luciano Bitetto, Guardiano; Padre Amedeo Gravina, Vicario, Rettore del Collegio, Vice Prefetto degli Studi; Padre Ignazio Caticchio e Padre Pietro Carfagna, Insegnanti; Fra Vittorino Del Vecchio, fratello laico; Padre Antonino Mariella, trasferito in secondo momento alla Universitˆ degli Studi di Milano per conseguire laurea in Lettere e sostituito da Padre Pio DĠAndola come Maestro dei Fratini e Insegnante, proveniente dal Monastero S. Chiara in Napoli.

            Dal dicembre 1958 il convento diventa scenario di innumerevoli e radicali lavori di trasformazione: pavimentazione in blocchi di pietra dei viali del giardino e dellĠatrio nord-est per la raccolta delle acque piovane; creazione di camere dĠaria intorno ai muri perimetrali del convento e della chiesa per evitare infiltrazioni di umido; rifinitura completa della sala di proiezione con poltroncine in legno provenienti dalla sala parrocchiale del convento S. Antonio di Bari; ristrutturazione del chiostro ripulito dagli intonaci sugli archi in pietra riportata a vista; prosciugamento della cisterna centrale per rafforzare il fondo e pareti laterali per impedire lĠinquinamento delle acque; adattamento della vecchia cucina a nuovo refettorio della Comunitˆ; demolizione di due vani interni per la costruzione di una cappella per i fratini su disegno dellĠarchitetto polacco Davide Pakanowski; ristrutturazione del refettorio dei fratini con pavimentazione di piastrelle ceramiche.
            Intanto terminava il triennio e il Capitolo Provinciale celebrato nel convento di Stignano a San Marco in Lamis confermava la presenza di tutti i frati ma con alcune varianti. Padre Pietro Carfagna, Guardiano; Padre Amedeo Gravina, Vicario, Custode della Provincia e Rettore del Collegio; Padre Luciano Bitetto, Definitore ed Economo; Padre Ignazio Caticchio, Lettore; Padre Pio DĠAndola, Maestro dei Fratini e Lettore; Fra Vittorino Del Vecchio, fratello questuante.
            Il nuovo anno scolastico saluta i fratini nuovi arrivati che raggiungono il numero di 27. Il Padre Amedeo Gravina fa provvedere allĠallungamento dellĠAula Magna di studio, pavimentata con eleganti piastrelle di pietra color rosso-siena, lavagna panoramica, nuova illuminazione e nuove scrivanie, una per ciascun fratino.
   La nuova Cappella viene abbellita da 14 formelle della Via Crucis, opera del ceramista faentino Angelo Biancini, che diventa nostro amico. In uno dei suoi numerosi passaggi , proveniente dalla Terra Santa, ove opera per la Basilica di Nazareth, ci regala alcune sue opere: il San Francesco per la cappellina del Collegio, la Deposizione per il salottino, il Crocifisso per il Refettorio dei fratini, il modello in terracotta  della Testa del Redentore che (in bronzo) troneggia sulla facciata della Basilica di Nazareth e altre piccole ma importanti opere.
            Ottobre 1963: Padre Luciano Bitetto si impegna a contattare le competenti Autoritˆ per la pericolosa situazione dellĠala sud-ovest, dovuta a rischiosi lavori eseguiti negli anni Ô40 con abbattimenti di muri interni al piano terra per ricavare ambienti per fratini. Essendo per questo dichiarata inabitabile si provvide allĠabbattimento della tettoia pericolante, che fu rifatta con travi della Ditta A.L.A. di Pescara, dopo valido consolidamento delle mura portanti.
Febbraio 1964: ristrutturazione della cantoria, con alleggerimento del pavimento, ricoperto con pietra di Apricena; ristrutturazione radicale dellĠOrgano da parte della Ditta Rotelli Varesi di Cremona.
La Congregazione Capitolare del luglio 1964, tenutasi a San Matteo (S. Marco in Lamis) compone la nuova famiglia cos“ costituita: Padre Pacifico Stragapede, Guardiano, cronista, Maestro dei fratelli laici, confessore dei fratini; Padre Amedeo Gravina, Vicario, Rettore del Collegio, Custode Provinciale, Discrerto; Padre Ignazio Caticchio, Discreto; Padre Luciano Bitetto, bibliotecario, Padre Spirituale dei fratini, Discreto; Padre Pio DĠAndola, economo, Maestro di disciplina, Discreto; Fra Egidio Catalano, Laico Professo.
            Il 26 gennaio 1965 registra un avvenimento importante: la restituzione ufficiale della chiesa (dichiarata Ente Morale) e dei locali della Rettoria allĠOrdine nella persona di Padre Pacifico Stragapede, Guardiano. LĠatto viene firmato nel Salone del Municipio alla presenza del dott. Panzarino, della Prefettura di Bari; dellĠOn. Maria Miccolis, Sindaco di Castellana; di Mons. Luca Innammorato, rappresentante della Curia; Domenico Argese, Segretario Comunale; Prof. Marco Lanera, storico di Castellana.
            Ottobre 1965 viene aggiunto alla Comunitˆ Padre Ludovico Pesola.
            Intanto la febbre dei restauri continua per ripristinare la pianta originale della chiesa eliminando le aggiunte posteriori che ne avevano sfigurata la fisionomia; mettere in risalto lĠaffresco-icona della Madonna, pezzo pi antico e pi prezioso della chiesa; armonizzare la funzionalitˆ del presbiterio con la nuova liturgia codificata dal Concilio; restaurare lĠintero ambiente sacro gravemente danneggiato dallĠusura del tempo e dalle ilfiltrazioni pluviali.

            Pertanto il febbraio 1967 segna la chiusura della chiesa per i restauri radicali: Il Padre Guardiano inoltra una richiesta di sopralluogo alla Sovrintendenza ai Monumenti di Bari per avere indicazioni valide ad eseguire i lavori nel rispetto sia delle opere artistiche sia delle norme liturgiche. Sarˆ il Prof. dott. Michele DĠElia unitamente allĠArch. Ing. Davide Pakanowski a darci validi suggerimenti nella direzione dei lavori.
            Nel frattempo, ottobre 1967, inizio del nuovo anno scolastico veniva eletta la nuova Comunitˆ: Padre Alberto Ruta, Guardiano; Padre Amedeo Gravina, Vicario e Rettore del Collegio, Cronista; Padre Pio DĠAndola, Maestro di disciplina ed Economo; Padre Felice (Giovanni) Lauriola, Padre Spirituale e Confessore Ordinario dei Fratini; Fra Egidio Catalano, Laico Professo.
            Dopo un celere inizio, i lavori hanno sub“to un rallentamento fino a fermarsi completamente, a causa della impalcatura dei tubolari che era servita per le riparazioni allĠinterno della cupola e che fu smantellata dopo diversi mesi. DallĠinizio del gennaio 1968 i lavori ripresero il ritmo dovuto. Il procedimento di tutte le opere sono state descritte minuziosamente da Padre Amedeo Gravina, cronista del convento e che saranno riportate interamente nel prossimo numero di Laudato sie.

                                                       Padre Pio dĠAndola

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