

[1.1] Inizio del vangelo di Gesù Cristo, Figlio di Dio. [1.2] Come è scritto nel profeta Isaia: Ecco, io mando il mio messaggero davanti a te, ti preparerà la strada. [1.3] Voce di uno che grida nel deserto:preparate la strada del Signore, raddrizzate i suoi sentieri, [1.4] si presentò Giovanni a battezzare nel deserto, predicando un battesimo di conversione per il perdono dei peccati. [1.5] Accorreva a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati. [1.6] Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, si cibava di locuste e miele selvatico [1.7] e predicava: «Dopo di me viene uno che è più forte di me e al quale io non son degno di chinarmi per sciogliere i legacci dei suoi sandali. [1.8] Io vi ho battezzati con acqua, ma egli vi battezzerà con lo Spirito Santo».[1.9] In quei giorni Gesù venne da Nazaret di Galilea e fu battezzato nel Giordano da Giovanni. [1.10] E, uscendo dall'acqua, vide aprirsi i cieli e lo Spirito discendere su di lui come una colomba. [1.11] E si sentì una voce dal cielo: «Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto». [1.12] Subito dopo lo Spirito lo sospinse nel deserto [1.13] e vi rimase quaranta giorni, tentato da satana; stava con le fiere e gli angeli lo servivano.[1.14] Dopo che Giovanni fu arrestato, Gesù si recò nella Galilea predicando il vangelo di Dio e diceva: [1.15] «Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete al vangelo». [1.16] Passando lungo il mare della Galilea, vide Simone e Andrea, fratello di Simone, mentre gettavano le reti in mare; erano infatti pescatori. [1.17] Gesù disse loro: «Seguitemi, vi farò diventare pescatori di uomini». [1.18] E subito, lasciate le reti, lo seguirono. [1.19] Andando un poco oltre, vide sulla barca anche Giacomo di Zebedèo e Giovanni suo fratello mentre riassettavano le reti. [1.20] Li chiamò. Ed essi, lasciato il loro padre Zebedèo sulla barca con i garzoni, lo seguirono. [1.21] Andarono a Cafarnao e, entrato proprio di sabato nella sinagoga, Gesù si mise ad insegnare. [1.22] Ed erano stupiti del suo insegnamento, perché insegnava loro come uno che ha autorità e non come gli scribi. [1.23] Allora un uomo che era nella sinagoga, posseduto da uno spirito immondo, si mise a gridare: [1.24] «Che c'entri con noi, Gesù Nazareno? Sei venuto a rovinarci! Io so chi tu sei: il santo di Dio». [1.25] E Gesù lo sgridò: «Taci! Esci da quell'uomo». [1.26] E lo spirito immondo, straziandolo e gridando forte, uscì da lui. [1.27] Tutti furono presi da timore, tanto che si chiedevano a vicenda: «Che è mai questo? Una dottrina nuova insegnata con autorità. Comanda persino agli spiriti immondi e gli obbediscono!». [1.28] La sua fama si diffuse subito dovunque nei dintorni della Galilea.
[1.29] E, usciti dalla sinagoga, si recarono subito in casa di Simone e di Andrea, in compagnia di Giacomo e di Giovanni. [1.30] La suocera di Simone era a letto con la febbre e subito gli parlarono di lei. [1.31] Egli, accostatosi, la sollevò prendendola per mano; la febbre la lasciò ed essa si mise a servirli.
[1.32] Venuta la sera, dopo il tramonto del sole, gli portavano tutti i malati e gli indemoniati. [1.33] Tutta la città era riunita davanti alla porta. [1.34] Guarì molti che erano afflitti da varie malattie e scacciò molti demòni; ma non permetteva ai demòni di parlare, perché lo conoscevano.
[1.35] Al mattino si alzò quando ancora era buio e, uscito di casa, si ritirò in un luogo deserto e là pregava. [1.36] Ma Simone e quelli che erano con lui si misero sulle sue tracce [1.37] e, trovatolo, gli dissero: «Tutti ti cercano!». [1.38] Egli disse loro: «Andiamocene altrove per i villaggi vicini, perché io predichi anche là; per questo infatti sono venuto!». [1.39] E andò per tutta la Galilea, predicando nelle loro sinagoghe e scacciando i demòni.
[1.40] Allora venne a lui un lebbroso: lo supplicava in ginocchio e gli diceva: «Se vuoi, puoi guarirmi!». [1.41] Mosso a compassione, stese la mano, lo toccò e gli disse: «Lo voglio, guarisci!». [1.42] Subito la lebbra scomparve ed egli guarì. [1.43] E, ammonendolo severamente, lo rimandò e gli disse: [1.44] «Guarda di non dir niente a nessuno, ma và, presentati al sacerdote, e offri per la tua purificazione quello che Mosè ha ordinato, a testimonianza per loro». [1.45] Ma quegli, allontanatosi, cominciò a proclamare e a divulgare il fatto, al punto che Gesù non poteva più entrare pubblicamente in una città, ma se ne stava fuori, in luoghi deserti, e venivano a lui da ogni parte.
[2.1] Ed entrò di nuovo a Cafarnao dopo alcuni giorni. Si seppe che era in casa [2.2] e si radunarono tante persone, da non esserci più posto neanche davanti alla porta, ed egli annunziava loro la parola. [2.3] Si recarono da lui con un paralitico portato da quattro persone. [2.4] Non potendo però portarglielo innanzi, a causa della folla, scoperchiarono il tetto nel punto dov'egli si trovava e, fatta un'apertura, calarono il lettuccio su cui giaceva il paralitico. [2.5] Gesù, vista la loro fede, disse al paralitico: «Figliolo, ti sono rimessi i tuoi peccati».
[2.6] Seduti là erano alcuni scribi che pensavano in cuor loro: [2.7] «Perché costui parla così? Bestemmia! Chi può rimettere i peccati se non Dio solo?». [2.8] Ma Gesù, avendo subito conosciuto nel suo spirito che così pensavano tra sé, disse loro: «Perché pensate così nei vostri cuori? [2.9] Che cosa è più facile: dire al paralitico: Ti sono rimessi i peccati, o dire: Alzati, prendi il tuo lettuccio e cammina? [2.10] Ora, perché sappiate che il Figlio dell'uomo ha il potere sulla terra di rimettere i peccati, [2.11] ti ordino -- disse al paralitico -- alzati, prendi il tuo lettuccio e và a casa tua». [2.12] Quegli si alzò, prese il suo lettuccio e se ne andò in presenza di tutti e tutti si meravigliarono e lodavano Dio dicendo: «Non abbiamo mai visto nulla di simile!».
[2.13] Uscì di nuovo lungo il mare; tutta la folla veniva a lui ed egli li ammaestrava. [2.14] Nel passare, vide Levi, il figlio di Alfeo, seduto al banco delle imposte, e gli disse: «Seguimi». Egli, alzatosi, lo seguì.
[2.15] Mentre Gesù stava a mensa in casa di lui, molti pubblicani e peccatori si misero a mensa insieme con Gesù e i suoi discepoli; erano molti infatti quelli che lo seguivano. [2.16] Allora gli scribi della setta dei farisei, vedendolo mangiare con i peccatori e i pubblicani, dicevano ai suoi discepoli: «Come mai egli mangia e beve in compagnia dei pubblicani e dei peccatori?». [2.17] Avendo udito questo, Gesù disse loro: «Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati; non sono venuto per chiamare i giusti, ma i peccatori».
[2.18] Ora i discepoli di Giovanni e i farisei stavano facendo un digiuno. Si recarono allora da Gesù e gli dissero: «Perché i discepoli di Giovanni e i discepoli dei farisei digiunano, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». [2.19] Gesù disse loro: «Possono forse digiunare gli invitati a nozze quando lo sposo è con loro? Finché hanno lo sposo con loro, non possono digiunare. [2.20] Ma verranno i giorni in cui sarà loro tolto lo sposo e allora digiuneranno. [2.21] Nessuno cuce una toppa di panno grezzo su un vestito vecchio; altrimenti il rattoppo nuovo squarcia il vecchio e si forma uno strappo peggiore. [2.22] E nessuno versa vino nuovo in otri vecchi, altrimenti il vino spaccherà gli otri e si perdono vino e otri, ma vino nuovo in otri nuovi». [2.23] In giorno di sabato Gesù passava per i campi di grano, e i discepoli, camminando, cominciarono a strappare le spighe. [2.24] I farisei gli dissero: «Vedi, perché essi fanno di sabato quel che non è permesso?». [2.25] Ma egli rispose loro: «Non avete mai letto che cosa fece Davide quando si trovò nel bisogno ed ebbe fame, lui e i suoi compagni? [2.26] Come entrò nella casa di Dio, sotto il sommo sacerdote Abiatàr, e mangiò i pani dell'offerta, che soltanto ai sacerdoti è lecito mangiare, e ne diede anche ai suoi compagni?». [2.27] E diceva loro: «Il sabato è stato fatto per l'uomo e non l'uomo per il sabato! [2.28] Perciò il Figlio dell'uomo è signore anche del sabato».
