La Madonna
nel folklore castellanese
Devozione e feste
(parte 2)
Anche questa Annunciazione di Vincenzo Fato (1705-1788), datata 1781, restaurata dalla Sovrintendenza alle Belle Arti,tornata di recente, luminosa, al suo 1 altare, a sinistra nel Purgatorio (che si chiama canonicamente Santa Maria del Suffragio delle Anime del Purgatorio), anche questa illustrazione si ricollega al n. 25, p. 22, 2 c., dove s' detto della tela anche se piccola di San Francesco. Questa invece bella grande (base m.1), e, con le altre splendide tele del n. 22, p. 10, costituisce un devoto omaggio del Fato alla Vergine Santa (e di Laudato sie all'infaticabile pittore castellanese, di cui si commemora quest'anno il III centenario della nascita!)
ANCRA MAGGIO
All'inizio di maggio (il 3 precisamente), c'era, a Castellana, la prima festa di quartiere. Festa?!... Festicciola, una cosuccia famigliare, alla buona, con un tavolinetto sotto la nicchia della Madonna, tanti vasi di fiori, un po' di luci, un po' di canti, un rosario, i giochi dei bambini, le chiacchiere delle vicine, un bicchiere di vino degli uomini del quartiere e dei vicini (e dei curiosi) che venivano per l'occasione.
Era la festicciola della Madonna della Croce alla 1 nchiostra (chiostro al femminile =via chiusa, senza uscita), a destra di via Eleonora Fonseca. L'immagine della Madonna della Croce e qualcosa delle feste di quartiere sono gi in n. 22, p. 11. Qui aggiungeremo solo che, il 3 maggio, la festa grande della Madonna della Croce, si svolgeva (e si svolge) a Noci, ch - prima della riforma liturgica del 69 - il 3 maggio si celebrava l'Invenzione, cio il ritrovamento, della Santa Croce ad opera di Sant'Elena (250-330), madre dell'imperatore Costantino. Gli appassionati della banda, dei fuochi, della festa (...se potevano) andavano a Noci; i devoti della Madonna andavano a dire un'avemmaria alla nchiostra della Madonna della Croce. Pochi giorni dopo, l'8, il giorno della Beata Vergine di Pompei, che la Madonna del Rosario e ne riparleremo ancora quando diremo del mese di ottobre. La data dell'8 maggio il ricordo della solenne incoronazione della miracolosa immagine del santuario di Pompei, avvenuta l'8-5-1886. Ma lasciamo parlare Giovanni Mastromarino, di cui dicemmo in n. 25, p. 21: In Maggio, cade la chiusura dei quindici sabati [e della novena] alla Madonna del Rosario. Le chiese che serbavano (e la serbano tutt'ora) questa pia devozione sono: la Chiesa Madre, San Francesco e il Caroseno. Era cos viva nel popolo, prima, questa devozione, ch nella Chiesa Madre fino all'ultimo ristauro (sic) avvenuto (1970), vi era un'altare (sic) serbato sotto questo titolo. Cos al mese di Maggio consociavasi (sic) i 15 sabati. Per non confusionare le due devozione (sic) quella della Madonna del Rosario, la si faceva al mattino e quella del mese di Maggio la sera (op.cit. p. 84). Circa l'altare sotto questo titolo metteremo per iscritto un interessantissimo episodio della vita del pittore Francesco dell'Erba (1846-1909) e, grazie alla disponibilit dell'Avv. Augusto dell'Erba e Padre Pio, mostreremo la foto del quadro della Madonna di Pompei, dal dell'Erba eseguito. Si tratta infatti del quadro del quale ha detto qualcosa Pino Pace nel n. 287, pag. 7 di Portagrande. Quell'opera fu eseguita, con grande perizia e devozione, dal nostro compaesano nel periodo d'oro della sua permanenza a Napoli. Esegu la fedele riproduzione del modesto quadro, comprato dal Beato Bartolo Longo (1844-1926) da un rigattiere solo per tre lire, nelle ore in cui la Basilica era chiusa e - son sicuro - ottenne tale favore, perch conterraneo del Beato Longo, che era di Latiano (BR) e della contessa Marianna De Fusco, ch'era nata a Monopoli il 1836 e - da ragazza - aveva un cognome notissimo a Castellana: Farnararo. La contessa era la benefattrice pi generosa delle opere del Longo, che alla fine spos; e tali opere, e la Basilica, e la Nuova Pompei, sorsero sulle sue - ovvero del conte De Fusco, suo primo marito - sulle sue terre! La contessa Farnararo De Fusco Longo mor ottantenne, nel 1924. Don Ciccio dell'Erba don il suo quadro alla Chiesa Madre, e, agli sciocchi che trovavano da ridire sui volti e sui colori, diceva: Certo, che avrei potuto fare il quadro pi bello. Ma ho voluto farlo com'. proprio cos. Certo, puoi star sicuro che era proprio cos. L'originale napoletano ha subto molti interventi, molti ritocchi, molti restauri; per cui - senza ombra di dubbio - possiamo dire che il quadro castellanese la vera, l'autentica, la storica Madonna di Pompei delle origini.
