... dal Commissariato
di Terra Santa

Come giˆ accennato nel numero precedente, per il prossimo 23 gennaio 2006  programmato un terzo Corso Provinciale di Formazione permanente ancora in Terra Santa, con un percorso di due settimane, con importanti escursioni, cominciando dalla Giudea e continuando per la Galilea, la Giordania, il Sinai e lĠEgitto. Esso sarˆ condotto dallo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme e dal Centro Duns Scoto di Castellana sul tema ÒDa Cristo la ChiesaÓ.
I temi saranno sviluppati, oltre che da Padre Giovanni Lauriola,
- a Gerusalemme: dai Professori francescani dello Studium Biblicum Franciscanum: Giovanni Claudio Bottini, Virginio Ravanelli, FrŽdŽric Manns, Giovanni Bissoli, Alviero Niccacci, Lino Cignelli, A. Marcello Buscemi, Dobromir Jasztal, Noel Muscat;
- in Giordania: da Michele Piccirillo;
- in Egitto: da Vincenzo Mistrih, Wadi Avad.

- Sono previste sperienze liturgiche di diverso rito.

 

 

CONVEGNO COMMISSARI 2005

Con volo Alitalia, i Padri Commissari dĠItalia, Malta, Svizzera e Polonia sbarcano in piena notte a Damasco, accolti dallĠottimo Padre Romualdo al memoriale di San Paolo,volle far sorgere in luogo del piccolo santuario esistente, e inaugurato nel 1971. Padre Romualdo Fernandez si  rivelato subito una guida preziosa. Oltre a trattenerci con una magistrale lezione sullĠEcumenismo, ci ha accompagnati nel lunghissimo percorso siriano, alla riscoperta sopratutto delle radici cristiane con i resti diruti dei villaggi e delle innumerevoli chiesette e basiliche distrutte. Una vera passeggiata: nella cittˆ moderna di Damasco, con il convento SantĠAntonio e la grande parrocchia curata dai Padri Eduardo e AndrŽ, per i suoi sobborghi e nella pianura immensa che si perde nel deserto. Lungo la via regia abbiamo attraversato i villaggi drusi, e le rovine di Bostra con i sorprendenti monumenti dei nabatei, dei greci, dei romani e degli arabi. Ma non mancano anche qui i resti di un primitivo cristianesimo con le chiesette di san Sergio e san Bacco. Il passaggio ad Aleso ci impegna in una lunga deviazione, nellĠimmenso deserto siriano, per visitare lĠantica, monumentale Palmira, cittˆ degli Amorrei e degli Aramei. Impressionanti i resti dei tempri di Bel e di Baal, i grandiosi colonnati del cardo romano, il teatro, le terme di Diocleziano, le numerose alte torri funerarie sparse per il deserto e il castello medievale che sovrasta tutta la cittˆ del passato. Una sosta nei pressi di una torre per consumare un frugale pasto a sacco, molto veloce, perchŽ disturbato dalle voraci mosche locali e dai venditori di cianfrusaglie. Anche ad Aleso giungiamo di notte, con gli occhi per˜ ancora illuminati dallo splendore del deserto. Un altro frate dal volto sorridente e pacioccone, Padre Filippo Mistrih, ci accoglie festosamente come se ci avesse conosciuto da sempre. Ci offre una sontuosa cena e anche la sorpresa della presenza del Vescovo dei Latini di Siria Mons. Giuseppe Nazzaro, giˆ Custode di Terra Santa. Un altro autentico regalo riceviamo dai Padri Georges e Feras, che ci fanno conoscere la vitalitˆ cristiana in Aleso con la presenza di alcune diecine di Associazioni di Volontariato cristiano. Un altro dono abbiamo ricevuto dal Padre Pasquale Castellana, siciliano stabile in Siria fin dal 1945, che il giorno dopo ci guida alla montagna di San Simeone Stilita. Ci incanta la Basilica, i cui resti poderosi indicano quanto poderosa fu la fede dei suoi costruttori. Padre Pasquale, come un giovinetto, si insinua tra le rovine che ci fanno immaginare una antica Pompei di villaggi cristiani del quarto, quinto e sesto secolo, disseminati in tanti ammassi di macerie di chiese, abitazioni, resti di capitelli, colonne e grandi pietre elegantemente decorate con ricchi simbolismi: fregi, croci, foglie, fiori, frutti. Al ritorno in convento Padre Pasquale, nel ÒdivanoÓ del convento, ricompone lĠintero percorso improvvisando una originale conferenza archelogica.