[3.1] Entrò di nuovo nella sinagoga. C'era un uomo che aveva una mano inaridita, [3.2] e lo osservavano per vedere se lo guariva in giorno di sabato per poi accusarlo. [3.3] Egli disse all'uomo che aveva la mano inaridita: «Mettiti nel mezzo!». [3.4] Poi domandò loro: «E' lecito in giorno di sabato fare il bene o il male, salvare una vita o toglierla?». [3.5] Ma essi tacevano. E guardandoli tutt'intorno con indignazione, rattristato per la durezza dei loro cuori, disse a quell'uomo: «Stendi la mano!». La stese e la sua mano fu risanata. [3.6] E i farisei uscirono subito con gli erodiani e tennero consiglio contro di lui per farlo morire.
[3.7] Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea. [3.8] Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall'Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. [3.9] Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. [3.10] Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. [3.11] Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». [3.12] Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero.
[3.13] Salì poi sul monte, chiamò a sé quelli che egli volle ed essi andarono da lui. [3.14] Ne costituì Dodici che stessero con lui [3.15] e anche per mandarli a predicare e perché avessero il potere di scacciare i demòni. [3.16] Costituì dunque i Dodici: Simone, al quale impose il nome di Pietro; [3.17] poi Giacomo di Zebedèo e Giovanni fratello di Giacomo, ai quali diede il nome di Boanèrghes, cioè figli del tuono; [3.18] e Andrea, Filippo, Bartolomeo, Matteo, Tommaso, Giacomo di Alfeo, Taddeo, Simone il Cananèo [3.19] e Giuda Iscariota, quello che poi lo tradì.
[3.20] Entrò in una casa e si radunò di nuovo attorno a lui molta folla, al punto che non potevano neppure prendere cibo. [3.21] Allora i suoi, sentito questo, uscirono per andare a prenderlo; poiché dicevano: «E' fuori di sé».
[3.22] Ma gli scribi, che erano discesi da Gerusalemme, dicevano: «Costui è posseduto da Beelzebùl e scaccia i demòni per mezzo del principe dei demòni». [3.23] Ma egli, chiamatili, diceva loro in parabole: «Come può satana scacciare satana? [3.24] Se un regno è diviso in se stesso, quel regno non può reggersi; [3.25] se una casa è divisa in se stessa, quella casa non può reggersi. [3.26] Alla stessa maniera, se satana si ribella contro se stesso ed è diviso, non può resistere, ma sta per finire. [3.27] Nessuno può entrare nella casa di un uomo forte e rapire le sue cose se prima non avrà legato l'uomo forte; allora ne saccheggerà la casa. [3.28] In verità vi dico: tutti i peccati saranno perdonati ai figli degli uomini e anche tutte le bestemmie che diranno; [3.29] ma chi avrà bestemmiato contro lo Spirito santo, non avrà perdono in eterno: sarà reo di colpa eterna». [3.30] Poiché dicevano: «E' posseduto da uno spirito immondo».
[3.31] Giunsero sua madre e i suoi fratelli e, stando fuori, lo mandarono a chiamare. [3.32] Tutto attorno era seduta la folla e gli dissero: «Ecco tua madre, i tuoi fratelli e le tue sorelle sono fuori e ti cercano». [3.33] Ma egli rispose loro: «Chi è mia madre e chi sono i miei fratelli?». [3.34] Girando lo sguardo su quelli che gli stavano seduti attorno, disse: «Ecco mia madre e i miei fratelli! [3.35] Chi compie la volontà di Dio, costui è mio fratello, sorella e madre».
[4.1] Di nuovo si mise a insegnare lungo il mare. E si riunì attorno a lui una folla enorme, tanto che egli salì su una barca e là restò seduto, stando in mare, mentre la folla era a terra lungo la riva. [4.2] Insegnava loro molte cose in parabole e diceva loro nel suo insegnamento: [4.3] «Ascoltate. Ecco, uscì il seminatore a seminare. [4.4] Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada e vennero gli uccelli e la divorarono. [4.5] Un'altra cadde fra i sassi, dove non c'era molta terra, e subito spuntò perché non c'era un terreno profondo; [4.6] ma quando si levò il sole, restò bruciata e, non avendo radice, si seccò. [4.7] Un'altra cadde tra le spine; le spine crebbero, la soffocarono e non diede frutto. [4.8] E un'altra cadde sulla terra buona, diede frutto che venne su e crebbe, e rese ora il trenta, ora il sessanta e ora il cento per uno». [4.9] E diceva: «Chi ha orecchi per intendere intenda!».
[4.10] Quando poi fu solo, i suoi insieme ai Dodici lo interrogavano sulle parabole. Ed egli disse loro: [4.11] «A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio; a quelli di fuori invece tutto viene esposto in parabole, [4.12] perché: guardino, ma non vedano, ascoltino, ma non intendano, perché non si convertano e venga loro perdonato».
[4.13] Continuò dicendo loro: «Se non comprendete questa parabola, come potrete capire tutte le altre parabole? [4.14] Il seminatore semina la parola. [4.15] Quelli lungo la strada sono coloro nei quali viene seminata la parola; ma quando l'ascoltano, subito viene satana, e porta via la parola seminata in loro. [4.16] Similmente quelli che ricevono il seme sulle pietre sono coloro che, quando ascoltano la parola, subito l'accolgono con gioia, [4.17] ma non hanno radice in se stessi, sono incostanti e quindi, al sopraggiungere di qualche tribolazione o persecuzione a causa della parola, subito si abbattono. [4.18] Altri sono quelli che ricevono il seme tra le spine: sono coloro che hanno ascoltato la parola, [4.19] ma sopraggiungono le preoccupazioni del mondo e l'inganno della ricchezza e tutte le altre bramosie, soffocano la parola e questa rimane senza frutto. [4.20] Quelli poi che ricevono il seme su un terreno buono, sono coloro che ascoltano la parola, l'accolgono e portano frutto nella misura chi del trenta, chi del sessanta, chi del cento per uno».
[4.21] Diceva loro: «Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? [4.22] Non c'è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. [4.23] Se uno ha orecchi per intendere, intenda!».
[4.24] Diceva loro: «Fate attenzione a quello che udite: Con la stessa misura con la quale misurate, sarete misurati anche voi; anzi vi sarà dato di più. [4.25] Poiché a chi ha, sarà dato e a chi non ha, sarà tolto anche quello che ha».
[4.26] Diceva: «Il regno di Dio è come un uomo che getta il seme nella terra; [4.27] dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce; come, egli stesso non lo sa. [4.28] Poiché la terra produce spontaneamente, prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga. [4.29] Quando il frutto è pronto, subito si mette mano alla falce, perché è venuta la mietitura».
[4.30] Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? [4.31] Esso è come un granellino di senapa che, quando viene seminato per terra, è il più piccolo di tutti semi che sono sulla terra; [4.32] ma appena seminato cresce e diviene più grande di tutti gli ortaggi e fa rami tanto grandi che gli uccelli del cielo possono ripararsi alla sua ombra».
[4.33] Con molte parabole di questo genere annunziava loro la parola secondo quello che potevano intendere. [4.34] Senza parabole non parlava loro; ma in privato, ai suoi discepoli, spiegava ogni cosa.