Ci sembra che la notizia travalichi la cerchia delle curiosit paesane ed ecco perch abbiamo indugiato un po' troppo su di essa e l'abbiamo affidata alla pagina scritta (...e stampata!). Il 24 maggio si festeggia Maria SS. Ausiliatrice. Solo da pochi e solo dopo che i Salesiani di S. Giovanni Bosco si diffusero a Bari e nei nostri dintorni (Fasano, Cisternino, ecc.) questa Madonna, famosissima a Torino, cominci ad esser nota anche da noi. Ma in una cerchia di devoti prelati e di fedeli borbonici l'Ausiliatrice era grandemente venerata anche da noi. Perch fu l'aiuto (dei Cristiani) specialmente francesi e del Papa Pio VII, ch'era stato tratto in arresto come un comune malfattore e che stabil questa festivit al 24 maggio, dopo la morte (decisamente poco gloriosa) del suo carceriere Napoleone il 5-5-1815. Tutti i calendari, ormai, riportano al 31 maggio la Visitazione della B.V. Maria (a S. Elisabetta), che prima del 1970 si solennizzava il 2 luglio (ed a luglio ne riparleremo!). Per un intervallo iconografico, per, pubblichiamo qui una riproduzione del grande quadro che nella Chiesa Madre castellanese dirimpetto alla Cappella del Santissimo. Il grande quadro pregevole opera del Settecento napoletano, attribuito al Miglionico o al Magliar (cfr. Castellana ecc. Guida Cerica, p. 27). Le castellanesi col pancione, che - prima - erano tante, ogni volta che entravano in chiesa (e - prima - si faceva tanto di pi, spesso e da tutte!) alzavano lo sguardo alla Madonna e le raccomandavano la loro gravidanza. Perch sapevano - le castellanesi di ...prima - che in quel quadro era rappresentata la Madonna ...col pancino (cum reverentia!) che andava a far visita alla sua parente Elisabetta, miracolosamente incinta anche lei di San Giovanni (il Battista).
GIUGNO
Si sa che il mese di giugno dedicato al Cuore di Ges.
Eppure, anche a giugno, si fuse la venerazione al Sacro Cuore di Ges col ricordo al Sacro Cuore di Maria. Ho trovato, su vari calendari, varie date (17,19,27,28 giugno) e varie formule riferentesi al Cuore di Maria; ma la Congregazione per il Culto, il 4-5-1944 rese la festa universale; la fiss al 22 agosto; ne stabil il nome: Cuore Immacolato di Maria. La devozione popolare aveva percorso un suo particolare ...percorso. In Francia, il 1854, e in Belgio il 1877, sorsero anche confraternite col nome di Nostra Signora del Sacro Cuore di Ges. Da noi si diffusero enormemente immagini grandi (cm. 50x70) che i devoti incorniciavano e ponevano nelle loro case; specialmente sul muro, a capezzale del letto. Due immagini molto antiche e ...molto scure erano nella sala da pranzo della mia casa paterna. Altre due, molto pi luminose sono sul terzo pianerottolo, scendendo la grande scala della Madonna della Grotta, sulla destra: il Cuore di Ges e il Cuore di Maria. Ma io ho scelto, per Laudato sie, due immaginette bellissime, con ricco fondo in pizzo lucido bianco e oro (collezione A. Soloperto), edite in un grosso e prezioso libro-album: Carmela Turrisi - Il lungo viaggio, Santi e santini ecc. Manduria, Barbieri, 1992.
