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INTERVENTI

Quasi come se...

            Come pu˜ un comune lettore consultare libri antichi o manoscritti se gli originali hanno ormai raggiunto prezzi stratosferici, quando disponibili? Alcuni sono custoditi presso biblioteche, ma ci sono manoscritti cos“ rari che possono essere visionati solo da studiosi. A chi  appassionato di antichi manoscritti miniati e di edizioni ormai rarissime di libri a stampa non rimane che una possibilitˆ: i facsimili.
Il facsimile pu˜ essere una riproduzione dell'originale o una fotografia dellÕoriginale. Grazie a sofisticatissime tecniche di riproduzione, si  riusciti a fare riproduzioni in tutto e per tutto simile all'originale; dal piacere estetico alla ricerca filologica, il facsimile in molte copie vale quellÕunicum, se non fosse per la composizione chimica della carta o della pergamena. In alcuni di questi facsimili persino le decorazioni in oro delle iniziali possono essere toccate tanto da avvertirne tattilmente il rilievo sotto i polpastrelli. Con questo metodo di riproduzione  possibile avere oggi libri antichissimi ed unici, come il favoloso Libro di Lindisfarne, lÕApocalisse di Bamberg, lÕHypnerotomachia Poliphili. Molte sono la case editrici che si dedicano al facsimile di antichi manoscritti, e in Italia  possibile citare Cosimo Panini che ha pubblicato copie fastose della Bibbia di Borso d'Este, del Libro d'Ore Visconti o della Bibbia di Federico di Montefeltro...l'inconveniente  che anche i facsimili costano moltissimo.
Sta fiorendo per˜, per i libri, un'industria delle riproduzioni anastatiche e anche qui, se si esclude lÕemozione di avere tra le mani un libro vecchio di cinquecento anni, l'anastatica pu˜ valere l'originale. Una riproduzione anastatica costa un poÕ meno di quelle fac-similari; la tecnica delle anastatiche  diventata ormai cos“ perfetta che si pu˜ avere il libro antico tanto desiderato per una somma accessibile, talora pi leggibile dell'originale, perchŽ sono state eliminate macchie e aloni di muffa (che i facsimili invece riproducono fedelmente).
Anche la nostra biblioteca, con grandi sacrifici, sta riuscendo ad acquisire alcuni di questi nuovi esempi di antica editoria, dando cos“ la possibilitˆ di visionare presso la nostra sede alcune delle opere possedute dalle pi prestigiose biblioteche; dallÕHerbario Nuovo del Durante edito da Priuli & Verlucca in copia anastatica, dalla Bibbia DÕOro del Secolo e dallÕApocalisse di Bamberg,  possibile verificare quanto efficace e suggestivo sia il risultato di questo nuovo impegno editoriale.

PARLIAMO DI LIBRI

LÕ APOCALISSE DI BAMBERG,

Bamberg, Statsbibliothek, Misc. Bibl. 140.

Padre Pietro, responsabile della Biblioteca, lo ha inserito quale ultimo ingresso nella programmazione annuale delle nuove acquisizioni;  un lussuoso manoscritto in copia fac-similare,106 fogli pari a 212 pagine pi un volume di Commentario, ed. 2002.
EÕ stato possibile realizzare per la prima volta una riproduzione in fac-simile integrale del manoscritto grazie alla collaborazione della Statsbibliothek di Bamberga, l“ dove  conservato.
L'intero manoscritto, Apocalisse ed Evangelario, con tutte le 57 miniature a piena pagina fatte a oro e argento, oltre alle 103 iniziali dÕoro che danno splendore alle tavole e a tutto il testo,  stato riprodotto in un fac-simile assolutamente fedele allÕoriginale sia nel formato (29,5x20,4) che nelle caratteristiche delle singole pagine, in edizione a tiratura limitata di 980 esemplari numerati per tutto il mondo. Per l'Italia sono state riservate alla Salerno Editrice 260 copie.

