Padre Ottaviano Priore
* Ururi (CB) 22-06-1927
Roma, 29-01-2005

Gioved 9 ottobre 1941, incontro per la prima volta il fratino Priore nel Collegio Serafico di Ascoli Satriano. Si distingue subito, fra tutti gli altri ottanta fratini, per la sua voce prematura di baritono. Il nostro Maestro Padre Giacomo Melillo era felice di contare su di lui che, insieme ad altri fratini pi grandicelli, poteva dar voce al coro misto per le innumerevoli accademie musicali. Nel 1944 per partiva per il Noviziato, mentre anch'io lasciavo il Collegio di Ascoli per il prenoviziato di Manfredonia.
Una figura di francescano secondo il cuore di San Francesco, riusciva ad attirare simpatia tra i suoi confratelli e ammirazione e stima tra i fedeli per le sue doti di oratore cui aggiungeva la voce caratterizzata dal piacevole tono baritonale. Ho avuto la fortuna di essere presente alla sua ordinazione sacerdotale il giorno dei Santi Pietro e Paolo nel 1952 a Molfetta da parte del Vescovo Mons. Salvucci.Subito inviato cone Maestro dei Fratini ad Ascoli Satriano, ha guidato gli aspiranti per l'intero trienno, per poi recarsi a Sepino ove svolge il servizio di Guardiano e di Insegnante dei Fratini fino al 1972. L'anno successivo raggiunge la comunit di San Giovanni in Campobasso dove rimane fino al 1982. Dal 1982 al 1994 nel convento di Toro lascia un ricordo indelebile nell'animo dei toresi per le sue qualit umane nell'esercizio di parroco e anche di valente restauratore della chiesa parrocchiale SS. Salvatore, lesionata dal terremoto. Il triennio 1994-1997 lo vede nella Comunit del Noviziato di S. Onofrio a Casacalenda impegnato ancora nel servizio pastorale quale vice parroco nella parrocchia del Carmine, ma soprattutto nel delicato servizio di formazione del novizi. Ritorna quindi ancora nel convento di San Giovanni in Campobasso ad esercitare uffici di Guardiano, poi di vice parroco e di economo. Il 29 giugno 2002 ha la gioia di celebrare il suo Giubileo Sacerdotale, circondato da una moltidudine di sacerdoti, confratelli, parenti, amici e fedeli. Poi un male nescosto, terribile ha potuto fermare il suo generoso cuore. Ora presta la sua voce per irrobustire la parte dei baritoni celesti nel coro degli angeli.
P. Pio d'Andola