PANORAMA DI NOTIZIE DALLA TERRA SANTA
A cura del Commissariato di Terra Santa di Puglia e Molise
Convento Madonna della Vetrana - 70013 Castellana Grotte (BA)

 
Maggio 2004                                                                         n.7 

 

 

1.- Padre Pierbattista Pizzaballa- nuovo Custode di Terra Santa

            La Custodia di Terra Santa Ź una delle tante entitą giuridiche dell'Ordine dei Frati Minori, chiamate "Province". sparse un pė in tutto il mondo. Geograficamente si estende alle regioni, che gravitano attorno al bacino sud-orientale dei Mediterraneo: lo Stato di Israele, i cosiddetti '7erritori occupati", la Giordania, la Siria, il Libano, Cipro e Rodi.

            Essa, per la sua storia e per lo speciale servizio reso alla cristianitą (quello di custodire la maggior parte dei Santuari in Terra Santa), gode di uno statuto speciale ed Ź chiamata 1a “perla” delle missioni francescane. Vi operano circa 330 religiosi, provenienti da oltre 30 paesi del mondo.

            Questo, in breve, il campo di azione della Custodia di Terra Santa: 74 Santuari, tra grandi e piccoli; 22 parrocchie; 16 scuole e collegi con circa 10.000 alunni; 4 case per malati, orfani e anziani; 3 istituti accademici; 3 centri ecumenici; 5 “Case Nove” per l'accoglienza dei pellegrini; 1 casa editrice.

            Il 15 maggio 2004 l'Osservatore Romano ha reso noto il nominativo dei nuovo Custode di Terra Santa. E' Padre PIERBATTISTA PIZZABALLA, chiamato a questo importantissimo incarico dal Definitorio Generale dell'Ordine dei Frati Minori, su indicazione dei Frati della Custodia, ed approvato dalla Santa Sede (Congregazione per le Chiese Orientali) a norma degli Statuti che regolano la vita di questa Entitą dell'Ordine dei Frati Minori. Succede a Padre Giovanni Battistelli e resterą in carica sei anni.

            Padre Pierbattista, appartenente alla Provincia di "Cristo Re" dei Frati Minori dell'Emilia Romagna, Ź nato a Cologno al Serio (Bergamo) il 21 aprile 1965. A otto anni i genitori lo inviano presso la casa "Il Santo Volto" di Miramare di Rimini ed Ź in quella realtą che conosce i frati del Convento delle Grazie di Rimini, coi quali familiarizza. Nel 1976 P. Pierbattista entra nel Seminario delle Grazie di Rimini dove frequenta le Medie ed il Ginnasio. Nel 1981 Ź trasferito al convento di Santo Spirito di Ferrara dove termina il Liceo Classico.

            Dopo l'anno di Noviziato (1984-1985), trascorso alla Verna, P. Pierbattista passa a Bologna (1985-89) per il Corso Istituzionale presso lo Studio Teologico "S. Antonio". Nell'ottobre dei 1989 emette la professione perpetua e nel settembre dei 1990 Ź consacrato presbitero dal card. Giacomo Biffi nella cattedrale di S. Pietro di Bologna.

            Nel 1990 i superiori lo inviano a Gerusalemme, dove P. Pierbattista compie gli studi di specializzazione ottenendo la Licenza in Teologia Bib!ica presso lo Studio della Flagellazione. All'Universitą ebraica dei Monte Scopus in Gerusalemme, che frequenta per otto anni, consegue il Master e si accinge a presentare la tesi di Dottorato.

            Dal maggio dei 2001 Padre Pierbattista Ź responsabile della comunitą cattolica di espressione ebraica di Gerusalemme.

 

2.- Betlemme: la ‘Porta della Pace”

            Il 21 dicembre 2003, a Betlemme, l’Arcivescovo di Verona Mons. Flavio Roberto Carraro ha benedetto la “Porta della Pace”, alla presenza di Mons. Sambi, Nunzio Apostolico in Israele e Delegato Apostolico per la Palestina, del Rev.mo Padre Custode di Terra Santa e del Sindaco di Betlemme.