L'Apocalisse o come  nota La rivelazione di Giovanni, parla di un periodo di mille anni in cui Satana  incatenato e dopo il quale tornerˆ per qualche tempo in libertˆ, finchŽ il giudizio divino non si abbatterˆ definitivamente sulla terra;  una raccolta di testi di visioni e profezie sulla fine del mondo, frequentemente collegate allÕidea di Giudizio Universale. Il suo linguaggio enigmatico e le sue immagini simboliche hanno affascinato e allo stesso tempo terrorizzato gli uomini in special modo durante il passaggio tra il primo e il secondo millennio. Circa mille anni or sono, quando le visioni apocalittiche angustiavano lÕEuropa e le loro interpretazioni venivano ampiamente discusse, la dinastia degli Ottoni, regnante in quegli anni, commission˜ un manoscritto di lusso sul testo dellÕApocalisse di San Giovanni, al pi importante scriptorium dellÕimpero, la scuola pittorica di Richenau sul lago di Costanza, che realizz˜ uno dei pi fulgenti ed illuminati testi medievali. Il testo comprende, oltre alla giˆ citata Apocalisse di San Giovanni, anche numerosi passi del Vangelo.
La datazione del manoscritto ha suscitato risposte contrastanti, cos“ come il messaggio storico-politico in essa contenuto; per consenso unanime pu˜ essere collocata con ogni probabilitˆ tra il 1000 e il 1020, altrettanto chiaro non  da chi venne commissionato. Si pensa a Ottone III, morto nel 1002 a soli 21 anni; in effetti il codice rimase incompiuto per qualche anno nellÕofficina di Richenau sino a quando Enrico II ne ordin˜ lÕultimazione. Quel che  certo  che Enrico II e sua moglie Cunegonda ne fecero dono allÕAbbazia di Santo Stefano a Bamberg in occasione della definitiva consacrazione della chiesa che avvenne nel 1020. Mai esposta precedentemente al pubblico neppure per un suo uso liturgico, comparve citata in un serie di inventari del tesoro dal 1608 in poi, alcuni dei quali la registrano in modo esauriente, anche nella descrizione delle parti danneggiate. Venne ritrovata nel 1803 tra i tesori del convento di S. Stefano a Bamberga, in occasione della presa di possesso dei beni mobili degli ordini religiosi soppressi durante il processo di secolarizzazione. I commissari evidentamente non considerarono il manoscritto un oggetto di valore, tanto che la preziosa coperta fu subito staccata dal corpo del libro e scomposta nelle sue parti preziose (metalli e pietre preziose incastonate) fu messa allÕasta insieme ai beni provenienti da tutti i conventi e i monasteri della cittˆ di Bamberga, facendone perdere le tracce.
Da questo momento in poi alterne figure di studiosi e specialisti lÕhanno valutata, codificata, scomposta, restaurata, fotografata, fino a giungere a noi dopo mille anni di storia, con questo tentativo di clonazione libraria che, meritandosi il plauso dellÕimpresa, non pu˜ certamente valerne lÕoriginale, ma quanto meno avvicinarla a noi rendendoci consapevoli della sua enigmatica presenza e protagonisti minori della sua storia.

CURIOSITAÕ

Dalla raccolta il Ō GIORNALE DEI LETTERATIĶ, raccolti e stampati da Tinassi Nicol˜ Angelo, Roma, dal 1668, vi proponiamo alcuni interessanti articoli dellÕannata 1672.
Estratto dÕuna lettera di M. Chrestien scritta dallÕisola Martinica ad un Licentiato della Sorbona intorno ad un Huomo Marino apparso alle coste di questÕisola li 23 Maggio 1671.  