[4.35] In quel medesimo giorno, verso sera, disse loro: «Passiamo all'altra riva». [4.36] E lasciata la folla, lo presero con sé, così com'era, nella barca. C'erano anche altre barche con lui. [4.37] Nel frattempo si sollevò una gran tempesta di vento e gettava le onde nella barca, tanto che ormai era piena. [4.38] Egli se ne stava a poppa, sul cuscino, e dormiva. Allora lo svegliarono e gli dissero: «Maestro, non t'importa che moriamo?». [4.39] Destatosi, sgridò il vento e disse al mare: «Taci, calmati!». Il vento cessò e vi fu grande bonaccia. [4.40] Poi disse loro: «Perché siete così paurosi? Non avete ancora fede?». [4.41] E furono presi da grande timore e si dicevano l'un l'altro: «Chi è dunque costui, al quale anche il vento e il mare obbediscono?».
[5.1] Intanto giunsero all'altra riva del mare, nella regione dei Gerasèni. [5.2] Come scese dalla barca, gli venne incontro dai sepolcri un uomo posseduto da uno spirito immondo. [5.3] Egli aveva la sua dimora nei sepolcri e nessuno più riusciva a tenerlo legato neanche con catene, [5.4] perché più volte era stato legato con ceppi e catene, ma aveva sempre spezzato le catene e infranto i ceppi, e nessuno più riusciva a domarlo. [5.5] Continuamente, notte e giorno, tra i sepolcri e sui monti, gridava e si percuoteva con pietre. [5.6] Visto Gesù da lontano, accorse, gli si gettò ai piedi, [5.7] e urlando a gran voce disse: «Che hai tu in comune con me, Gesù, Figlio del Dio altissimo? Ti scongiuro, in nome di Dio, non tormentarmi!». [5.8] Gli diceva infatti: «Esci, spirito immondo, da quest'uomo!». [5.9] E gli domandò: «Come ti chiami?». «Mi chiamo Legione, gli rispose, perché siamo in molti». [5.10] E prese a scongiurarlo con insistenza perché non lo cacciasse fuori da quella regione.
[5.11] Ora c'era là, sul monte, un numeroso branco di porci al pascolo. [5.12] E gli spiriti lo scongiurarono: «Mandaci da quei porci, perché entriamo in essi». [5.13] Glielo permise. E gli spiriti immondi uscirono ed entrarono nei porci e il branco si precipitò dal burrone nel mare; erano circa duemila e affogarono uno dopo l'altro nel mare. [5.14] I mandriani allora fuggirono, portarono la notizia in città e nella campagna e la gente si mosse a vedere che cosa fosse accaduto. [5.15] Giunti che furono da Gesù, videro l'indemoniato seduto, vestito e sano di mente, lui che era stato posseduto dalla Legione, ed ebbero paura. [5.16] Quelli che avevano visto tutto, spiegarono loro che cosa era accaduto all'indemoniato e il fatto dei porci. [5.17] Ed essi si misero a pregarlo di andarsene dal loro territorio. [5.18] Mentre risaliva nella barca, colui che era stato indemoniato lo pregava di permettergli di stare con lui. [5.19] Non glielo permise, ma gli disse: «Và nella tua casa, dai tuoi, annunzia loro ciò che il Signore ti ha fatto e la misericordia che ti ha usato». [5.20] Egli se ne andò e si mise a proclamare per la Decàpoli ciò che Gesù gli aveva fatto, e tutti ne erano meravigliati.
[5.21] Essendo passato di nuovo Gesù all'altra riva, gli si radunò attorno molta folla, ed egli stava lungo il mare. [5.22] Si recò da lui uno dei capi della sinagoga, di nome Giàiro, il quale, vedutolo, gli si gettò ai piedi [5.23] e lo pregava con insistenza: «La mia figlioletta è agli estremi; vieni a imporle le mani perché sia guarita e viva». [5.24] Gesù andò con lui. Molta folla lo seguiva e gli si stringeva intorno.
[5.25] Or una donna, che da dodici anni era affetta da emorragia [5.26] e aveva molto sofferto per opera di molti medici, spendendo tutti i suoi averi senza nessun vantaggio, anzi peggiorando, [5.27] udito parlare di Gesù, venne tra la folla, alle sue spalle, e gli toccò il mantello. Diceva infatti: [5.28] «Se riuscirò anche solo a toccare il suo mantello, sarò guarita». [5.29] E subito le si fermò il flusso di sangue, e sentì nel suo corpo che era stata guarita da quel male. [5.30] Ma subito Gesù, avvertita la potenza che era uscita da lui, si voltò alla folla dicendo: «Chi mi ha toccato il mantello?». [5.31] I discepoli gli dissero: «Tu vedi la folla che ti si stringe attorno e dici: Chi mi ha toccato?». [5.32] Egli intanto guardava intorno, per vedere colei che aveva fatto questo. [5.33] E la donna impaurita e tremante, sapendo ciò che le era accaduto, venne, gli si gettò davanti e gli disse tutta la verità. [5.34] Gesù rispose: «Figlia, la tua fede ti ha salvata. Và in pace e sii guarita dal tuo male».
[5.35] Mentre ancora parlava, dalla casa del capo della sinagoga vennero a dirgli: «Tua figlia è morta. Perché disturbi ancora il Maestro?». [5.36] Ma Gesù, udito quanto dicevano, disse al capo della sinagoga: «Non temere, continua solo ad aver fede!». [5.37] E non permise a nessuno di seguirlo fuorchè a Pietro, Giacomo e Giovanni, fratello di Giacomo. [5.38] Giunsero alla casa del capo della sinagoga ed egli vide trambusto e gente che piangeva e urlava. [5.39] Entrato, disse loro: «Perché fate tanto strepito e piangete? La bambina non è morta, ma dorme». [5.40] Ed essi lo deridevano. Ma egli, cacciati tutti fuori, prese con sé il padre e la madre della fanciulla e quelli che erano con lui, ed entrò dove era la bambina. [5.41] Presa la mano della bambina, le disse: «Talità kum», che significa: «Fanciulla, io ti dico, alzati!». [5.42] Subito la fanciulla si alzò e si mise a camminare; aveva dodici anni. Essi furono presi da grande stupore. [5.43] Gesù raccomandò loro con insistenza che nessuno venisse a saperlo e ordinò di darle da mangiare.
[6.1] Partito quindi di là, andò nella sua patria e i discepoli lo seguirono. [6.2] Venuto il sabato, incominciò a insegnare nella sinagoga. E molti ascoltandolo rimanevano stupiti e dicevano: «Donde gli vengono queste cose? E che sapienza è mai questa che gli è stata data? E questi prodigi compiuti dalle sue mani? [6.3] Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle non stanno qui da noi?». E si scandalizzavano di lui. [6.4] Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato che nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». [6.5] E non vi potè operare nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi ammalati e li guarì. [6.6] E si meravigliava della loro incredulità.
Gesù andava attorno per i villaggi, insegnando.
[6.7] Allora chiamò i Dodici, ed incominciò a mandarli a due a due e diede loro potere sugli spiriti immondi. [6.8] E ordinò loro che, oltre al bastone, non prendessero nulla per il viaggio: né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa; [6.9] ma, calzati solo i sandali, non indossassero due tuniche. [6.10] E diceva loro: «Entrati in una casa, rimanetevi fino a che ve ne andiate da quel luogo. [6.11] Se in qualche luogo non vi riceveranno e non vi ascolteranno, andandovene, scuotete la polvere di sotto ai vostri piedi, a testimonianza per loro». [6.12] E partiti, predicavano che la gente si convertisse, [6.13] scacciavano molti demòni, ungevano di olio molti infermi e li guarivano.
[6.14] Il re Erode sentì parlare di Gesù, poiché intanto il suo nome era diventato famoso. Si diceva: «Giovanni il Battista è risuscitato dai morti e per questo il potere dei miracoli opera in lui». [6.15] Altri invece dicevano: «E' Elia»; altri dicevano ancora: «E' un profeta, come uno dei profeti». [6.16] Ma Erode, al sentirne parlare, diceva: «Quel Giovanni che io ho fatto decapitare è risuscitato!». [6.17] Erode infatti aveva fatto arrestare Giovanni e lo aveva messo in prigione a causa di Erodìade, moglie di suo fratello Filippo, che egli aveva sposata. [6.18] Giovanni diceva a Erode: «Non ti è lecito tenere la moglie di tuo fratello». [6.19] Per questo Erodìade gli portava rancore e avrebbe voluto farlo uccidere, ma non poteva, [6.20] perché Erode temeva Giovanni, sapendolo giusto e santo, e vigilava su di lui; e anche se nell'ascoltarlo restava molto perplesso, tuttavia lo ascoltava volentieri.