            Erano presenti alcuni pellegrini di Verona e fedeli di Betlemme, oltre alla comunitą francescana. Al termine della cerimonia Mons. Carraro ha consegnato le chiavi della porta al Padre Custode di Terra Santa. La porta Ź in bronzo, dono della Diocesi di Verona. Rappresenta al centro una stella dorata, dove Ź raffigurata la Nativitą. In alto l’annuncio ai pastori e in basso il Santo Padre Giovanni Paolo II in pellegrinaggio a Betlemme, nell’anno 2000, e san Francesco.

            La Porta si trova a destra, in fondo al chiostro di S. Girolamo e immette nella Basilica della Nativitą e nella Chiesa francescana di S. Caterina.

            Il 24 dicembre, al termine del Solenne Pontificale presieduto dal Patriarca Latino di Gerusalemme, Mons. Michel Sabbah, il Rev.mo Ministro Generale dei Frati Minori ha letto un messaggio per spiegare il significato della Porta e lo scopo della sua presenza a Betlemme, e poi ha aperto ufficialmente la stessa porta, affinché vi passasse il Patriarca di Gerusalemme, che portava processionalmente il Bambino GesĚ alla Grotta della Nativitą, seguito da numerosi concelebranti e chierici.

            La Porta della Pace era stata benedetta precedentemente dal Santo Padre in Piazza San Pietro nel marzo dei 2000 e, prima di essere trasferita a Betlemme, era stata esposta in alcune grandi cittą, tra cui New York.

 

3.- Giurano sul Vangelo

            Ysrael Weis, rabbino e “Generale Capo” di brigata, ha dichiarato che ogni anno aumentano sempre piĚ i soldati israeliani che giurano fedeltą all’esercito sul Vangelo. Ha distribuito 700 copie dei Nuovo Testamento ai soldati che lo chiedevano.

            Secondo il rabbino Weis ci sono attualmente 6.700 soldati non giudei nell’esercito israeliano.

 

4.- Israele: immigrati ebrei di fede cristiana e loro conversione al giudaismo

            Uno dei problemi, che deve risolvere li governo di Israele, Ź quello degli immigrati che provengono dai Paesi dell’ex-URSS e che rivendicano il loro diritto alla “giudaicitą”. Sono in numero di 250.000 e in maggioranza cristiani.

            Il titolare dell’Agenzia ebraica, S. Meridor, accusa i rabbini ortodossi di avere un atteggiamento contrario agli interessi della nazione, in quanto frapporrebbero delle difficoltą alla conversione di questi immigrati al giudaismo. Egli propone che sia l’Agenzia ebraica ad organizzare dei corsi intensivi di giudaismo.

 

5- Gerusalemme: incontri ecumenici allo “Studium Biblicum Franciscanum” della Flagellazione

            I Francescani dello “Studio Biblico” della Flagellazione organizzano, quasi ogni anno, degli incontri di ecumenismo e di dialogo interreligioso. Oltre alla Chiesa Greco-Ortodossa, vi sono invitate tutte le Chiese Orientali, sia Ortodosse che Cattoliche, e le Chiese Protestanti.

            Da questi incontri si sprigiona uno spirito di apertura e di ascolto che serve a far avanzate il cammino verso la piena unitą di tutti i credenti in Cristo.

 

6.- Visita dei Ministro Generale dei Frati Minori alla Custodia di Terra Santa

            Il neo-eletto Ministro Generale dei Frati Minori, Rev.mo Padre JosŹ Rodriguez Carballo, accompagnato dal Definitore Generale per l’Africa e il Medio Oriente, ha reso visita alla Custodia di Terra Santa, a lui particolarmente cara, avendovi trascorso alcuni anni come studente.

            Il 27 ottobre scorso Ź stato accolto alla Porta di Giaffa dal Rev.mo Padre Giovanni Battistelli, Custode di Terra Santa, da numerosi confratelli francescani e da rappresentanti della Chiesa e delle autoritą civili. Il Patriarca Latino di Gerusalemme era rappresentato da S.E. Mons. Kamal Battish, Vicario Generale, e dal Cancelliere.