Il Diamente  una gran Rupe, posta ˆ mezzod“ della Martinica, staccata dallÕisola per lo stretto di una lega. Il flusso delle Maree contrarie che corrono furiosamente tra le punte deÕ monti vicini lo rendono quasi inacessibile. Gli uccelli vi si ritirano come in un luogo, ove per li precipitij, e per li pericoli del mare vengono assicurati contro lÕinsidie deÕ cacciatori. Ve nÕha in si gran copia che formano come gran nuvole sopra i battelli, che ivi si accostano: E quelli che ardiscono di salir alla cima di questa rupe riempiono bene spesso gran battelli dÕuccellini che prendono con la mano neÕ buchi, ed herbe dÕintorno. Il Signor Generale de Bass havendo notato che gli habitanti vicini levavano lÕova, e rovinavano in questo modo la caccia dellÕisola, ha loro proibito dÕaccostarvisi nel tempo che gli uccelli covano: e il Signor de la Paire Capitano Comandante in quella parte ha fatto osservar esattamente questÕordine fino a 23 Maggio, chÕegli mand˜ un Canot ( una barchetta scavata nel tronco dÕun albero) ˆ riconoscer la feconditˆ di questo luogo. Il che eseguitosi dal Padrone del Canot ritorn˜ sopra una punta dentro mare dieci ˜ dodeci passi, e alta sopra lÕacqua otto ˜ dieci piedi: dove un Francese, e quattro Negri chÕerano in sua compagnia, lÕattendevano: si fermarono sopra questa punta fino ad un hora avanti il tramontar del Sole per aspettare che il vento dÕEst, contrario al lor ritorno, cessasse, comՏ solito di far tutte le sere. E mentre si trattenevano, un giovane Francese spaventato diede un grido che loro fece voltar faccia, e tutti insieme vedendo in un medesimo tempo un Huomo marino, a otto passi da loro, che havea la metˆ del corpo fuor dÕacqua; furono sorpresi dalla maraviglia, e dal timore, senza saper sÕhaveano ˆ fuggire ˜ considerar a bellÕagio questo mostro. Havea figura dÕhuomo dalla testa fino alla cintura; la vita piccola, come hanno i ragazzi di quindeci ˜ sedici anni; il capo proportionato al corpo: gli occhi un poco grossi ma senza difformitˆ; il naso un poco largo e schiacciato; il viso largo e pieno; i capelli grigi mischiati di bianchi e neri, eran piani e distesi come se fossero stati pettinati, e gli ondeggiavano sopra le spalle; una barba grigia larga per tutto ugualmente gli cadea sette o otto diti sopra lo stomaco chÕera coperto di pelo grigio come aÕvecchi: il viso, il collo, e resto del corpo era bianco mediocremente: non si osserv˜ cosa alcuna di particolare nel collo, braccia, mani, diti, e resto del corpo chÕera fuori dellÕacqua, se non  che non era ricoperto di squamme, ˜ pelo, e che sembrava haver la pelle assai delicata. La parte inferiore sotto la cintura che si vedeva tra lÕacqua era proportionata al resto del corpo e simile ad un pesce, terminandosi in una coda larga e forcuta, come si rappresenta nella seguente figura

