Nella Piccola Cronaca di questo numero di data notizia della partenza il 17 gennaio di un gruppo di Confratelli della nostra Provincia per Gerusalemme, per il secondo Corso di Formazione permanente sul tema Da Cristo a Maria. Le relazioni sono state dettate dai Professori dello Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, da A. Attinger della Comunit di Bose e dallo stesso Padre Giovanni. Le relazioni sono state pubblicate in un volume a cura di Giovanni Lauriola per le edizioni AGA di Alberobello, dal titolo: Da Cristo a Maria.
Per il prossimo gennaio 2006 programmato un terzo Corso Provinciale di Formazione permanente ancora in Terra Santa, condotto dallo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e dal Centro Duns Scoto di Castellana sul tema Da Cristo la Chiesa, con importanti escursioni in Egitto, in Giordania, e quindi in Galilea e in Giudea.
ATTUALITA
TESTIMONIANZE
Il mio pellegrinaggio in Terra Santa fra ricordi, riflessioni ed emozioni.
Da molto tempo avevo preparato questo viaggio spirituale con la preghiera, chiedendo al Signore di sostenermi sia fisicamente, per problemi di mezzi e di salute, sia spiritualmente, per ricevere con fede e grazia i Suoi doni e le sue grazie. Infatti il pellegrinaggio stato per me un "tempo forte" di grazia, vissuto non da semplice turista, ma come pellegrina silenziosa e in continua meditazione alla riscoperta delle radici della vita cristiana e di quelle storiche della fede biblica. Molto significativa stata la prima tappa nella cittadina di Nazareth. Abbiamo visitato la stupenda Basilica della Annunciazione, dove Maria ricevette dall'Arcangelo Gabriele il misterioso annuncio della maternit divina.
Qui si respira ancora il suo "S".
Da questo luogo ebbe inizio il mistero della Redenzione, dell'Incarnazione e la storia della nostra salvezza, per concludersi con la salita al Calvario ed al Sepolcro di Ges risorto. Stupore ed emozione mi hanno accompagnato in continuazione nel ripercorrere giorno dopo giorno le strade, i luoghi che videro lo stesso Ges. Ogni giorno si celebrava l'Eucaristia nei luoghi pi significativi, centro del nostro peregrinare sui passi di Ges nella sua terra.
Alcune tappe:
Monte Tabor: oasi di pace e di preghiera, dove Ges ha scelto di rivelare la Sua gloria divina. Stupenda la Basilica della Trasfigurazione, dove regnava un silenzio carico di stupore; sembrava di udire la voce del Padre: "Questi il mio Figlio prediletto nel quale mi sono compiaciuto, ascoltatelo". Le alture, gli ampi spazi panoramici, le albe e i tramonti, lo stesso stormire del vento tra gli alberi, le notti stellate e luminose: tutto sembrava accordarsi per creare un'atmosfera di mistero divino. Il frate francescano, nostra sapiente guida ai luoghi di Ges, ci spiegava in modo caldo, interessato, con vera passione la vicenda di Ges presentandoci i luoghi... ci rendeva facile immaginarceli con la nostra fantasia, illuminava la mente, ravvivava la fede, facendoci gustare tutto ci che si presentava ai nostri occhi. Avrei voluto rimanere proprio l, non solo sul Tabor, ma anche in quei luoghi dove la mia sensibilit, la mia fede, il mio spirito si sentivano maggiormente coinvolti, sia per la passione di Ges, sia per i momenti di gioia sperimentati in altri luoghi... Ma, come Ges allora sollecit i suoi a scendere dal Monte, cos ho dovuto lasciare con nostalgia quei luoghi stupendi, carichi di storia e di sacralit, per riprendere il cammino tra la folla, verso Gerusalemme. Monte delle Beatitudini: Ges fece il discorso che una sorta di sintesi dello Spirito dei profeti, la chiave preziosa, il filo conduttore della vita, delle tappe e della predicazione di Ges. Le Beatitudini sono un dono di Dio, che implica la nostra risposta con impegno. Mai come in questi tempi si avverte l'invadenza di Satana nelle Comunit cristiane per distruggere in noi il Battesimo ... Ma la nostra fede e fiducia mediante la preghiera posta in Ges, ci far avanzare con sicurezza fra le tempeste di questo mondo verso l'altra riva" dove raggiungeremo la pace e la tranquillit di Dio. Cafarnao: la citt di Ges, Tabgha, dove avvenne la moltiplicazione dei pani e dei pesci e dove il Signore comand a Pietro: "Pasci le mie pecore!", conferendogli il Primato:
Il fiume Giordano, il Lago di Tiberiade, tutti luoghi che non possibile rievocare. Deserto: Stupendo, carico di silenzio e di brezza divina. Gerusalemme: la citt dove si compirono gli avvenimenti pi tragici e gloriosi della storia di Gesu: gli ultimi giorni di Colui che per amore si fatto servo e vittima. Cosciente delle mie fragilit, dentro un cuore che pulsava di amore per il Signore, gli chiesi in quel momento di concedermi di non deluderlo mai, di ravvivare nel mio cuore la fiamma dell'amore, di consolarlo sempre, di ricambiare il suo amore nonostante le mie debolezze. Getsemani; qui, nell'orto degli ulivi, che Ges esprime la sua angoscia al Padre: Padre mio, se possibile passi da me questo calice! Per non come voglio io, ma come vuoi tu!" Il Santo Cenacolo: nella sala dell'Ultima Cena Ges istitu l'Eucaristia, prese il pane e il vino, rese grazie manifest la sua gratitudine al Padre, pur nella prospettiva della morte. Qui Ges Risorto apparve agli Apostoli e nella Pentecoste discese lo Spirito Santo. Vita e morte di Ges, come la nostra, sono nelle mani di Dio. La risposta del Padre all'invocazione di Ges: ...allontana da me questo calice" superer ogni attesa: dopo tre giorni risorger. Basilica del Santo Sepolcro: luogo della crocifissione, morte, sepoltura e resurrezione di Ges, mi ha vista pi volte pellegrina come le pie donne, portando il mio "vaso" colmo di gratitudine, inginocchiata e confusa davanti a un evento cos straordinario quale la Risurrezione, l'evento pi importante di tutta la storia. Cristo vivo! Mi sono sentita presa da una rinnovata fede, ricolma di gioia e di certezza. Percepivo un susseguirsi di sentimenti di gratitudine, di stupore per Ges, che nella Sua bont mi ha fatto giungere con sorpresa meravigliosa fino al Suoi veri luoghi.... Sempre a Gerusalemme ho percorso con tutto il gruppo, con devozione e silenzio adorante, la Via Crucis. Eppure, nonostante questo, come se tutto ci non bastasse, la terra di Ges continua ad essere martoriata e intrisa di sangue dall'odio tra fratello e fratello. Sempre a Gerusalemme, all'ora stabilita per il raduno della preghiera, si sentiva il muezzin innalzare l'invito alla preghiera. C'erano altri richiami ai riti ortodossi pregnanti di incenso, di luce e di lunghe armonie; campane invitanti alle celebrazioni eucaristiche dei cristiani cattolici, intensamente vissute. Non solo 1e pietre gridano, ma dal cuore di tutti gli uomini di qualsiasi religione, sgorgava spontanea l'elevazione e la lode all'unico Dio, Padre di tutti. Gerusalemme: soprattutto il luogo della vita, dell'azione, della predicazione, dei miracoli e della morte di Ges Cristo e della Sua risurrezione. Betlemme: patria natale di Ges, colma di apparizioni, di visioni, di proclami celesti. Giunta davanti alla greppia di Ges come i pastori ho rinnovato con umilt il dono totale di tutta me stessa a Lui, protestandogli che sar sempre Lui la mia forza, la mia vittoria, e la mia giustizia. La mia morte e la mia vita sei Tu. Sei Tu,Ges, la mia Terra Promessa, la mia Pasqua per il tempo e per l'eternit. Tutto ci che vedevo, osservavo e meditavo, mi riempiva il cuore, la mente e lo spirito di gioia, di entusiasmo, e la mia fede diventava sempre pi limpida, pi convinta, pi viva... Monte degli Ulivi: sorge il tempietto dell'ascensione e la Chiesa del Pater qui Ges ha insegnato ai suoi Apostoli a pregare, per farci capire che il senso della vita Dio. La preghiera orientarsi verso il senso della vita. Per questo la preghiera soprattutto ascolto. Ascolto fiducioso, intimit calda e affettuosa, disponibilit all'incontro e amicizia, perch quando c' fiducia e amicizia l'ascolto si fa pi disponibile e vero. Getsemani: Basilica dell'Agonia, orto degli ulivi, grotta del tradimento, Tomba della Vergine nella Valle del Cedron. Ain Karen: luogo della visitazione della Vergine SS. a sua cugina Elisabetta, dove prorompe il canto del Magnificat... E poi l'incontro con il Custode, il Patriarca e il Nunzio. Ci hanno raccontato le sofferenze, le situazioni molto difficili esistenti tra i due popoli: ebrei e palestinesi. Ci hanno incoraggiato ed elogiato per la nostra presenza cristiana in Terra Santa, soprattutto perch siamo stati di forte incoraggiamento, di aiuto e di sprone ai pochi cristiani rimasti. E tutti hanno espresso un forte e accorato desiderio: "Ritornate ancora, invitate altri a venire in Terra Santa, perch i cristiani di questa terra hanno bisogno della vostra testimonianza, di sentirsi vicini e incoraggiati da voi, sia spiritualmente che economicamente". E' proprio vero che siamo sempre in cammino; noi, gli eterni nomadi della marcia verso Dio. Ciascuna di noi pu essere forza trainante in questo "andare" monotono eppure entusiasmante, semplice e misterioso ad un tempo.
