Nella 1 parte della nostra ricerca (cfr. n. 25, pp. 21-24) abbiamo cominciato a sfogliare il calendario e i ricordi nostri e di Mastro Giovanni Mastromarino e del prof. Marco Lanera. Ed abbiamo elencato le devozioni e le feste che Castellana dedica alla Vergine Santa nei mesi di Gennaio, Febbraio, Marzo, Aprile e Maggio (solo parlando della devozione del Mese di Maggio). Nella 2 parte (cfr. n. 28, pp. 22-25) dicemmo ancra del mese di Maggio, di Giugno e di Luglio.
In questa 3 parte ci occuperemo soltanto del mese di Agosto. Non sorprenda il fitto calendario di feste (e, tutte, feste mariane). Si consideri che Castellana era (ed in parte lo ancora) paese contadino ed i contadini (eccetto quelli che scatenavano, cio zappavano quasi rompendo le catene dellarido terreno, che bisognava preparare per le prossime semine), i contadini godevano di un po di riposo (?) solo in agosto e nei primi giorni di settembre. Per la predilezione alle feste mariane, si ricordino sempre le nostre origini greco-ortodosse e la nostra particolare devozione alla Madonna.

 

 

La Madonna
nel folklore castellanese

 

 

 

  

 

 

 

 

Devozione e feste
(parte 3)