Lo sbigottimento, che questa vista cagion˜ nel principio ˆ Francesi, e a Negri, loro non permise di distinguerlo bene la prima volta; mˆ essendosi fatto animo, eÕl mostro essendosi fatto vedere sopra acque pi volte, e per molto tempo, hebbero la comoditˆ di osservar distintamente tutte le sue parti. Il Francese pi giovine familiarizandosi ˆ poco ˆ poco con lui, lo chiam˜, fischiandolo nel modo che si chiamano i cani: uno deÕ Negri gett˜ una gran lenza per prenderlo. Apparve la prima volta otto passi lontano dalla rupe; si fece vedere pi appresso la seconda volta, e alla fine sÕaccost˜ affatto alla punta, ove i Francesi, e i Negri stavano ˆ sedere: poi ritiratosi verso Levante, lungo certÕHerba, che  appi di questa rupe, si rivolt˜ pi volte, e si ferm˜ lungamente sopra acqua, come se havesse havuto gusto di vedere ed esser veduto, senza spaventarsi, nŽ dar segno di stupore: e alla fine disparve nel principio della notte:
Questa relatione essendosi prima fatta ad un Padre Giesuita Missionario nelle coste vicine, ove la morte di M. Rosel Ecclesiastico zelantissimo hˆ lasciato una Chiesa di pi di mille persone senza pastore: e poi il medesimo Fatto essendosi riferito al Signor de la Paire Capitano di questa contrada; per la novitˆ si rese loro sospetto, e cercarono di prenderne un informatione con tutta lÕesattezza, che pu˜ dar la paura dÕesser publicamente ingannato. Pretendevano nel principio disingannare il popolo, che  assai inclinato ˆ creder le cose straordinarie: ma havendo veduto che i testimonij rispondevano a tutti i quesiti che lor si faceva, senza contraddirsi, furono alla fine costretti di creder simil racconto come vero, che alla prima non havevano tenuto che per una favola. Il Signor de la Paire fece prendere la depositione loro da un Notaro in presenza dÕOfficiali, e persone pi considerabili del luogo.
Sarebbe difficile di far un esame pi rigoroso: Un Religioso, e un Capitano di gran valore usarono in ci˜ tutta la lor destrezza e diligenza, separando i testimonij gli uni dagli altri per interrogarli, facendo loro dimande concertate prima per fargli variare: Cos“ il General de Baas huomo di gran giuditio e spirito non ha stimato che vi bisognasse nientÕaltro per renderla pi autentica.
La testimonianza di due Francesi  considerabile, non havendo niente che gli obblighi a violar il giuramento solenne da lor fatto di dir la veritˆ. Ma ci˜ che dee ancora render pi certa questÕhistoria,  la testimonianza di quattro Negri che separati gli uni dagli altri, hanno tutti concordemente deposto la medesima cosa. Quelli che hanno cognitione della loro simplicitˆ e stupidezza, giudicheranno facilmente che non potrebbero convenire nella medesima depositione se non havessero veduto la medesima cosa: e che havendo essi poca memoria, sarebbe loro stato impossibile dÕimparar in si poco tempo a finger una s“ lunga historia. In oltre non  ci˜ una visione momentanea, confusa, ˜ di notte: Hanno veduto questo mostro di giorno, e per lo spatio di un hora: lÕhanno considerato con comodo; se ne son preso devertimento, e hanno distintamente osservato tutte le particolaritˆ da loro deposte: sÕaggiunge che questo non  il primo huomo marino  che sia apparso. M. Desponde fa mentione dÕun huomo e dÕuna donna che presi nel medesimo tempo, la femina sopravisse due anni dopo, e impar˜ a filare. LÕHistoria del Vescovo Marino preso alle coste del Mar Baltico  ammirabile. Il P. Henriques Giesuita un giorno fu chiamato daÕ pescatori per veder sette Tritoni, e nove Sirene che erano state prese appresso lÕIsola di Manare, in cui si distingueva il sesso perfettamente. Quello che apparve, sono alcuni anni, alle coste di Bretagna vicino ˆ Belle-Isle era in tutto simile ˆ quello che sÕe fatto veder questÕanno nellÕAmerica. SՏ presa informatione, se le braccia erano proportionate al corpo, sÕerano piane, e se i diti della mano erano attaccati insieme: sÕhaveano ale di pesce come si  spesso notato in simili mostri, che con ci˜ sono pi atti ˆ nuotare. Ma i testimonij non havendo fatte queste riflessioni non hanno potuto sodisfare alla curiositˆ di chi gli interrogava: hanno tutti assicurato che havevano sentito a soffiarsi il naso; e che haveano veduto passar la mano sopra il volto eÕl naso, come per asciugarsi, e moccarsi. Non fece alcuno strepito con la bocca, donde si potesse conoscer sÕhavea la voce.
EÕ credibile, che questo mostro essendosi veduto sovente nellÕacqua, come in uno specchio, ˜ havendone veduti altri simili nel mare riguardasse gli Huomini suddetti con piacere per la somiglianza che seco haveano. I testimoni trovarono il viso feroce; mˆ pu˜ esser che qualche residuo di spavento lo facesse parer loro pi fiero di quel che in effetto fosse.
Si lascia ˆ curiosi di esaminare se ci˜ sia un mostro, ˜ una specie seconda: e supposto che sia mostro, in che modo sՏ potuto generare. Nic. Rimber riferisce, che la famiglia dŽ Marini in Ispagna sia venuta da un Tritone, e da una Giovine, con la quale egli hebbe comercio. Mˆ se altres“ sÕassomigli lÕhuomo nelle parti interne, come nŽ lineamenti del volto; se ei possa vivere e generar nellÕacqua, toccherˆ ˆ Dotti di decider simili questioni.