Ho osservato che alla base dei pellegrinaggi stanno valori fondamentali quali: capacit di unione, ricerca di incontro con Dio , riscoperta della dimensione festosa e gratuita della fede. Ho avuto la sensazione di essere stata scelta dal Signore, come pure tutto il gruppo per portare la Luce ed essere testimone di luce confortatrice alle sofferenze e speranze di pace. Con gli occhi pieni di immagini, colori, luoghi, volti, rivivo continuamente quei momenti carichi di fede; il mio animo si apre ad un'immensa riconoscenza al Signore per avermi scelta come sua sposa: " ... Ti far mia sposa...".Ogni mattina mi chiama ed io rinnovo con immensa gioia il mio "S" Lui l'unica mia certezza, l'unico mio Bene, il tutto della mia vita. Sono felice oltre misura di appartenergli. Ti benedico, o Signore, per il tempo della tua grazia che mi hai donato in Terra Santa, che mi porta a sentirTi pi vicino a me.
suor Ambrogina Pirovano
La mia esperienza come partecipante
al II Corso di Formazione in Terra Santa
Il mio pellegrinaggio comincia ancor prima, domenica 16 gennaio, nel convento di Castellana Grotte, ospite insieme ad altri confratelli, prima di imbarcarci da Bari per la Terra Santa. E Castellana mi ricorda con nostalgia il mio primo incontro con San Francesco nell'anno 1954: Luogo avvolto da una magica natura, dal silenzio che invita alla preghiera e alla contemplazione.
Il giorno dopo, luned 17, velocemente ci troviamo in Terra Santa. Nazareth: la citt di Maria. Cominciamo cos, noi, tutti noi 26 confratelli il nostro vero pellegrinaggio con visite e le prime relazioni tenute dal P. Giovanni Lauriola. Nei lunghi percorsi, tutti interessanti ma anche discretamente faticosi, ho avvertito la gioia del reciproco sostegno e aiuto e il grande valore della fraternit. Ho capito che il viaggio come pellegrino non soltanto una esperienza fisica, ma sopratutto una gioiosa esperienza spirituale. Abbiamo incontrato il Signore, abbiamo ascoltato la sua voce, abbiamo avvertito il profumo della sua presenza, anche senza vederlo. Abbiamo percorso la Terra Santa dietro i suoi passi e ci siamo riempiti il cuore e la mente di dolce confusione di luoghi e persone che hanno riempito la storia biblica ed evangelica. E siamo ritornati felici di aver conosciuto di pi la mirabile opera che Dio ha compiuto in Maria secondo il suo progetto divino.
P. Urbano Giambitto
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Ordine della Stella
della Solidariet Italiana
In virtute virtus
Il Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi Presidente dell'Ordine della Stella della Solidariet Italiana, visto l'art. 87 della Costituzione; sentito il Consiglio dell'Ordine su proposta del Ministro Segretario di Stato per gli Affari Esteri Gianfranco Fini, ha conferito l'onorificenza di Commendatore (II classe) con facolt di fregiarsi delle insegne dell'Ordine a Padre Stanislao Loffreda.
Il prestigioso riconoscimento gli stato consegnato dall'Ambasciatore d'Italia in Israele Sandro De Bernardin il 2 giugno u.s. nella residenza dell'Ambasciata italiana a Tel Aviv durante il ricevimento per festa nazionale italiana. Tra le motivazioni l'Ambasciatore ha ricordato gli alti meriti in campo scientifico e archeologico conseguiti da padre Loffreda per il suo pluriennale lavoro in diverse localit del Medio Oriente e particolarmente a Cafarnao dove egli lavora dal 1968.
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Padre Gaetano Pierri
Luned 21 febbraio 2005 Rutigliano ricorda uno dei suoi innumerevoli frati francescani, missionari in Terra Santa. Nei due ultimi secoli se ne contano venti, uno dei quali martire in Armenia nel 1920. Una vita vissuta con amore iniziata tra gli ulivi a Rutigliano, sesto di otto fratelli. Collaboratore dell'archeologo Padre Bagatti nello scavo per la Basilica di Nazareth. I suoi scritti sulla rivista "La Terra Santa" testimoniano gli interessi culturali e la sua apertura umana verso tutti, anche verso musulmani ed ebrei di Acri, citt della Galilea dove era parroco della chiesa latina. Viene per l'occasione da Gerusalemme l'archeologo Prof. Padre Michele Piccirillo, che terr una conferenza sui Luoghi Santi. Saranno presenti: il Sindaco di Rutigliano Prof. Lanfranco Di Gioia, il Provinciale dei Frati Minori di Puglia e Molise M.R.Padre Donato Sardella e Confratelli religiosi dei conventi della Provincia. L'incontro stato preparato dal Commissariato di Terra Santa di Puglia e Molise in collaborazione con la nipote di Abuna Caitano Domenica Pierri.