Il ritorno a Damasco ci permette di attraversare i villaggi dellĠOrontes, scenari del primo cristianesimo, e abbiamo modo di ammirare lĠansia apostolica dei nostri confratelli nei tre conventini dellĠImmacolata con Padre Bassam, San Giuseppe con padre Hanna e SantĠAntonio di Padova con Padre Ibrahim, per giungere, a sera, a Lattakia. Ci accoglie festosamente il padre Antoine, Guardiano del convento e chiesa Sacro Cuore, molto accorsata per la forte presenza cristiana. Con nostra piacevole sorpresa abbiamo conosciuto il motivo di tanta presenza cristiana: sia il governo che la popolazione musulmama sono molto rispettosi delle altre fedi religiose; dopo la nazionalizzazione delle scuole cattoliche della Custodia, i nostri conventi e le nostre chiese godono della concessione gratuita della corrente elettrica e dellĠacqua corrente. Per questo le nostre sedi in Siria diventano, in estate, luoghi di incontri di migliaia di ragazzi e giovani. Altre sorprese, prima di arrivare a Damasco: una  stata la visita al pi imponente e ben conservato castello crociato, una vera cittadella sulla sommitˆ di unĠaltura, chiamato il Krack dei Cavalieri, abitato un tempo da oltre seicento cavalieri, una volta considerato imprendibile. Una seconda la visita a due villaggi cristiani: Maaloula con case chiesette mescolate tra loro e, in vetta ad una lunga scalinata scavata nella roccia, il Santuario di santa Tecla, Saidnaya che custodisce un famoso santuario mariano costruito nel VI secolo dallĠimperatore Giustiniano. In questi due villaggi si conserva ancora la lingua aramaica; e proprio nel monastero la custode si offr“ di recitare il Pater Nostre in lungua aramaica mentre noi accompagnavamo nella nostra lingua. La sera prima del ritorno in Italia abbiamo fatto sosta nel convento San Paolo, ove nel 1860 lĠodio anticrisriano oper˜ grandi stragi, senza risparmiare i frati del convento, i beati Emanuele Ruiz e Compagni, beatificati dal Papa Pio XI nel 1926. Il Padre Gottfried, Commissario per la Svizzera ci ha regalato un suo volume appena edito ÒTra minareti e campaneÓ che racconta il martirio di questi otto Beati, tra cui il frate tirolese Engelbert. Ma la nostra sosta  stata anche allietata dalla fraterna cortesia e ospitalitˆ di Padre Giuseppe Costantin. Volendo tracciare un piccolo quadro della realtˆ cristiana in Siria, dopo una presenza di una sola settimana, si pu˜ affermare che i cattolici, sebbene divisi in diversi riti (melchita, siriano, armeno, maronita, latino) sono ecumenicamente molto uniti, e possono liberamente manifestare la propria fede, anche con manifestazioni fuori del recinto sacro, previo avviso allĠautoritˆ civile che presta lĠorganizzazione del traffico. I fedeli poi non fanno troppa distinzione tra un rito o lĠaltro e frequentano la chiesa che fa loro pi comodo. A conclusione si pu˜ gioiosamente affermare che lĠesperienza siriana ci ha lasciato un gradito ricordo e una nostalgia di ritornare. La testimonianza dei nostri confratelli che operano in Siria ci  stata di grande lezione, per cui stupiti ed ammirati, rivolgiamo loro un pensiero di viva gratitudine

 

Un suggestivo villaggio cristiano

 

 

 

 

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