AQUISIZIONI

La biblioteca continua ad arricchirsi di preziosi volumi che completano la non indifferente collezione di prestigiose edizioni. Oltre alla giˆ citata APOCALISSE DI BAMBERG, Bamberg, Statsbibliothek, Misc. Bibl. 140, sicuramente uno dei pezzi pi importanti tra i nostri scaffali, continuano ad aggiungersi le monografie della casa editrice Magnus dedicate ai dipinti dei musei dÕarte pi famosi nel mondo:
I DIPINTI DEL VATICANO, a cura di Carlo Pietrangeli, Magnus, Udine,1996.
I DIPINTI DI VENEZIA, AaVv, Magnus, Udine, 2002.
I DIPINTI DELLA NATIONAL GALLERY DI LONDRA, AaVv, Magnus, Udine2000
I DIPINTI DEL PRADO,AaVv, Magnus, Udine1998.
DellÕIstituto della Enciclopedia Italiana Treccani, segnaliamo lÕacquisizione di due collane enciclopediche complementari: LÕUNIVERSO DEL CORPO e LE FRONTIERE DELLA VITA.
La prima, articolata in cinque volumi e un Cd-Rom,  una enciclopedia tematica dedicata alla ŌcorporeitˆĶ umana analizzata non solo da un punto di vista fisico-morfologico o chimico-biologico, ma anche nelle sue peculiaritˆ psicologiche-culturali.
La seconda, in quattro volumi e un Cd-Rom,  complemento e riscontro della precedente e illustra lÕimpressionante progresso compiuto dalla biologia negli ultimi decenni, attraverso lÕarticolazione degli argomenti per monografie, ciascuna delle quali relativa ad uno specifico campo dello scibile biologico.
Altra importante opera acquisita, di una casa editrice altrettanto presigiosa : EUROPA DEI POPOLI, AaVv, Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato/Editalia, Roma,1995.
LÕopera, contenuta in un elegante cofanetto di cinque volumi, ripercorre lÕevoluzione dellÕEuropa a partire dalle antiche civiltˆ del Mediterraneo fino ai nostri giorni, fornendo una visione unitaria della storia della cultura del nostro continente. I volumi sono arricchiti da un corposo apparato illustrativo e cartografico a cui si aggiunge una raccolta di video documentari.
Concludiamo, infine, sempre con un uno straordinario progetto editoriale dellÕIstituto Poligrafico e Zecca dello Stato/Editalia, ŌCENTO LIBRI PER MILLE ANNIĶ. LÕopera, dedicata al patrimonio letterario della Letteratura Italiana, costituisce un vero e proprio ŌcorpusĶ di testi letterari, filosofici,teatrali e scientifici prodotti nel nostro paese negli ultimi 1000 anni. Consiste come suggerisce il titolo, in 100 volumi di grande formato, che si dividono in due tipologie: volumi dedicati a singoli autori e volumi tematici e a soggetto. La prestigiosa veste editoriale e lÕattenzione dedicata allÕutilizzo dei migliori materiali (la carta utilizzata, prodotta appositamente per questÕopera,  garantita inalterabile per almeno duecento anni), aggiungono al valore lettarario di questi volumi la garanzia di una fruibilitˆ dellÕopera nel tempo.

 

                                                  Angela Giudice

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