LUGLIO
Il 2 luglio, l'abbiam detto poco fa, era la festa della Visitazione della Beata Vergine (a Santa Elisabetta), trasferita, dal 1970, al 31 maggio. Si diceva, anche, da molti e non impropriamente Santa Maria delle Grazie, o anche Madonna delle Grazie, per il riferimento alle parole dell'Angelo Gabriele: Ave, piena di grazia! e di Elisabetta: Ben
edetta sei tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo seno! Si allude a Ges, dono gratuito di Dio e della Madonna agli uomini. A Castellana era, semplicemente, la festa della Madonna della Grotta, della quale Madonna pubblicammo l'affresco e la leggenda nel n. 21 (pp.12-13) del 2 sem. 2001.
La quale festa ha sempre avuto oscillanti alti e bassi a seconda dei devoti, che si sono occupati di essa. Ai tempi della mia fanciullezza, si occupava della Madonna della Grotta Lucrezia delle Scuole e suo marito Santuddo e, figrati!, la festa era preceduta da un triduo con S. Messa officiato da don Angelo Valente, che per insegnarmi a servir messa (in latino allora) mi diede il solenne messale e mia madre mi diceva: Non puoi non imparare! Hai per le mani un libro santo. Ed io, infatti, imparai. La celebrazione della festa, con processione e qualche calcassa, o botto, o sparo, avveniva sempre di domenica. Trasferitasi la buona Lucrezia a Bari, dove mor, la chiesa rupestre attravers un periodo di abbandono e di degrado, finch salt fuori Angelo Calcagnini (1912-1995), un estroso scalpellino-scultore che dot la Madonna della Grotta d'un originale presepio in pietra e di una immagine processionale della Madonna. Morto Calcagnini, si era temuto un altro periodo di abbandono; ed invece venuto fuori un manipolo di nuovo devoti, fra cui Antonio Marinosci e Francesco Del Vento che hanno rinnovato gli antichi splendori. Le manifestazione degli ultimi tre anni 2003-2005 sono state ammirevoli ed imponenti, grazie anche all'interessamento dell'Assessore Rodio. Con grande compiacimento possiamo pubblicare una foto della festa del 2004, scelta dal servizio fotografico di Pasquale Ladogana. L'altra importante festa mariana del mese di luglio quella della Madonna del Carmine, che si svolge ogni anno con solenne decoro dalla fondazione della omonima Confraternita di Maria SS. del Carmine. Questa confraternita, sorta a Castellana nel 1860, ha sempre avuto ottimi dirigenti, per cui ha sempre onorato al meglio la sua Patrona Titolare.
Lasciamolo dire al solito contadino-scrittore (op. cit., pag.87): La confraternita ...la onorava non solo per festeggiamenti interni con Novene e Messe solenne (sic) il giorno 16 della sua festivit, ma quanto con un lussuoso parato di illuminazione lungo lo stradone che vanda (vanta) tenere innanzi a s questa chiesa, con banda, fuochi pirotecnici e processione dell'Immaggine lungo le vie del paese. La lussuosit del festeggiamento, con cui veniva onorata la Madonna del Carmine, ieri, se anche non saddiceva (sic) del tutto a quella della festa di Aprile, paragonavasi a quella della festa della Consolatrice. Il nostro Autore ha scritto ieri e il suo Commentatore prof. Lanera spiega che, dal 1934 al 1960/70, la festa del Carmine non si tenne affatto o fu molto modesta. Da una decina d'anni - aggiungeva lui ai primi degli anni ottanta - si ripresa a fare un po' di illuminazione, sempre decorosa, a volte elegante.
Pietro Piepoli