AGOSTO

Agosto si apre con una festa mariana tutta francescana, particolarmente francescana. Il 2 agosto, infatti, in ricordo della grande devozione di San Francesco per la Madonna degli Angeli della Porziuncola, si celebra la festa di Santa Maria degli Angeli. A Castellana, con due importanti chiese francescane, la ricorrenza era sentitissima e in San Francesco, il 1 altare a destra, entrando, era dedicato alla Madonna degli Angeli, fra i Santi Francesco e Lorenzo, opera di fra Luca Principino (1684-1750) frate laico francescano, datato 1741. Si ammiri la bella scultura nella vivace lavorazione dellinfaticabile frate, nella riproduzione fotografica digitale.
Ma fra Luca, bada bene!, non ha fatto altro che riprodurre in pietra la bellissima (Guida Cerica, p. 36, 2 c.) tela preesistente, che il prof. Lanera suppone del 1624 o poco pi (cfr. Uncuorsolo 1970, p. 4). La tela sistemata, attualmente, sulla parete sinistra del presbiterio, guardando laltare dalla navata. Pur essendo bellissima, non stata mai edita decorosamente. La citata Guida Cerica, che la pubblic a pag. 36, la tagli di un buon terzo. Leditiamo noi qui, su Laudato sie, nella foto di Ladogana.
Vogliamo far notare, nella fedele riproduzione lapidea della tela di fra Luca, lallegra nudit dei sederini dei quattro angioletti centrali (...e del Bambino Ges) e la delicata partecipazione della mano destra della Madonna nella consegna a San Francesco del cartiglio dellIndulgenza plenaria. La quale si otteneva, il 2 agosto, pregando a questo altare, per s e per i defunti. Ed era (ed ) un continuo entrare ed uscire dalla chiesa, un salire e scendere i gradini di San Francesco... Pi comodo (anche se pi lontano) era (ed ) andare al Convento, dove - ovviamente - lindulgenza del 2 agosto si poteva (e si pu) anche ottenere.
Laltare della Madonna degli Angeli di San Francesco ha, per noi Castellanesi, un particolare valore affettivo (e ci viene ricordato, da alcuni anni, da unelegante teca). Qui, stando in preghiera, il sacerdote don Giosafat Pinto ebbe linterna ispirazione che Castellana, per lintercessione della Vergine della Vetrana, sarebbe stata liberata dalla peste del 1690-91. (cfr. Guida Cerica, p. 37).
Molto accorsata era (ed ora ritorna ad esserla!) la festa di quartiere di via Madonna degli Angeli nel centro storico, che coinvolgeva met Castellana, ..se non tutta. Io ne ho ricordata una duna cinquantina danni fa sul periodico La Zattera, n 9 dellaprile 2005, parlando di bande e bandisti, i nostri favolosi concerti musicali e i nostri straordinari esecutori di strumenti a fiato.
Agli inizi degli anni 50, o alla fine degli anni 40 (io avevo una ventina danni!) andai anchio a dire unavemmaria alla edicola, che poi mani sacrileghe privarono della tela (bruttina!...) che cera. E, a un certo momento, Cosimo Bagnulo usc sul balcone di casa sua, al n.19, e le note della sua cornetta inondarono la stretta via e tracimarono in via Bovio e via Angiulli, inondando la Piazza e via Caroseno! Furono sentite da Piazza Garibaldi sin gi a Porta Grande. Il paese si rivers a via Madonna degli Angeli e nelle strade vicine. Gli applausi scoppiarono in cielo, ch si poteva applaudire solo con le braccia levate. E alla fine dun acuto di Cosimo, nel rimbombo di un ennesimo scroscio di applausi, si levarono - quasi una risposta, quasi un invito a cominciare un dialogo - le note pi calde e pi morbide della cornetta di Pietro Bagnulo, figlio di Cosimo dai pochi gradini della casa del civico 25. Comaveva raggiunto, Pietrino, quei gradini? La piazzetta era piena come un uovo e solo lacqua della fontana faceva attorno al suo scroscio un cilindretto di vuoto.
Poi cant ancora Cosimo, il padre; e poi ancora il figlio, Pietrino. Una gara di bravura e di amore, un riassunto - forse - delle cose studiate insieme ed insieme definite. O forse no. Forse solo un omaggio alla Madonna, e a quel pubblico ammutolito, che non aveva pagato una lira per uno spettacolo cos tanto esaltante! E, lievi e leggere, le note si diffondevano e si mescolavano ai profumi delicati dei gelati alla vaniglia del caff Nitti, a quelli forti ed acuti dei formaggi del Commesso ed a quelli appetitosi della beccheria dei fratelli Zampinetti.
Ho ricordato leccezionale concerto offerto in via Madonna degli Angeli da Cosimo e Pietro Bagnulo, padre e figlio, cornette di primordine, che l abitavano, per dire del folklore antico.
Poi il paese vecchio cominci a spopolarsi; le feste di quartiere cessarono; mani sacrileghe rubarono la modesta tela, di cui questa rivista ha pubblicato le uniche riproduzioni conosciute: una a colori (n. 22, p.44), una un b/n (n.3, p. 10). Eppure lanno scorso, per interessamento di Vito Della Rosa, castellanese emigrato in Lussemburgo, e di tanti altri generosi castellanesi, primi fra tutti il pittore Tonio Pace e il presidente del Cerica Angelo Totaro, lanno scorso, il 2 settembre, fu collocato il nuovo quadro nella nicchia restaurata e ci fu la solenne inaugurazione, di cui offriamo il documento fotografico. Ci sono, da sinistra: lo storico Donato Mastromarino, il presidente Cerica A. Totaro, larciprete don Vincenzo Vitti, il pittore T. Pace, il dialettologo don Nicola Pellegrino, il sindaco Simone Pinto, l'organizzatore principale Vito Della Rosa, lassessore Domenico Centrone (foto Guglielmi).