            Subito dopo il Ministro Generale ha fatto l’ingresso solenne nella Basilica del Santo Sepolcro ed ivi ha presieduto la processione. Il giorno seguente ha reso visita ai Patriarchi di Gerusalemme e al Nunzio Apostolico, accompagnato dal Padre Custode di Terra Santa e dai Discreti. Si Ź incontrato anche con i Francescani di Gerusalemme e dintorni e poi ha avuto un altro incontro a Nazareth con i frati della Galilea. Durante il suo soggiorno ha reso visita ai Presidenti Moshe Katsav, a Gerusalemme, e Yasser Arafat, a Ramallah.

 

7.- Negli ultimi dieci anni Gerusalemme ha perso 67.000 abitanti

            Circa 164.400 persone se ne sono andate da Gerusalemme nell’ultimo decennio, mentre soltanto 97.300 vi si sono trasferite, secondo i dati pubblicati nell’ultima edizione dei “Libro dell’anno statistico” di Gerusalemme.

            Si suppone che buona parte di coloro che hanno lasciato la Cittą Santa siano degli ebrei “non osservanti” e che, per contro, buona parte dei nuovi arrivati siano degli ebrei “osservanti”.

            Nel 2002 gli ebrei costituivano il 67% dei 680.400 abitanti di Gerusalemme e gli arabi il 33%. Questo rappresenta un ulteriore calo della popolazione ebraica della cittą rispetto alla componente araba.

            Inoltre la popolazione araba Ź molto piĚ giovane di quella ebraica: mentre coloro che hanno 14 anni (o sono piĚ giovani) costituiscono il 31% della popolazione ebraica della cittą, gli arabi che sono in questa fascia di etą costituiscono il 42%. Ciė Ź dovuto soprattutto alla piĚ alta natalitą degli arabi: una percentuale di 4,12 figli per donna rispetto ai 3,78 per donna ebrea. Tuttavia il tasso di crescita della popolazione araba Ź in leggera flessione: la popolazione ebraica Ź aumentata numericamente di circa l’l% all’anno negli ultimi 4 anni, mentre il tasso di crescita della popolazione araba Ź sceso dal 4% dei 1999 al 3% nel 2002.

 

8.- E’ a Gerusalemme l’8° Conservatorio Veneto

            Il 22 luglio 2003 l’Istituto “Magnificat” di Gerusalemme, la scuola di Musica della Custodia Francescana di Terra Santa, Ź diventato l’ottavo Conservatorio della Regione Veneto. In quel giorno, infatti, Ź stata firmata la convenzione tra il Conservatorio di Musica “A. Pedrollo” dď Vicenza e il “Magnificat” per una collaborazione nei settori della didattica e della formazione musicale.

            La collaborazione consiste nello scambio bilaterale di materiale scolastico, nell’organizzazione di lezioni e corsi integrativi per i 180 allievi dei “Magnificat”, nella partecipazione comune a iniziative prese dalle due scuole: concerti, concorsi, convegni.

            La collaborazione arriverą al punto di offrire agli allievi del Magnificat sostenere esami finali a Vicenza, per l’acquisizione di regolari titoli accademici.

 

9.- Il “Padre nostro” in 139 lingue

            Secondo un’antica tradizione GesĚ avrebbe insegnato ai discepoli la preghiera dei “Padre nostro” in una grotta situata sul Monte degli Ulivi. Sul luogo sorge attualmente una chiesa, eretta nel 1872, il cui cortile e portico sono costellati da grandi pannelli in ceramica che riportano la preghiera di GesĚ nelle diverse lingue. Quando la chiesa fu costruita i pannelli erano 32; oggi sono 139. Sono compresi anche alcuni dialetti: manca il pugliese.

            Questo luogo Ź una tappa praticamente obbligata di ogni pellegrinaggio in Terra Santa. Si va a cercare la propria lingua. Ci sono anche l’arabo e l’ebraico, che si trovano nel portico della chiesa, a pochi centimetri l’uno dall’altro. Tra le due lingue, simbolo dell’attuale conflitto israeliano-palestinese, c’Ź solo la versione in armeno, idioma di un’altra comunitą che ha molto sofferto ed ha mantenuto un legame particolare con Gerusalemme.