[6.21] Venne però il giorno propizio, quando Erode per il suo compleanno fece un banchetto per i grandi della sua corte, gli ufficiali e i notabili della Galilea. [6.22] Entrata la figlia della stessa Erodìade, danzò e piacque a Erode e ai commensali. Allora il re disse alla ragazza: «Chiedimi quello che vuoi e io te lo darò». [6.23] E le fece questo giuramento: «Qualsiasi cosa mi chiederai, te la darò, fosse anche la metà del mio regno». [6.24] La ragazza uscì e disse alla madre: «Che cosa devo chiedere?». Quella rispose: «La testa di Giovanni il Battista». [6.25] Ed entrata di corsa dal re fece la richiesta dicendo: «Voglio che tu mi dia subito su un vassoio la testa di Giovanni il Battista». [6.26] Il re divenne triste; tuttavia, a motivo del giuramento e dei commensali, non volle opporle un rifiuto. [6.27] Subito il re mandò una guardia con l'ordine che gli fosse portata la testa. [6.28] La guardia andò, lo decapitò in prigione e portò la testa su un vassoio, la diede alla ragazza e la ragazza la diede a sua madre. [6.29] I discepoli di Giovanni, saputa la cosa, vennero, ne presero il cadavere e lo posero in un sepolcro.
[6.30] Gli apostoli si riunirono attorno a Gesù e gli riferirono tutto quello che avevano fatto e insegnato. [6.31] Ed egli disse loro: «Venite in disparte, in un luogo solitario, e riposatevi un po'». Era infatti molta la folla che andava e veniva e non avevano più neanche il tempo di mangiare. [6.32] Allora partirono sulla barca verso un luogo solitario, in disparte.
[6.33] Molti però li videro partire e capirono, e da tutte le città cominciarono ad accorrere là a piedi e li precedettero. [6.34] Sbarcando, vide molta folla e si commosse per loro, perché erano come pecore senza pastore, e si mise a insegnare loro molte cose. [6.35] Essendosi ormai fatto tardi, gli si avvicinarono i discepoli dicendo: «Questo luogo è solitario ed è ormai tardi; [6.36] congedali perciò, in modo che, andando per le campagne e i villaggi vicini, possano comprarsi da mangiare». [6.37] Ma egli rispose: «Voi stessi date loro da mangiare». Gli dissero: «Dobbiamo andar noi a comprare duecento denari di pane e dare loro da mangiare?». [6.38] Ma egli replicò loro: «Quanti pani avete? Andate a vedere». E accertatisi, riferirono: «Cinque pani e due pesci». [6.39] Allora ordinò loro di farli mettere tutti a sedere, a gruppi, sull'erba verde. [6.40] E sedettero tutti a gruppi e gruppetti di cento e di cinquanta. [6.41] Presi i cinque pani e i due pesci, levò gli occhi al cielo, pronunziò la benedizione, spezzò i pani e li dava ai discepoli perché li distribuissero; e divise i due pesci fra tutti. [6.42] Tutti mangiarono e si sfamarono, [6.43] e portarono via dodici ceste piene di pezzi di pane e anche dei pesci. [6.44] Quelli che avevano mangiato i pani erano cinquemila uomini.
[6.45] Ordinò poi ai discepoli di salire sulla barca e precederlo sull'altra riva, verso Betsàida, mentre egli avrebbe licenziato la folla. [6.46] Appena li ebbe congedati, salì sul monte a pregare. [6.47] Venuta la sera, la barca era in mezzo al mare ed egli solo a terra. [6.48] Vedendoli però tutti affaticati nel remare, poiché avevano il vento contrario, gia verso l'ultima parte della notte andò verso di loro camminando sul mare, e voleva oltrepassarli. [6.49] Essi, vedendolo camminare sul mare, pensarono: «E' un fantasma», e cominciarono a gridare, [6.50] perché tutti lo avevano visto ed erano rimasti turbati. Ma egli subito rivolse loro la parola e disse: «Coraggio, sono io, non temete!». [6.51] Quindi salì con loro sulla barca e il vento cessò. Ed erano enormemente stupiti in se stessi, [6.52] perché non avevano capito il fatto dei pani, essendo il loro cuore indurito. [6.53] Compiuta la traversata, approdarono e presero terra a Genèsaret. [6.54] Appena scesi dalla barca, la gente lo riconobbe, [6.55] e accorrendo da tutta quella regione cominciarono a portargli sui lettucci quelli che stavano male, dovunque udivano che si trovasse. [6.56] E dovunque giungeva, in villaggi o città o campagne, ponevano i malati nelle piazze e lo pregavano di potergli toccare almeno la frangia del mantello; e quanti lo toccavano guarivano.
[7.1] Allora si riunirono attorno a lui i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme. [7.2] Avendo visto che alcuni dei suoi discepoli prendevano cibo con mani immonde, cioè non lavate -- [7.3] i farisei infatti e tutti i Giudei non mangiano se non si sono lavate le mani fino al gomito, attenendosi alla tradizione degli antichi, [7.4] e tornando dal mercato non mangiano senza aver fatto le abluzioni, e osservano molte altre cose per tradizione, come lavature di bicchieri, stoviglie e oggetti di rame -- [7.5] quei farisei e scribi lo interrogarono: «Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli antichi, ma prendono cibo con mani immonde?». [7.6] Ed egli rispose loro: «Bene ha profetato Isaia di voi, ipocriti, come sta scritto:
Questo popolo mi onora con le labbra, ma il suo cuore è lontano da me.
[7.7] Invano essi mi rendono culto, insegnando dottrine che sono precetti di uomini.
[7.8] Trascurando il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini». [7.9] E aggiungeva: «Siete veramente abili nell'eludere il comandamento di Dio, per osservare la vostra tradizione. [7.10] Mosè infatti disse: Onora tuo padre e tua madre, e chi maledice il padre e la madre sia messo a morte. [7.11] Voi invece dicendo: Se uno dichiara al padre o alla madre: è Korbàn, cioè offerta sacra, quello che ti sarebbe dovuto da me, [7.12] non gli permettete più di fare nulla per il padre e la madre, [7.13] annullando così la parola di Dio con la tradizione che avete tramandato voi. E di cose simili ne fate molte».
[7.14] Chiamata di nuovo la folla, diceva loro: «Ascoltatemi tutti e intendete bene: [7.15] non c'è nulla fuori dell'uomo che, entrando in lui, possa contaminarlo; sono invece le cose che escono dall'uomo a contaminarlo». [7.16].
[7.17] Quando entrò in una casa lontano dalla folla, i discepoli lo interrogarono sul significato di quella parabola. [7.18] E disse loro: «Siete anche voi così privi di intelletto? Non capite che tutto ciò che entra nell'uomo dal di fuori non può contaminarlo, [7.19] perché non gli entra nel cuore ma nel ventre e va a finire nella fogna?». Dichiarava così mondi tutti gli alimenti. [7.20] Quindi soggiunse: «Ciò che esce dall'uomo, questo sì contamina l'uomo. [7.21] Dal di dentro infatti, cioè dal cuore degli uomini, escono le intenzioni cattive: fornicazioni, furti, omicidi, [7.22] adultèri, cupidigie, malvagità, inganno, impudicizia, invidia, calunnia, superbia, stoltezza. [7.23] Tutte queste cose cattive vengono fuori dal di dentro e contaminano l'uomo».
[7.24] Partito di là, andò nella regione di Tiro e di Sidone. Ed entrato in una casa, voleva che nessuno lo sapesse, ma non potè restare nascosto. [7.25] Subito una donna che aveva la sua figlioletta posseduta da uno spirito immondo, appena lo seppe, andò e si gettò ai suoi piedi. [7.26] Ora, quella donna che lo pregava di scacciare il demonio dalla figlia era greca, di origine siro-fenicia. [7.27] Ed egli le disse: «Lascia prima che si sfamino i figli; non è bene prendere il pane dei figli e gettarlo ai cagnolini». [7.28] Ma essa replicò: «Sì, Signore, ma anche i cagnolini sotto la tavola mangiano delle briciole dei figli». [7.29] Allora le disse: «Per questa tua parola và, il demonio è uscito da tua figlia». [7.30] Tornata a casa, trovò la bambina coricata sul letto e il demonio se n'era andato.