Questanno 2005, addirittura!, la festa ritornata con due giornate (6 e 7 agosto) di teatro e danza, di esibizione della banda cittadina, di recita pubblica del santo rosario, di degustazione di prodotti tipici locali!
Il 5 agosto la festa della Madonna della Neve, per commemorare la dedicazione della Basilica di Santa Maria Maggiore, sorta sullEsquilino, dove nevic il 5 agosto miracolosamente. Pochi sanno, ormai, che la chiesa sconsacrata Mater Domini, da cui prende nome lomonima via, altro non che la Sancta Maria ad Nives della Santa Visita del 1738, edita dal prof. Lanera, dove, a p. 48 detto: ... il reverendo capitolo... ogni anno eligge il procuratore... il quale andando limosinando pella terra, dallelemosina ha fabbricata detta chiesa pocanni fa... ed ogni anno fa la festa nel suo giorno (ossia il 5 agosto, precisa in nota il prof. Lanera).
Della Madonna della Neve non rimane quasi pi nulla, essendo stato anche il nome soffocato e coperto, come ho detto, da quello di Mater Domini. Ma, dipinta sul muro, di fronte allingresso, a suo tempo nascosta e.. protetta dalla solenne impalcatura distrutta dellaltar maggiore della chiesuola, ha rivisto la luce una devota immagine di Madonna con Ges Bambino. (foto qui sopra)
A met mese, ormai, per molti, solo ferragosto. Per i cattolici la festa dellAssunzione al Cielo della Vergine. Solo nel 1950, per opera di Pio XII, lAssunzione divent dogma, ma essa era creduta, festeggiata, venerata gi nel IV secolo (SantEpifanio, ca. 350-403). A Castellana, nella piccola chiesa campestre di Santa Maria, gi detta Veterana nel 1200-1300, cera gi lintitolazione Assumpionis Beatae Mariae Virginis. Ed anche quando arrivarono gli Alcantarini e la chiesa era diventata convento, i frati dotarono laltare dellAssunta duna discreta tela dellAssunta di Samuele Tatulli bitontino, datata 1765, ora riposta in sagrestia, alla sinistra del lavabo in marmi e maioliche del 1750.
Nella piet popolare, sentitissima era, nel primo pomeriggio del 15, la devozione delle 100 avemmarie. Il Calendario 2000 di Laudato sie, n. 18, suppl., riporta ad agosto il ritornello che si recitava ad ognuna delle 100 avemmarie. Quel testo quasi completamente simile a quello riportato dal prof. Lanera e da Mesto Giovanni nel pi volte citato Fogli, n.11, pp. 49 e 148. Io poi, sul n. 86, p. 18 de La Zattera (marzo 2004) riportavo la dizione di mia madre, che proveniva da un ceto medio alto; e quella dizione voglio trascrivere anche qui, che di un dialetto italianizzato e italianizzo anche le vocali semimute: Ecco il testo: Vattinne, Diavolo, da chessanima m.// Tu, di chessanima m, none hai che fare.// Oggi fu Assunda in Cielo Mar.// Mi fazzo (faccio) ciendo crosci (croci) i dico ciendo avemmar.Mentre si diceva lultimo verso, ci si segnava e, poi, si recitava lavemaria. E io, ragazzo, capivo che mia madre ripeteva una preghiera antica, e si univa in ispirito ai suoi vecchi, ai suoi nonni, e passava a me una testimonianza, una fede, una cosa che non capivo, ma che avvertivo inconsapevolmente nel profondo del mio cuore.
Infine, a Castellana un tempo, ai 15 di agosto, a sera, cera la pi importante festa di quartiere, alla Madonna della Madia, in via Apulia. Lho gi detto unaltra volta (Laudato sie, n. 22, p. 12), era la pi importante, perch era prossima a Piazza Garibaldi e perch non tutti i Castellanesi andavano alla festa grande di Monopoli, che onora la sua patrona il giorno dellAssunzione. Si riversava (e si riversa) a Monopoli mezza Castellana. Laltra met si riversava a via Apulia, che ora una strada silenziosa e dimessa, prima pullulava di gente e di negozi. E nel giorno della festa si rallegrava di luci e di bandierine; e ledicola della Madonna era un trono di luci e fiori e preghiere. Io lho vissute, quelle feste, perch al n. 23 ha abitato mio nonno De Bellis ( mentre si rifaceva e si rimodernava la sua casa di piazza Garibaldi, chera proprio alle spalle). E l cera un balcone, che dava proprio sul cuore della festa, sul piccolo slargo, di fronte alledicola; e l si stava, noi bambini, a ruzzare e ad invidiare i tanti bambini che scorazzavano in mezzo allo sproscio (=passeggio).
Dopo meno d'una settimana, il 21, era la festa della patrona, la Madonna Consolatrice. stata sempre una festa pi modesta (di molto) della festa dAprile, dedicata alla Madonna della Vetrana, divenuta patrona principale solo il 2001. Dissi unaltra volta (n. 21, p. 11) che le processioni della Consolatrice erano due: una al mattino, sotto larsura di mezzogiorno, e la Madonna era in piedi, laltra alla sera, e la Madonna era seduta in trono, come ormai rimasta da decine di anni. A noi, bambini di 60-70 anni fa, si dava lumanissima, candida spiegazione che la Madonna sera stancata dellassolata processione del mattino... Per spiegare il fatto - scrive il prof. Lanera in Fogli n. 11, p. 145 - ai posteri ignari... ci era possibile, perch la nostra immagine processionale era (ed ) di quelle a manichino: col capo, le mani e i piedi debitamente scolpiti e dipinti, e il resto del corpo rivestito di propri panni, spesso splendidi per la preziosit dei ricami e per la sontuosit delle stoffe.
Il 22 agosto ancora festa mariana (B.V. Maria Regina, Cuore Immacolato di Maria, secondo i pi diffusi calendari) e a Castellana ,era la seconda giornata della Consolatrice.