Mons. Giocondo De Nittis frate minore di S. Giovanni Rotondo vescovo di Castellaneta ricordato a Gerusalemme.
A Gerusalemme la Fraternit francescana del convento della Flagellazione ha ricordato con una liturgia presieduta da Mons. Gianfranco, Segretario della Delegazione
Apostolica di Gerusalemme, la consacrazione dell'altare della Cappella dedicata alla commemorazione della condanna di Ges nel centenario della sua consacrazione da parte di Mons. Giocondo De Nittis, vescovo di Castellaneta, frate minore di San Giovanni Rotondo, in occasione di un suo pellegrinaggio in Terra Santa. Mons. De Nittis il 21 maggio 1905 dedicava la mensa del convito e del sacrificio di questo luogo santo inserendo nella pietra sacra dell'altare le reliquie dei santi martiri Simplicio, Desiderio, Agatodoro e Lucio. Matteo De Nittis era nato il 31 marzo 1838 a San Giovanni Rotondo. Attratto dall'ideale francescano, il 15 ottobre 1854 divenne frate minore nel convento di San Nicandro Garganico assumendo il nome di Fra Giocondo ben corrispondente alla sua indole gioiosa che gli riluceva sul volto. Compiuto il curricolo di formazione e studi, fu ordinato sacerdote il 23 febbraio 1861. Animato da fervido zelo pastorale, si diede alla predicazione percorrendo le citt di Campania e Puglia. Le sue qualit all'interno dell'Ordine francescano rifulsero anche nel campo della formazione e del governo e viene considerato l'infaticabile restauratore della Provincia dei Frati Minori di S. Angelo in Puglia dopo l'infausta soppressione degli Ordini religiosi. Precedendo i confratelli pi con l'esempio che con la parola ricopr le cariche di Lettore, Maestro di formazione dei giovani, Guardiano e Ministro Provinciale. Papa Leone XIII nel 1886 nomin Fra Giocondo Vescovo di Castellaneta in provincia di Taranto. Consacrato Vescovo in S. Isidoro degli Irlandesi a Roma il 13 giugno dal cardinale francescano Giuseppe Sebastiano Netto, fece il suo ingresso a Castellaneta l'8 settembre. I biografi affermano che il Vescovo De Nittis semplice, umile, zelante si distinse per la sua immensa carit a pro dei poveri e bisognosi, studiandosi di imitare il Padre Serafico. All'inizio del rito il Padre Dobromir, Guardiano del convento, nel rivolgere il saluto ai presenti ricordava la motivazione di questa celebrazione: vero che l'attuale edificio risale a cento anni fa, ma anche certo che esso fu costruito su una precedente chiesa datata al dodicesimo secolo. In vecchie foto sono ancora visibili ampi resti di mura e questo pavimento romano del secondo secolo che dovette suggerire di commemorare qui la condanna di Ges e la sua incoronazione di spine.
Questo fatto ci fa sentire eredi di una tradizione cara al cuore dei cristiani di Terra Santa e ai pellegrini dei secoli passati. Ogni anno, in Quaresima, il pellegrinaggio verso la Pasqua guidato dalla Custodia di Terra Santa sosta in questo santuario per celebrare i misteri della Via Crucis. Intanto motivo di gioia per la nostra Provincia non solo perch Mons. De Nittis una gloria della nostra terra, ma anche perch il suo ricordo vivo nel nostro convento San Matteo in San Marco in Lamis che conserva alcune sue immagini, tra cui la foto di una tela che lo ritrae col saio francescano e l'insegna vescovile. Un'altra nota da ricordare la presenza, nella cappella, di sculture del cartapestaio leccese Salvatore Sacquegno. E proprio una di esse rappresenta appunto la condanna di Ges da parte di Ponzio Pilato con la consegna della croce.
Pio d'Andola

Le scene in cartapesta sono state realizzate negli anni 1913-1914 da Salvatore Sacquegna (1877-1955) di Lecce, considerato uno dei migliori cartapestai della tradizione artigianale del Salento. Chiss se non fu proprio Mons De Nittis a suggerire il nome del conterraneo Sacquegna per la decorazione del santuario.