[7.31] Di ritorno dalla regione di Tiro, passò per Sidone, dirigendosi verso il mare di Galilea in pieno territorio della Decàpoli. [7.32] E gli condussero un sordomuto, pregandolo di imporgli la mano. [7.33] E portandolo in disparte lontano dalla folla, gli pose le dita negli orecchi e con la saliva gli toccò la lingua; [7.34] guardando quindi verso il cielo, emise un sospiro e disse: «Effatà» cioè: «Apriti!». [7.35] E subito gli si aprirono gli orecchi, si sciolse il nodo della sua lingua e parlava correttamente. [7.36] E comandò loro di non dirlo a nessuno. Ma più egli lo raccomandava, più essi ne parlavano [7.37] e, pieni di stupore, dicevano: «Ha fatto bene ogni cosa; fa udire i sordi e fa parlare i muti!».
[8.1] In quei giorni, essendoci di nuovo molta folla che non aveva da mangiare, chiamò a sé i discepoli e disse loro: [8.2] «Sento compassione di questa folla, perché gia da tre giorni mi stanno dietro e non hanno da mangiare. [8.3] Se li rimando digiuni alle proprie case, verranno meno per via; e alcuni di loro vengono di lontano». [8.4] Gli risposero i discepoli: «E come si potrebbe sfamarli di pane qui, in un deserto?». [8.5] E domandò loro: «Quanti pani avete?». Gli dissero: «Sette». [8.6] Gesù ordinò alla folla di sedersi per terra. Presi allora quei sette pani, rese grazie, li spezzò e li diede ai discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. [8.7] Avevano anche pochi pesciolini; dopo aver pronunziata la benedizione su di essi, disse di distribuire anche quelli. [8.8] Così essi mangiarono e si saziarono; e portarono via sette sporte di pezzi avanzati. [8.9] Erano circa quattromila. E li congedò.
[8.10] Salì poi sulla barca con i suoi discepoli e andò dalle parti di Dalmanùta.
[8.11] Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. [8.12] Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione». [8.13] E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all'altra sponda.
[8.14] Ma i discepoli avevano dimenticato di prendere dei pani e non avevano con sé sulla barca che un pane solo. [8.15] Allora egli li ammoniva dicendo: «Fate attenzione, guardatevi dal lievito dei farisei e dal lievito di Erode!». [8.16] E quelli dicevano fra loro: «Non abbiamo pane». [8.17] Ma Gesù, accortosi di questo, disse loro: «Perché discutete che non avete pane? Non intendete e non capite ancora? Avete il cuore indurito? [8.18] Avete occhi e non vedete, avete orecchi e non udite? E non vi ricordate, [8.19] quando ho spezzato i cinque pani per i cinquemila, quante ceste colme di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Dodici». [8.20] «E quando ho spezzato i sette pani per i quattromila, quante sporte piene di pezzi avete portato via?». Gli dissero: «Sette». [8.21] E disse loro: «Non capite ancora?».
[8.22] Giunsero a Betsàida, dove gli condussero un cieco pregandolo di toccarlo. [8.23] Allora preso il cieco per mano, lo condusse fuori del villaggio e, dopo avergli messo della saliva sugli occhi, gli impose le mani e gli chiese: «Vedi qualcosa?». [8.24] Quegli, alzando gli occhi, disse: «Vedo gli uomini, poiché vedo come degli alberi che camminano». [8.25] Allora gli impose di nuovo le mani sugli occhi ed egli ci vide chiaramente e fu sanato e vedeva a distanza ogni cosa. [8.26] E lo rimandò a casa dicendo: «Non entrare nemmeno nel villaggio».[8.27] Poi Gesù partì con i suoi discepoli verso i villaggi intorno a Cesarèa di Filippo; e per via interrogava i suoi discepoli dicendo: «Chi dice la gente che io sia?». [8.28] Ed essi gli risposero: «Giovanni il Battista, altri poi Elia e altri uno dei profeti». [8.29] Ma egli replicò: «E voi chi dite che io sia?». Pietro gli rispose: «Tu sei il Cristo». [8.30] E impose loro severamente di non parlare di lui a nessuno. [8.31] E cominciò a insegnar loro che il Figlio dell'uomo doveva molto soffrire, ed essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, poi venire ucciso e, dopo tre giorni, risuscitare. [8.32] Gesù faceva questo discorso apertamente. Allora Pietro lo prese in disparte, e si mise a rimproverarlo. [8.33] Ma egli, voltatosi e guardando i discepoli, rimproverò Pietro e gli disse: «Lungi da me, satana! Perché tu non pensi secondo Dio, ma secondo gli uomini».[8.34] Convocata la folla insieme ai suoi discepoli, disse loro: «Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. [8.35] Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà. [8.36] Che giova infatti all'uomo guadagnare il mondo intero, se poi perde la propria anima? [8.37] E che cosa potrebbe mai dare un uomo in cambio della propria anima? [8.38] Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi».
[9.1] E diceva loro: «In verità vi dico: vi sono alcuni qui presenti, che non morranno senza aver visto il regno di Dio venire con potenza». [9.2] Dopo sei giorni, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni e li portò sopra un monte alto, in un luogo appartato, loro soli. Si trasfigurò davanti a loro [9.3] e le sue vesti divennero splendenti, bianchissime: nessun lavandaio sulla terra potrebbe renderle così bianche. [9.4] E apparve loro Elia con Mosè e discorrevano con Gesù. [9.5] Prendendo allora la parola, Pietro disse a Gesù: «Maestro, è bello per noi stare qui; facciamo tre tende, una per te, una per Mosè e una per Elia!». [9.6] Non sapeva infatti che cosa dire, poiché erano stati presi dallo spavento. [9.7] Poi si formò una nube che li avvolse nell'ombra e uscì una voce dalla nube: «Questi è il Figlio mio prediletto; ascoltatelo!». [9.8] E subito guardandosi attorno, non videro più nessuno, se non Gesù solo con loro. [9.9] Mentre scendevano dal monte, ordinò loro di non raccontare a nessuno ciò che avevano visto, se non dopo che il Figlio dell'uomo fosse risuscitato dai morti. [9.10] Ed essi tennero per sé la cosa, domandandosi però che cosa volesse dire risuscitare dai morti. [9.11] E lo interrogarono: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?». [9.12] Egli rispose loro: «Sì, prima viene Elia e ristabilisce ogni cosa; ma come sta scritto del Figlio dell'uomo? Che deve soffrire molto ed essere disprezzato. [9.13] Orbene, io vi dico che Elia è gia venuto, ma hanno fatto di lui quello che hanno voluto, come sta scritto di lui». [9.14] E giunti presso i discepoli, li videro circondati da molta folla e da scribi che discutevano con loro. [9.15] Tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. [9.16] Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». [9.17] Gli rispose uno della folla: «Maestro, ho portato da te mio figlio, posseduto da uno spirito muto. [9.18] Quando lo afferra, lo getta al suolo ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». [9.19] Egli allora in risposta, disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando starò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». [9.20] E glielo portarono. Alla vista di Gesù lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava spumando. [9.21] Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall'infanzia; [9.22] anzi, spesso lo ha buttato persino nel fuoco e nell'acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». [9.23] Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». [9.24] Il padre del fanciullo rispose ad alta voce: «Credo, aiutami nella mia incredulità». [9.25] Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito immondo dicendo: «Spirito muto e sordo, io te l'ordino, esci da lui e non vi rientrare più». [9.26] E gridando e scuotendolo fortemente, se ne uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «E' morto». [9.27] Ma Gesù, presolo per mano, lo sollevò ed egli si alzò in piedi. [9.28] Entrò poi in una casa e i discepoli gli chiesero in privato: «Perché noi non abbiamo potuto scacciarlo?». [9.29] Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera». [9.30] Partiti di là, attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. [9.31] Istruiva infatti i suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell'uomo sta per esser consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma una volta ucciso, dopo tre giorni, risusciterà». [9.32] Essi però non comprendevano queste parole e avevano timore di chiedergli spiegazioni. [9.33] Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». [9.34] Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. [9.35] Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l'ultimo di tutti e il servo di tutti». [9.36] E, preso un bambino, lo pose in mezzo e abbracciandolo disse loro: [9.37] «Chi accoglie uno di questi bambini nel mio nome, accoglie me; chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato». [9.38] Giovanni gli disse: «Maestro, abbiamo visto uno che scacciava i demòni nel tuo nome e glielo abbiamo vietato, perché non era dei nostri». [9.39] Ma Gesù disse: «Non glielo proibite, perché non c'è nessuno che faccia un miracolo nel mio nome e subito dopo possa parlare male di me. [9.40] Chi non è contro di noi è per noi.