Il 28, alcuni calendari riportano la festa della Madonna della Consolazione: E a Torino, dallXI secolo si venerava la Consolata; come dire, ancora, la Consolatrice. Ma il 28 agosto anche SantAgostino; e, il 27, Santa Monica, mamma di SantAgostino, la quale aveva ricevuto, riconoscimento di devozione e di grazie dalla Madonna, una cintura della sua veste. Nacque cos la Confraternita della Cintura, che ebbe il primo riconoscimento ufficiale da Eugenio IV nellagosto del 1439. Nel 1576 Gregorio XIII linsign del titolo di Arciconfraternita. Intanto la diffusione delle aggregazioni alla Cintura, chera stata inizialmente prerogativa dellOrdine Eremitano di SantAgostino pass presso altri pi noti ordini religiosi.
A Castellana, quasi certamente, la devozione della Madonna della Cintura (e si diceva anche della Cintura di santa Monica) fu prerogativa dei frati di San Francesco di Paola, o Paolotti, o Minimi, che abitarono il loro convento gi a Porta Grande, sino al 1806. Nella chiesa di gi a Porta Grande, che ha mutato il nome in San Giuseppe, perch vi si fond una confraternita con tale nome, la devozione della Cintura rimasta viva sino a una trentina danni fa. Ma, negli ultimi tempi, i Cinturati erano quasi tutti di altri paesi e venivano a Castellana in pellegrinaggi abbastanza numerosi. Figurarsi che, ancora nel 1950, presso la famosa Tipografia Levante, si editava un volumetto in 32, dal titolo Pio Manuale ecc., di 104 pagine, con una illustrazione che riproduce una bella famosa figurina ed altre interessantissime curiosit. Qui abbiamo riprodotto il frontespizio del libretto, che doniamo alla Biblioteca del convento per memore ricordo.
Le nuove iscrizioni, le indulgenze speciali, i pellegrinaggi della Madonna della Cintura si tenevano specialmente nellultima domenica di agosto. Ma, come se non bastassero le ricorrenze mariane agostane, a Castellana, per un notevole periodo danni, nellultima domenica dagosto si festeggiava anche la Madonna del Pozzo, che aveva tanti devoti, ma - la pi parte - si univano in comitiva nelle vicina Capurso. Ma lasciamo parlare il nostro informatore-contadino-scrittore, pubblicando anche con gli errori di ortografia e lardita grammatica e sintassi, il suo testo dal tanto citato Fogli per Castellana, n. 11, pp, 87-89.
La Confraternita dellImmacolata - scrive Mesto Giovanni Mastromarino - per dippi onorava la Madonna del Pozzo (di cui se ne conserva ancora limmaggine che fatta di legno e sta in sagrestia) con la novena e con lussuoso festeggiamento esterno lultima domenica di Agosto. Per dippi in questo giorno per dare maggiore onore alla Madonna al termine dellultima Messa che veniva celebrata - che poi era messa cantata con i Ministri - che finiva verso le ore undici facevasi il sorteggio di maritaggio, cos denominavasi (per maritaggio intendevasi una piccola dote di panni - biancheria - che davasi in dono a ragazze povere da maritarsi).
Cos una volta sfollata la Chiesa, la Presidenza di detto culto prontava su un tavolo questi doni di biancheria (che poi non erano pi di quattro, ne dipendeva dalle disponibilit che la Confraternita trovavasi) e faceva tirare a sorte chi di loro queste ragazze pigliare il maritaggio. Nel tardo pomeriggio vicino sera facevasi la processione. Limmaggine in questa occasione, sia pure i portatori che la portavano a spalla erano otto di numero, dovevano essere giovani robbusti e forti, perch a parte il peso dellImmaggine che di legno, era il peso di un formato che chiamavano il carro, sorretto da otto colonne, di legno puranche queste, che ornato di fiori e di lampade cilindriche di vetro a vari colori alimentate ad olio, che cadevano pensoloni ch nelloscuro della sera, era incandevole vedere.
Il prof. Lanera, commentando il testo del Mastromarino, in nota (n.47, pag. 148) aggiunge: tradizione che tale immagine lignea (della Madonna del Pozzo), che risale circa al 1840, sia stata ricavata da un grosso tronco di quercia della foresta di Andria. Le colonne di legno (erano) le medesime impiegate nel tosello che si faceva per i Santi Medici Cosma e Damiano; erano ben salde, giacch. come ci ha raccondato lAutore, servivano pure per montare il pergamo da cui nelle solennit predicavano al popolo i sacri oratori. E tra questi, si sa bene, che ve nera di assai corpulenti, e che si dimenavano parecchio...
Chiudiamo la lunga citazione Mastromarino-Lanera (...ma quante altre cose interessanti sono dette da tutte due a riguardo di queste feste alla Madonna del Pozzo, castellanesi!) con un ultimo accorato brano di Mesto Giovanni: Lultimo festeggiamento alla Madonna del Pozzo fu fatto il 1901, e lo fece mio Padre. Da questa data ne rimase solo, fino alla reggenza della Confraternita, la devozione di onorarla con la novena. Quando il nostro simpatico Autore scrive fino alla reggenza della Confraternita, intende dire finch si resse, si mantenne, esistette la Confraternita. In realt, negli anni 1920-1930, ci furono grandi contrasti tra diverse confraternite e le autorit ecclesiastiche; la confraternita dellImmacolata ebbe un periodo di oscuramento, ma si... resse. La resse proprio lui, mesto Giovanni, con la sua fede profonda, con la sua appassionata affezione alla confraternita sua e di suo padre.
Il mese di agosto si chiudeva (e chiudiamo anche noi questa 3 parte, rimandando ai prossimi numeri) con linizio della novena alla Madonna del Caroseno. La festa, antichissima e solennissima, ricorreva l8 settembre; la novena - perci - cominciava il 29 agosto, a sera.

Pietro Piepoli                                     

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