            Quanto all’italiano, va notato che la collocazione del pannello risale a ben prima dei Concilio Vaticano II: ciė spiega la presenza di alcune piccole differenze della sua versione dal latino rispetto a quella con la quale preghiamo noi oggi.

 

10- Si incitano i musulmani contro i cristiani

            Il nuovo manuale di cultura islamica per gli alunni delle scuote primarie dipendenti dal Ministero dell’Istruzione, sotto l’Autoritą Nazionale Palestinese, incita alla “guerra santa” e considera i missionari cristiani come strumenti delle forze di invasione.

            In uno dei libri si legge che i missionari sono una delle istituzioni occidentali al servizio della invasione intellettuale del mondo musulmano. Hanno scopo di costringere i musulmani ad abbandonare l’Islam, debilitando questa religione e obbligando i suoi fedeli ad adottare la fede cristiana.

 

11.- Conferenza dei Vescovi delle Regioni Arabe

            La Conferenza dei Vescovi delle Regioni Arabe (CLRA) sď Ź riunita recentemente al Cairo per trattare della situazione religiosa dei cristiani di cultura araba.

            Il Vicariato Apostolico dell’Arabia Saudita conta 1.300.000 cristiani. Solo in Arabia Saudita vivono 700.000 cattolici, generalmente filippini, e praticanti.

            In Libano la situazione dei cristiani peggiora di anno in anno.

            In Somalia continua l’anarchia.

            In Egitto i copti ortodossi continuano a non riconoscere la validitą del battesimo amministrato dalla Chiesa Cattolica.

            I cristiani della Galilea (Israele) soffrono di una crisi di identitą: sono cristiani di origine palestinese e nel medesimo tempo cittadini israeliani.

            La Giordania gode di stabilitą politica che infonde sentimenti di pace.

 

12- L’Islam guarda a Maria come a un modello per tutti i credenti

            Maria occupa un grande posto anche nell’Islam.

            Dio Ź il solo punto di riferimento per il credente musulmano, ma accanto a Lui ci sono coloro che riflettono la sua santitą. Maria Ź una di loro.

            Maria Ź la sola donna, il cui nome Ź menzionato dal Corano, e per ben 34 volte, per via della sua fede assoluta e della sua perfetta sottomissione alla volontą di Dio.

            Il Concilio Vaticano II si Ź accorto dell’atteggiamento dei musulmani nei riguardi Maria. Nella dichiarazione Nostra aetate si legge: “... essi onorano la sua Madre Vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione”.

            L’affetto e la devozione dei Musulmani per Maria si manifestano nei pellegrinaggi che essi compiono ai santuari mariani, in particolare a Fatima, e nel fatto che molte donne musulmane portano il nome di Maria.

            Secondo il Corano, un angelo, per ordine di Dio, annunciė a Maria che avrebbe dato alla luce un figlio senza macchia di peccato. Partorď all’ombra di una palma che la nutrď miracolosamente. Rimase vergine anche dopo il parto e Dio infuse il suo Spirito in lei, facendo di lei e di suo figlio un segno per tutte le creature.

            Nel Corano Ź detto espressamente che Maria Ź una santa, e che Ź tale perché fu scelta e resa pura da Dio tra tutte le donne della terra.

            Nel Corano Maria ha una ben definita funzione cristologica, sottolineata dal fatto che GesĚ Ź preferibilmente chiamato il “figlio di Maria”. Tuttavia le nozioni biografiche e spirituali del Corano su Maria differiscono in molti punti da quelle della fede cristiana. La mariologia mariana musulmana Ź irrimediabilmente condizionata dall’esplicita negazione della divinitą di GesĚ.

            Sulla figura di Maria ci sono, dunque, punti di convergenza e di divergenza tra il Cristianesimo e l’Islam. Non va minimizzato, in ogni caso, il fatto che la tradizione musulmana propone Maria come un modello per il credente dell’Islam.