[9.41] Chiunque vi darà da bere un bicchiere d'acqua nel mio nome perché siete di Cristo, vi dico in verità che non perderà la sua ricompensa. [9.42] Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare. [9.43] Se la tua mano ti scandalizza, tagliala: è meglio per te entrare nella vita monco, che con due mani andare nella Geenna, nel fuoco inestinguibile. [9.44] . [9.45] Se il tuo piede ti scandalizza, taglialo: è meglio per te entrare nella vita zoppo, che esser gettato con due piedi nella Geenna. [9.46] . [9.47] Se il tuo occhio ti scandalizza, cavalo: è meglio per te entrare nel regno di Dio con un occhio solo, che essere gettato con due occhi nella Geenna, [9.48] dove il loro verme non muore e il fuoco non si estingue. [9.49] Perché ciascuno sarà salato con il fuoco. [9.50] Buona cosa il sale; ma se il sale diventa senza sapore, con che cosa lo salerete? Abbiate sale in voi stessi e siate in pace gli uni con gli altri».[10.1] Partito di là, si recò nel territorio della Giudea e oltre il Giordano. La folla accorse di nuovo a lui e di nuovo egli l'ammaestrava, come era solito fare. [10.2] E avvicinatisi dei farisei, per metterlo alla prova, gli domandarono: «E' lecito ad un marito ripudiare la propria moglie?». [10.3] Ma egli rispose loro: «Che cosa vi ha ordinato Mosè?». [10.4] Dissero: «Mosè ha permesso di scrivere un atto di ripudio e di rimandarla». [10.5] Gesù disse loro: «Per la durezza del vostro cuore egli scrisse per voi questa norma. [10.6] Ma all'inizio della creazione Dio li creò maschio e femmina; [10.7] per questo l'uomo lascerà suo padre e sua madre e i due saranno una carne sola. [10.8] Sicché non sono più due, ma una sola carne. [10.9] L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha congiunto». [10.10] Rientrati a casa, i discepoli lo interrogarono di nuovo su questo argomento. Ed egli disse: [10.11] «Chi ripudia la propria moglie e ne sposa un'altra, commette adulterio contro di lei; [10.12] se la donna ripudia il marito e ne sposa un altro, commette adulterio». [10.13] Gli presentavano dei bambini perché li accarezzasse, ma i discepoli li sgridavano. [10.14] Gesù, al vedere questo, s'indignò e disse loro: «Lasciate che i bambini vengano a me e non glielo impedite, perché a chi è come loro appartiene il regno di Dio. [10.15] In verità vi dico: Chi non accoglie il regno di Dio come un bambino, non entrerà in esso». [10.16] E prendendoli fra le braccia e ponendo le mani sopra di loro li benediceva. [10.17] Mentre usciva per mettersi in viaggio, un tale gli corse incontro e, gettandosi in ginocchio davanti a lui, gli domandò: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». [10.18] Gesù gli disse: «Perché mi chiami buono? Nessuno è buono, se non Dio solo. [10.19] Tu conosci i comandamenti: Non uccidere, non commettere adulterio, non rubare, non dire falsa testimonianza, non frodare, onora il padre e la madre». [10.20] Egli allora gli disse: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza». [10.21] Allora Gesù, fissatolo, lo amò e gli disse: «Una cosa sola ti manca: va', vendi quello che hai e dàllo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi». [10.22] Ma egli, rattristatosi per quelle parole, se ne andò afflitto, poiché aveva molti beni. [10.23] Gesù, volgendo lo sguardo attorno, disse ai suoi discepoli: «Quanto difficilmente coloro che hanno ricchezze entreranno nel regno di Dio!». [10.24] I discepoli rimasero stupefatti a queste sue parole; ma Gesù riprese: «Figlioli, com'è difficile entrare nel regno di Dio! [10.25] E' più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno di Dio». [10.26] Essi, ancora più sbigottiti, dicevano tra loro: «E chi mai si può salvare?». [10.27] Ma Gesù, guardandoli, disse: «Impossibile presso gli uomini, ma non presso Dio! Perché tutto è possibile presso Dio». [10.28] Pietro allora gli disse: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito». [10.29] Gesù gli rispose: «In verità vi dico: non c'è nessuno che abbia lasciato casa o fratelli o sorelle o madre o padre o figli o campi a causa mia e a causa del vangelo, [10.30] che non riceva gia al presente cento volte tanto in case e fratelli e sorelle e madri e figli e campi, insieme a persecuzioni, e nel futuro la vita eterna. [10.31] E molti dei primi saranno ultimi e gli ultimi i primi». [10.32] Mentre erano in viaggio per salire a Gerusalemme, Gesù camminava davanti a loro ed essi erano stupiti; coloro che venivano dietro erano pieni di timore. Prendendo di nuovo in disparte i Dodici, cominciò a dir loro quello che gli sarebbe accaduto: [10.33] «Ecco, noi saliamo a Gerusalemme e il Figlio dell'uomo sarà consegnato ai sommi sacerdoti e agli scribi: lo condanneranno a morte, lo consegneranno ai pagani, [10.34] lo scherniranno, gli sputeranno addosso, lo flagelleranno e lo uccideranno; ma dopo tre giorni risusciterà». [10.35] E gli si avvicinarono Giacomo e Giovanni, i figli di Zebedèo, dicendogli: «Maestro, noi vogliamo che tu ci faccia quello che ti chiederemo». [10.36] Egli disse loro: «Cosa volete che io faccia per voi?». Gli risposero: [10.37] «Concedici di sedere nella tua gloria uno alla tua destra e uno alla tua sinistra». [10.38] Gesù disse loro: «Voi non sapete ciò che domandate. Potete bere il calice che io bevo, o ricevere il battesimo con cui io sono battezzato?». Gli risposero: «Lo possiamo». [10.39] E Gesù disse: «Il calice che io bevo anche voi lo berrete, e il battesimo che io ricevo anche voi lo riceverete. [10.40] Ma sedere alla mia destra o alla mia sinistra non sta a me concederlo; è per coloro per i quali è stato preparato». [10.41] All'udire questo, gli altri dieci si sdegnarono con Giacomo e Giovanni. [10.42] Allora Gesù, chiamatili a sé, disse loro: «Voi sapete che coloro che sono ritenuti capi delle nazioni le dominano, e i loro grandi esercitano su di esse il potere. [10.43] Fra voi però non è così; ma chi vuol essere grande tra voi si farà vostro servitore, [10.44] e chi vuol essere il primo tra voi sarà il servo di tutti. [10.45] Il Figlio dell'uomo infatti non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti».[10.46] E giunsero a Gerico. E mentre partiva da Gerico insieme ai discepoli e a molta folla, il figlio di Timèo, Bartimèo, cieco, sedeva lungo la strada a mendicare. [10.47] Costui, al sentire che c'era Gesù Nazareno, cominciò a gridare e a dire: «Figlio di Davide, Gesù, abbi pietà di me!». [10.48] Molti lo sgridavano per farlo tacere, ma egli gridava più forte: «Figlio di Davide, abbi pietà di me!». [10.49] Allora Gesù si fermò e disse: «Chiamatelo!». E chiamarono il cieco dicendogli: «Coraggio! Alzati, ti chiama!». [10.50] Egli, gettato via il mantello, balzò in piedi e venne da Gesù. [10.51] Allora Gesù gli disse: «Che vuoi che io ti faccia?». E il cieco a lui: «Rabbunì, che io riabbia la vista!». [10.52] E Gesù gli disse: «Và, la tua fede ti ha salvato». E subito riacquistò la vista e prese a seguirlo per la strada. [11.1] Quando si avvicinarono a Gerusalemme, verso Bètfage e Betània, presso il monte degli Ulivi, mandò due dei suoi discepoli [11.2] e disse loro: «Andate nel villaggio che vi sta di fronte, e subito entrando in esso troverete un asinello legato, sul quale nessuno è mai salito. Scioglietelo e conducetelo. [11.3] E se qualcuno vi dirà: Perché fate questo?, rispondete: Il Signore ne ha bisogno, ma lo rimanderà qui subito». [11.4] Andarono e trovarono un asinello legato vicino a una porta, fuori sulla strada, e lo sciolsero. [11.5] E alcuni dei presenti però dissero loro: «Che cosa fate, sciogliendo questo asinello?». [11.6] Ed essi risposero come aveva detto loro il Signore. E li lasciarono fare. [11.7] Essi condussero l'asinello da Gesù, e vi gettarono sopra i loro mantelli, ed egli vi montò sopra. [11.8] E molti stendevano i propri mantelli sulla strada e altri delle fronde, che avevano tagliate dai campi. [11.9] Quelli poi che andavano innanzi, e quelli che venivano dietro gridavano: Osanna! Benedetto colui che viene nel nome del Signore! [11.10] Benedetto il regno che viene, del nostro padre Davide! Osanna nel più alto dei cieli! [11.11] Ed entrò a Gerusalemme, nel tempio. E dopo aver guardato ogni cosa attorno, essendo ormai l'ora tarda, uscì con i Dodici diretto a Betània.