Spazio Biblioteca

PARLIAMO DI LIBRI
EXULTET- Secolo XII
Biblioteca Casanatense - Roma
ed.fac simile Priuli & Verlucca, Pavone Canavese, 1994.
Ultimo prestigioso ingresso nel catalogo della nostra biblioteca. Exultet la prima parola del praeconium paschale (annuncio della Pasqua), il canto liturgico con cui, nel corso della veglia del Sabato Santo, il diacono annuncia alla comunit del clero e dei fedeli il Mistero della Redenzione compiendo, contemporaneamente, il rito dell'accensione e dell'offerta del cero pasquale. Il testo dell'Exultet che si legge ancora oggi nel corso della veglia pasquale, discende da una redazione duecentesca fissata da papa Innocenzo III. A sua volta, questo si fonda su una tradizione pi antica, rimasta pressoch invariata nel corso dei secoli. L'origine di questa pratica attestata quasi esclusivamente in ambito meridionale ed forse da ricercarsi nei cosiddetti libelli: piccoli libretti composti da uno o pi quaternioni destinati alla celebrazione di determinate festivit o di particolari azioni liturgiche (il rito di investitura sacerdotale, l'unzione dei malati ed altro). Essi erano molto diffusi nel medioevo e costituivano manufatti estremamente semplici e di modesto valore. Di conseguenza, nelle celebrazioni pi importanti, venivano talvolta sostituiti da esemplari assemblati nella pi nobile forma di rotolo. L'adozione di questa inconsueta tipologia libraria a fini liturgici richiamava infatti le forme dei papiri dell'antichit. Essa fu per probabilmente suggerita nel Meridione anche dalla conoscenza dei riti della chiesa greco-orientale.
Questi ultimi prevedevano l'utilizzo di rotoli manoscritti, denominati kontakia, forse gi nel V-VI secolo e comunque sicuramente nell'VIII-IX secolo. La loro conoscenza dovette avvenire in ambito beneventano-cassinese grazie ai monaci italo-greci che, nei secc. X-XI, trasmigrarono dalle Calabria e la Sicilia verso la Campania e il Lazio meridionale. E' infatti nell'area beneventana che compaiono i primi esemplari di rotoli di Exultet; il canto di lode del clero fu trascritto su rotoli di pergamena formati da fogli cuciti insieme, furono inserite anche immagini illustranti passo per passo il contenuto, o alcune fasi del rito, o figure di papi, imperatori, vescovi, duchi, cos come talvolta fu curata molto l'ornamentazione dei bordi laterali e delle lettere iniziali delle parti costituenti il canto. Il rotolo, letto dall'alto dell'ambone, fu visto come il mezzo pi adatto affinch gli astanti potessero comprendere meglio il significato della liturgia; le illustrazioni furono cos, nella maggior parte dei rotoli, inserite capovolte rispetto al testo scritto e al diacono recitante. Man mano che questi svolgeva e faceva ricadere il rotolo dall'ambone, le figure risultavano nel senso giusto alla visione dei fedeli, rendendo pi suggestiva la cerimonia. A tale scopo, l'Exultet 1 dell' Archivio del Capitolo metropolitano di Bari, rispetto ai suoi modelli beneventani, fu ampliato in larghezza e illustrato con un minor numero di scene, in modo che queste, di formato imponente, acquistassero maggiore visibilit e quindi pi leggibilit. Tra i rotoli giunti fino a noi l'Exultet della Biblioteca Casanatense di Roma, prodotto a Benevento o a Montecassino nel secolo XII, costituisce uno degli esemplari di pi straordinario impatto visuale per la grandiosit del ciclo iconografico, la finezza del disegno, l'elegante accostamento dei colori. Il rotolo, scritto in minuscola beneventana, corrisponde nel testo alla versione franco-romana (o vulgato) imposta da Roma, mentre l'apparato illustrativo si basa ancora sulle immagini dell'antica versione beneventana; illustrato con scene - per ricordare solo le pi significative - ora del Vecchio e del Nuovo Testamento (il Passaggio del Mar Rosso, la Crocifissione), ora di allegorie del cielo e della terra (la Turba angelica, la Terra), ora della stessa liturgia (l'Accensione e la Consacrazione del cero, la Preghiera del diacono), resta fedele al tradizionale apparato iconografico, dimostrando per, una notevole libert nella scelta dei soggetti delle miniature.
Finora non stato possibile datare stilisticamente l'Exultet della Biblioteca Casanatense; con molta probabilit il Cardinale Girolamo Casanatense, grande collezionista di libri, aveva acquistato a Benevento i tre rotoli liturgici che attualmente si trovano nella Biblioteca romana ( il Pontificale, il Benedizionale di Landolfo I e l'Exultet) e che attualmente sono spartiti in lunghi fogli, a loro volta rilegati in grandi registri. Il rotolo dell'Exultet, attualmente suddiviso in dieci carte, con base di cm 23 e altezze rispettivamente di centimetri 90, 60, 70, 68, 69, 60, 96, 89, 49,5, 34, per una lunghezza totale di circa 6,85 metri. In questa edizione fac-similare, per rendere appieno l'antica struttura di rotolo, le singole parti sono state ricompattate come in origine e il manufatto, arrotolato, stato inserito in un elegante cofanetto che contiene anche i commentari (in italiano e inglese) a cura di Beat Brenk, docente nell'Universit di Basilea, e una introduzione di Guglielmo Cavallo, docente nell'Universit "La Sapienza" di Roma e Accademico dei Lincei. La tiratura, rigorosamente numerata, limitata a soli 500 esemplari.
CURIOSITA'
Dalla raccolta il GIORNALE DEI LETTERATI, raccolti e stampati da Tinassi Nicol Angelo, Roma, dal 1668, vi proponiamo alcuni interessant articoli dell'annata 1673.
VII GIORNALE DEI LETTERATI
Li 31 Luglio 1673
Estratto di due Lettere, una del Sig. Girolamo Santasofia Lettor Primario di Medicina in Parma, l'altra del Sig. Giacopo Grandi Anatomico in Venetia, sopra una serpe travata viva in un uovo fresco di gallina. Nella prima lettera il Sig. Santasofia d parte al Sig. Grandi, come una Cameriera della Serenissima Duchessa madre di Parma, avendo rotto un uovo per far un brodetto S. A. ch'era ammalata, vi trov nella chiara un serpentello vivo, con la testa lerga, lungo quanto il dito indice, e grosso come il gambo d'una cerasa. Il d susseguente mor, e l'autore attesta d'averlo veduto il primo, vivo, e semovente, come gli altri animali che servono. L'uovo era nato la sera innanzi in un cortile fuori della citt, ove si tien quantit di pollame.
Nell'altra lettera che risponsiva alla prima, il Sig. Grandi discorre eruditamente sopra la possibilit, e maniera della generatione di questa serpe, tre dubij esaminando principalmente, cio, se quell'uovo fosse di gallina, pure di serpe; se essendo di gallina, il serpentello siasi generato per via di putrefattione; pure, che il terzo dubbio, se altronde vi sia penetrato, e come.. Quanto al primo, pretende che fosse uovo di gallina, non essendo in Italia serpi che ne facciano di cos grandi, che una damigella possa ingannarsi e prenderli in iscambio per far un brodetto ad una Principessa. E i pi grandi che si trovano non arrivano alla grandezza d'un uovo di colonba, dic'egli, soggiungendo, d'haverne una volta, n monti di Modena tr sassi d'un muro secco, trovati due tr della grandezza d'una mediocre oliva, e in uno di questi che ruppe, un bisciolino che guizzava nell'albume, lungo un deto in circa, e con la testa come d'argento. Intorno al secondo dubbio, gli par inverisimile, che sia nato nell'uovo della gallina, non potendo in niuna maniera esservi entrato il seme di serpente che stima necessario simile generatione. Ne val il dire, che possa esser nato da materia putrefatta nell'uovo, in quella guisa, che d cibi putrefatti nel nostro corpo s'ingenerano vermi. Imperoch falso ancora, dic'egli, ci che si crede della generatione di questi vermi: e se si osservar diligentemente, si trover, che se bene al volgo pare che essi nascan ex putri, provenendo da seme, da cosa nata da seme, non essendo credibile che da semplice cibo, e bevanda si produca un insetto con bocca, intestini, e altre parti necessarie alla vita sensitiva. E in prova del suo detto soggiugne. Che al tempo de' frutti pi che in altra stagione si generan vermi nel ventre d fanciulli, non per altro, se non perch ordinariamente sul frutto, di fuori, di dentro, sono vermi, almeno semi di essi, che trapassando per lo stomaco senza disfarsi, vanni alle rughe degl'intestini, e quivi nascono, e crescono. Quanto al terzo e ultimo dubbio dice, che se bene il guscio dell'uovo tanto raro, e poroso che vi penetra l'aria necessaria alla respirazione del pulcino, non vi pu per entrar il corpo d'un bisciolino per picciol che sia. Onde conclude, che la gallina avendo per uso d'inghiottir tutti i vermi, e serpi che trova, habbia per avventura divorato, qualche serpentello, qualche uovo con entravi il serpentello, il qual essendo picciolo, e lubrico, facilmente sia uscito dal gozzo, e ventriglio (senza morire etiandio che si sia rotto l'uovo nelle compressioni di esso) indi scorrendosi per l'intestini pervenuto alla minera, ricettacolo dell'albume; quivi si sia trattenuto, sin che calando dall'ovaia un rosso d'uovo al incorporarsi del detto albume, con esso sia stato involto, prima nel humor viscoso che fa la membrana, e poi in quello che fa il guscio; e cos partorito dalla gallina dentro l'ovo.
Conferma la sua congettura da ci che al tempo d bachi da seta, e dell'aurelie, in Lombardia s'astengono di mangiar ova perch alcune fiate vi si sono trovati i bachi, e aurelie intere. Finisce con dire, che velenoso n che fosse, avrebbe potuto cagionare sieri sintomi in chi l'havesse sorbito.
AQUISIZIONI
Oltre al gi citato Exultet, numerose sono le opere in ingresso di questo semestre. Un grande ringraziamento va a Padre Mario Villani, responsabile della Biblioteca di S. Matteo presso San Marco in Lamis che ci ha gentilmente donato un buon numero di volumi tra i quali spicca questa prima opera che vi presentiamo in cima alla lista delle pi rappresentative. ENCICLOPEDIA DEI PAPI, Istituto della Enciclopedia ItalianaTreccani, Torino, 2000. Strutturato cronologicamente e divisa in tre volumi, l'opera contiene 265 monografie di papi e 37 antipapi; da S. Pietro a Giovanni Paolo II, vengono riportate in modo accurato le monografie dei pontefici, presentando le fonti da cui sono tratte le notizie, tracciando il profilo storico di ogni pontefice, analizzandone le azione, le eventuali opere letterarie, il contesto storico-politico-culturale. Costituisce un'opera fondamentale nella ricerca storica sul papato e sulla vita della chiesa di questi duemila anni, sia per la ricchezza della documentazione presentata, sia per la scientificit del metodo adottato che si muove sulla strada di una lettura storica imparziale e priva di pregiudizi.
SULLE MAGNIFICENZE DI ROMA ANTICA E MODERNA, Giuseppe Vasi, Roma, MDCCXLVII Affiancato da un commentario, questo volume edizione integrale in fac-simile nel formato originale dell'opera di Giuseppe Vasi del 1747, riprodotta dall' esemplare di propriet del dr. Michele Buffetti di Roma.
Stampata nelle officine di Bertoncello con impianti di Live Scan di Verona, sono stati tirati 999 esemplari numerati. Giuseppe Vasi, tra i vedutisti romani del sei e settecento, si distingue per il tatto morbido dei suoi raffinati disegni, che mirano a dare una rappresentazione complessiva della citt di Roma, sia negli scorci moderni dell'epoca, sia storici. Il volume suddiviso in dieci libri tematici, contenenti pi di duecento incisioni a piena pagina, molte decine di rametti (particolari poco valorizzati nel quadro grande), pi una parte narrativa; il libro rappresenta una testimonianza storicamente importante, nonch evocativa di quella che Goethe, nel 1786, durante il suo viaggio in Italia defin capitale del mondo.
Collana Grandi Libri
L'ITALIA NELL'ANTICA CARTOGRAFIA 1477-1799, Roberto Borri, Priuli & Verlucca editori, Ivrea, 1999. L'edizione di questo volume il risultato della passione del collezionista Sig. Borri per la cartografia. Il volume si presenta come catalogo ragionato di circa 300 carte a stampa dell'Italia dal 1477 alla fine del 1799; questa catalogazione cronologica mira a descrivere le pi significative ed importanti carte generali dell'Italia, studiandone la genesi, analizzandone le fonti ed evidenziandone le similitudini. L'EUROPA NELL'ANTICA CARTOGRAFIA , Roberto Borri, Priuli & Verlucca editori, Ivrea, 2001. Successivo all'edizione del volume sulla cartografia italiana, Borri dedica questo secondo lavoro alla cartografia europea, partendo dalla concezione del mondo dell'antichit classica, dalle discussioni sulla sfericit della terra e i conseguenti conflitti intellettuali generati. La seconda parte si occupa delle definizione geografica del nostro continente, dell'individuazione dei suoi abitanti e del momento in cui essi presero coscienza del loro essere europei. La terza e quarta parte sono rivolte all'analisi delle prime mappe e carte manoscritte contenenti la rappresentazione grafica, pi o meno schematica, del continente europeo, nel tentativo di individuare dei modelli fondamentali e dei gruppi di appartenenza. L'ultima parte riservata alle antiche carte a stampa della intera regione europea, con una descrizione particolareggiata di quelle pi significative. Il tentativo quello di delineare, attraverso caratteri storici e culturali, una identit europea, quale denominatore che da sempre ha collegato il territorio ai soggetti che lo abitano.
Collana Antica Cartografia
COSTE DEL MONDO NELLA CARTOGRAFIA EUROPEA 1500-1900, Paola Presciuttini, Priuli & Verlucca editori, Ivrea, 2000 COSTE DEL MEDITERRANEO NEL-LA CARTOGRAFIA EUROPEA 1500-1900, Paola Presciuttini, Priuli & Verlucca editori, Ivrea, 2004. Entrambe le opere costituiscono una rassegna biblio-cartografica che intende delineare una panoramica, (se pure incompleta) delle vedute di costa dei diversi continenti. Insieme alle carte nautiche, le vedute di costa sono uno strumento nautico, perch aiutano il navigante a stabilire il punto-nave riconoscendo la costa a vista, e, in molte occasioni sono state disegnate e utilizzate con obiettivi militari. Costituiscono anche un oggetto d'arte quando, per la delicatezza del tratto e l'eloquenza espressiva, sconfinano nel vedutismo; sono un documento storico perch legate a vicende e protagonisti; diventano testimonianza ambientale e paesaggistica nel registrare i cambiamenti intervenuti nel tempo lungo le coste.