[11.12] La mattina seguente, mentre uscivano da Betània, ebbe fame. [11.13] E avendo visto di lontano un fico che aveva delle foglie, si avvicinò per vedere se mai vi trovasse qualche cosa; ma giuntovi sotto, non trovò altro che foglie. Non era infatti quella la stagione dei fichi. [11.14] E gli disse: «Nessuno possa mai più mangiare i tuoi frutti». E i discepoli l'udirono. [11.15] Andarono intanto a Gerusalemme. Ed entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano e comperavano nel tempio; rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe [11.16] e non permetteva che si portassero cose attraverso il tempio. [11.17] Ed insegnava loro dicendo: «Non sta forse scritto: La mia casa sarà chiamata casa di preghiera per tutte le genti?Voi invece ne avete fatto una spelonca di ladri!». [11.18] L'udirono i sommi sacerdoti e gli scribi e cercavano il modo di farlo morire. Avevano infatti paura di lui, perché tutto il popolo era ammirato del suo insegnamento. [11.19] Quando venne la sera uscirono dalla città. [11.20] La mattina seguente, passando, videro il fico seccato fin dalle radici. [11.21] Allora Pietro, ricordatosi, gli disse: «Maestro, guarda: il fico che hai maledetto si è seccato». [11.22] Gesù allora disse loro: «Abbiate fede in Dio! [11.23] In verità vi dico: chi dicesse a questo monte: Lèvati e gettati nel mare, senza dubitare in cuor suo ma credendo che quanto dice avverrà, ciò gli sarà accordato. [11.24] Per questo vi dico: tutto quello che domandate nella preghiera, abbiate fede di averlo ottenuto e vi sarà accordato. [11.25] Quando vi mettete a pregare, se avete qualcosa contro qualcuno, perdonate, perché anche il Padre vostro che è nei cieli perdoni a voi i vostri peccati». [11.26].[11.27] Andarono di nuovo a Gerusalemme. E mentre egli si aggirava per il tempio, gli si avvicinarono i sommi sacerdoti, gli scribi e gli anziani e gli dissero: [11.28] «Con quale autorità fai queste cose? O chi ti ha dato l'autorità di farlo?». [11.29] Ma Gesù disse loro: «Vi farò anch'io una domanda e, se mi risponderete, vi dirò con quale potere lo faccio. [11.30] Il battesimo di Giovanni veniva dal cielo o dagli uomini? Rispondetemi». [11.31] Ed essi discutevano tra sé dicendo: «Se rispondiamo "dal cielo", dirà: Perché allora non gli avete creduto? [11.32] Diciamo dunque "dagli uomini"?». Però temevano la folla, perché tutti consideravano Giovanni come un vero profeta. [11.33] Allora diedero a Gesù questa risposta: «Non sappiamo». E Gesù disse loro: «Neanch'io vi dico con quale autorità faccio queste cose». [12.1] Gesù si mise a parlare loro in parabole: «Un uomo piantò una vigna, vi pose attorno una siepe, scavò un torchio, costruì una torre, poi la diede in affitto a dei vignaioli e se ne andò lontano. [12.2] A suo tempo inviò un servo a ritirare da quei vignaioli i frutti della vigna. [12.3] Ma essi, afferratolo, lo bastonarono e lo rimandarono a mani vuote. [12.4] Inviò loro di nuovo un altro servo: anche quello lo picchiarono sulla testa e lo coprirono di insulti. [12.5] Ne inviò ancora un altro, e questo lo uccisero; e di molti altri, che egli ancora mandò, alcuni li bastonarono, altri li uccisero. [12.6] Aveva ancora uno, il figlio prediletto: lo inviò loro per ultimo, dicendo: Avranno rispetto per mio figlio! [12.7] Ma quei vignaioli dissero tra di loro: Questi è l'erede; su, uccidiamolo e l'eredità sarà nostra. [12.8] E afferratolo, lo uccisero e lo gettarono fuori della vigna. [12.9] Che cosa farà dunque il padrone della vigna? Verrà e sterminerà quei vignaioli e darà la vigna ad altri. [12.10] Non avete forse letto questa Scrittura: La pietra che i costruttori hanno scartat è diventata testata d'angolo; [12.11] dal Signore è stato fatto questo ed è mirabile agli occhi nostri»? [12.12] Allora cercarono di catturarlo, ma ebbero paura della folla; avevano capito infatti che aveva detto quella parabola contro di loro. E, lasciatolo, se ne andarono.[12.13] Gli mandarono però alcuni farisei ed erodiani per coglierlo in fallo nel discorso. [12.14] E venuti, quelli gli dissero: «Maestro, sappiamo che sei veritiero e non ti curi di nessuno; infatti non guardi in faccia agli uomini, ma secondo verità insegni la via di Dio. E' lecito o no dare il tributo a Cesare? Lo dobbiamo dare o no?». [12.15] Ma egli, conoscendo la loro ipocrisia, disse: «Perché mi tentate? Portatemi un denaro perché io lo veda». [12.16] Ed essi glielo portarono. Allora disse loro: «Di chi è questa immagine e l'iscrizione?». Gli risposero: «Di Cesare». [12.17] Gesù disse loro: «Rendete a Cesare ciò che è di Cesare e a Dio ciò che è di Dio». E rimasero ammirati di lui. [12.18] Vennero a lui dei sadducei, i quali dicono che non c'è risurrezione, e lo interrogarono dicendo: [12.19] «Maestro, Mosè ci ha lasciato scritto che se muore il fratello di uno e lascia la moglie senza figli, il fratello ne prenda la moglie per dare discendenti al fratello. [12.20] C'erano sette fratelli: il primo prese moglie e morì senza lasciare discendenza; [12.21] allora la prese il secondo, ma morì senza lasciare discendenza; e il terzo egualmente, [12.22] e nessuno dei sette lasciò discendenza. Infine, dopo tutti, morì anche la donna. [12.23] Nella risurrezione, quando risorgeranno, a chi di loro apparterrà la donna? Poiché in sette l'hanno avuta come moglie». [12.24] Rispose loro Gesù: «Non siete voi forse in errore dal momento che non conoscete le Scritture, né la potenza di Dio? [12.25] Quando risusciteranno dai morti, infatti, non prenderanno moglie né marito, ma saranno come angeli nei cieli. [12.26] A riguardo poi dei morti che devono risorgere, non avete letto nel libro di Mosè, a proposito del roveto, come Dio gli parlò dicendo: Io sono il Dio di Abramo, il Dio di Isacco e di Giacobbe? [12.27] Non è un Dio dei morti ma dei viventi! Voi siete in grande errore». [12.28] Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». [12.29] Gesù rispose: «Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l'unico Signore; [12.30] amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. [12.31] E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c'è altro comandamento più importante di questi». [12.32] Allora lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità che Egli è unico e non v'è altri all'infuori di lui; [12.33] amarlo con tutto il cuore, con tutta la mente e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso val più di tutti gli olocausti e i sacrifici». [12.34] Gesù, vedendo che aveva risposto saggiamente, gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo. [12.35] Gesù continuava a parlare, insegnando nel tempio: «Come mai dicono gli scribi che il Messia è figlio di Davide? [12.36] Davide stesso infatti ha detto, mosso dallo Spirito Santo:Disse il Signore al mio Signore: Siedi alla mia destra, finché io ponga i tuoi nemici come sgabello ai tuoi piedi. [12.37] Davide stesso lo chiama Signore: come dunque può essere suo figlio?». E la numerosa folla lo ascoltava volentieri. [12.38]Diceva loro mentre insegnava: «Guardatevi dagli scribi, che amano passeggiare in lunghe vesti, ricevere saluti nelle piazze, [12.39] avere i primi seggi nelle sinagoghe e i primi posti nei banchetti. [12.40] Divorano le case delle vedove e ostentano di fare lunghe preghiere; essi riceveranno una condanna più grave».[12.41] E sedutosi di fronte al tesoro, osservava come la folla gettava monete nel tesoro. E tanti ricchi ne gettavano molte. [12.42] Ma venuta una povera vedova vi gettò due spiccioli, cioè un quattrino. [12.43] Allora, chiamati a sé i discepoli, disse loro: «In verità vi dico: questa vedova ha gettato nel tesoro più di tutti gli altri. [12.44] Poiché tutti hanno dato del loro superfluo, essa invece, nella sua povertà, vi ha messo tutto quello che aveva, tutto quanto aveva per vivere».[13.1] Mentre usciva dal tempio, un discepolo gli disse: «Maestro, guarda che pietre e che costruzioni!». [13.2] Gesù gli rispose: «Vedi queste grandi costruzioni? Non rimarrà qui pietra su pietra, che non sia distrutta». [13.3] Mentre era seduto sul monte degli Ulivi, di fronte al tempio, Pietro, Giacomo, Giovanni e Andrea lo interrogavano in disparte: [13.4] «Dicci, quando accadrà questo, e quale sarà il segno che tutte queste cose staranno per compiersi?». [13.5] Gesù si mise a dire loro: «Guardate che nessuno v'inganni! [13.6] Molti verranno in mio nome, dicendo: "Sono io", e inganneranno molti. [13.7] E quando sentirete parlare di guerre, non allarmatevi; bisogna infatti che ciò avvenga, ma non sarà ancora la fine. [13.8] Si leverà infatti nazione contro nazione e regno contro regno; vi saranno terremoti sulla terra e vi saranno carestie. Questo sarà il principio dei dolori. [13.9] Ma voi badate a voi stessi! Vi consegneranno ai sinedri, sarete percossi nelle sinagoghe, comparirete davanti a governatori e re a causa mia, per render testimonianza davanti a loro. [13.10] Ma prima è necessario che il vangelo sia proclamato a tutte le genti. [13.11] E quando vi condurranno via per consegnarvi, non preoccupatevi di ciò che dovrete dire, ma dite ciò che in quell'ora vi sarà dato: poiché non siete voi a parlare, ma lo Spirito Santo. [13.12] Il fratello consegnerà a morte il fratello, il padre il figlio e i figli insorgeranno contro i genitori e li metteranno a morte. [13.13] Voi sarete odiati da tutti a causa del mio nome, ma chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato. [13.14] Quando vedrete l'abominio della desolazione stare là dove non conviene, chi legge capisca, allora quelli che si trovano nella Giudea fuggano ai monti; [13.15] chi si trova sulla terrazza non scenda per entrare a prender qualcosa nella sua casa; [13.16] chi è nel campo non torni indietro a prendersi il mantello. [13.17] Guai alle donne incinte e a quelle che allatteranno in quei giorni! [13.18] Pregate che ciò non accada d'inverno; [13.19] perché quei giorni saranno una tribolazione, quale non è mai stata dall'inizio della creazione, fatta da Dio, fino al presente, né mai vi sarà. [13.20] Se il Signore non abbreviasse quei giorni, nessun uomo si salverebbe. Ma a motivo degli eletti che si è scelto ha abbreviato quei giorni. [13.21] Allora, dunque, se qualcuno vi dirà: "Ecco, il Cristo è qui, ecco è là", non ci credete; [13.22] perché sorgeranno falsi cristi e falsi profeti e faranno segni e portenti per ingannare, se fosse possibile, anche gli eletti. [13.23] Voi però state attenti! Io vi ho predetto tutto.[13.24] In quei giorni, dopo quella tribolazione, il sole si oscurerà e la luna non darà più il suo splendore [13.25] e gli astri si metteranno a cadere dal cielo e le potenze che sono nei cieli saranno sconvolte.[13.26] Allora vedranno il Figlio dell'uomo venire sulle nubi con grande potenza e gloria. [13.27] Ed egli manderà gli angeli e riunirà i suoi eletti dai quattro venti, dall'estremità della terra fino all'estremità del cielo. [13.28] Dal fico imparate questa parabola: quando gia il suo ramo si fa tenero e mette le foglie, voi sapete che l'estate è vicina; [13.29] così anche voi, quando vedrete accadere queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte. [13.30] In verità vi dico: non passerà questa generazione prima che tutte queste cose siano avvenute. [13.31] Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno. [13.32] Quanto poi a quel giorno o a quell'ora, nessuno li conosce, neanche gli angeli nel cielo, e neppure il Figlio, ma solo il Padre. [13.33] State attenti, vegliate, perché non sapete quando sarà il momento preciso. [13.34] E' come uno che è partito per un viaggio dopo aver lasciato la propria casa e dato il potere ai servi, a ciascuno il suo compito, e ha ordinato al portiere di vigilare. [13.35] Vigilate dunque, poiché non sapete quando il padrone di casa ritornerà, se alla sera o a mezzanotte o al canto del gallo o al mattino, [13.36] perché non giunga all'improvviso, trovandovi addormentati. [13.37] Quello che dico a voi, lo dico a tutti: Vegliate!». [14.1] Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e i sommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo. [14.2] Dicevano infatti: «Non durante la festa, perché non succeda un tumulto di popolo». [14.3] Gesù si trovava a Betània nella casa di Simone il lebbroso. Mentre stava a mensa, giunse una donna con un vasetto di alabastro, pieno di olio profumato di nardo genuino di gran valore; ruppe il vasetto di alabastro e versò l'unguento sul suo capo. [14.4] Ci furono alcuni che si sdegnarono fra di loro: «Perché tutto questo spreco di olio profumato? [14.5] Si poteva benissimo vendere quest'olio a più di trecento denari e darli ai poveri!». Ed erano infuriati contro di lei. [14.6] Allora Gesù disse: «Lasciatela stare; perché le date fastidio? Ella ha compiuto verso di me un'opera buona; [14.7] i poveri infatti li avete sempre con voi e potete beneficarli quando volete, me invece non mi avete sempre.[14.8] Essa ha fatto ciò ch'era in suo potere, ungendo in anticipo il mio corpo per la sepoltura. [14.9] In verità vi dico che dovunque, in tutto il mondo, sarà annunziato il vangelo, si racconterà pure in suo ricordo ciò che ella ha fatto». [14.10] Allora Giuda Iscariota, uno dei Dodici, si recò dai sommi sacerdoti, per consegnare loro Gesù.[14.11] Quelli all'udirlo si rallegrarono e promisero di dargli denaro. Ed egli cercava l'occasione opportuna per consegnarlo. [14.12] Il primo giorno degli Azzimi, quando si immolava la Pasqua, i suoi discepoli gli dissero: «Dove vuoi che andiamo a preparare perché tu possa mangiare la Pasqua?». [14.13] Allora mandò due dei suoi discepoli dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo [14.14] e là dove entrerà dite al padrone di casa: Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, perché io vi possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli? [14.15] Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala con i tappeti, gia pronta; là preparate per noi». [14.16] I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono per la Pasqua. [14.17] Venuta la sera, egli giunse con i Dodici. [14.18] Ora, mentre erano a mensa e mangiavano, Gesù disse: «In verità vi dico, uno di voi, colui che mangia con me , mi tradirà». [14.19] Allora cominciarono a rattristarsi e a dirgli uno dopo l'altro: «Sono forse io?». [14.20] Ed egli disse loro: «Uno dei Dodici, colui che intinge con me nel piatto. [14.21] Il Figlio dell'uomo se ne va, come sta scritto di lui, ma guai a quell'uomo dal quale il Figlio dell'uomo è tradito! Bene per quell'uomo se non fosse mai nato!». [14.22] Mentre mangiavano prese il pane e, pronunziata la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». [14.23] Poi prese il calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti.[14.24] E disse: «Questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza versato per molti. [14.25] In verità vi dico che io non berrò più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo nel regno di Dio». [14.26] E dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi. [14.27] Gesù disse loro: «Tutti rimarrete scandalizzati, poiché sta scritto: