CrocesantaL'esperienza di pellegrinaggio in Terrasanta



La scelta di "incontrare il Signore” per le vie della Palestina non è una delle tante occasioni di viaggio turistico, è un personale cammino di "ricerca di Cristo” per le vie del territorio da lui calpestato, nei luoghi in cui lui è vissuto, dove tutto, anche le pietre riemerse attraverso gli scavi archeologici, parla di Lui ed ha riferimento ai documenti che la Chiesa considera autentici: i Vangeli, gli Atti degli Apostoli, le Lettere apostoliche e il Magistero della Chiesa sulla persona di Cristo. A me è apparsa come una vera e propria "chiamata del Signore" per una esperienza spirituale unica. In me l'interesse è sorto e si è fatto strada gradualmente mentre, durante il corso dell'anno, studiavo, approfondivo e pregavo sui vari testi evangelici e sui vari commenti che mi aiutavano lentamente ad approfondire il pensiero di Dio, a entrare nel messaggio evangelico, a incontrare il cuore di Dio che è Amore, che è Misericordia, che è Perdono, che è Dono gratuito... e questo Amore mi ha coinvolta tanto da sentire il bisogno di andare oltre, di conoscere ancora di più e sempre meglio chi è questo Dio che si è manifestato al mondo attraverso Gesù Cristo, e un modo di approfondirne la conoscenza è anche quello della visita ai luoghi in cui Lui è vissuto. Molto stimolante per me, anche ai fini della scelta di recarmi in pellegrinaggio, è stato il testo "Gesù di Nazaret" di papa Benedetto XVI. Nei luoghi segnati dalla presenza e dalla vita di Gesù ho tentato di incontrarLo, partecipando al pellegrinaggio organizzato dal 15 al 22 maggio uu. ss.: • ho incontrato il Cristo storico nei vari luoghi segnati dalla presenza, dalla predicazione, dai miracoli, dagli atteggiamenti di attenzione e di misericordia nei riguardi dell'uomo sofferente, dalla incomprensione, dal tradimento, dalla condanna, dalla flagellazione, dalla passione morte e risurrezione, dalla ascensione e dalla discesa dello Spirito Santo ...; • ho incontrato Maria SS. nei suoi gesti essenziali e fondanti a Nazareth, ad Ain Karim, a Betlemme, mentre è in fuga per l'Egitto con il Bambino e Giuseppe, a Cana di Galilea, per le vie della Palestina al seguito di Gesù, ai piedi della croce sul Calvario ...; • ho incontrato il Cristo, sofferente oggi più che mai, in un paese in cui tanto la gente soffre per la guerra, per le divisioni, per le incomprensioni, per la carenza di lavoro, per le resistenze politiche, sociali, religiose, culturali, un paese che avrebbe bisogno di maggiore attenzione da parte della Comunità internazionale per difendere la dignità della persona umana e i diritti fondamentali dell'uomo...; ho incontrato Cristo nel volto dei volontari e dei frati francescani, che operano instancabilmente da otto secoli circa per conservare viva la memoria del Cristo in questo territorio, che da sempre è stato luogo di guerra, di divisioni, di invasioni e soprusi, di lotte sanguinose; • ho sperimentato, nella saggia guida di padre Pio d'Andola, il cuore del francescano autentico, capace di accogliere tutti: cristiani, ebrei e mussulmani, di essere amico di tutti e di essere da tutti accolto, perché è il frate semplice e mite dal cuore grande, l'uomo del servizio umile, della fraternità universale e del dono gratuito, un frate da Fioretti che i palestinesi conoscono profondamente per le lunghe permanenze in quei luoghi e che stimano ed amano e a cui chiedono aiuto e sostegno di ogni genere, economico e non solo, nelle difficoltà della loro vita quotidiana.

L'iter seguito nel pellegrinaggio
Nazareth, come prima tappa importante: la grotta dell'Annunciazione, la vita familiare di Gesù fino all'età di trentanni e i dintorni segnati dalla predicazione di Gesù: il monte delle Beatitudini, Cafarnao: la casa di Pietro e l'antica sinagoga, il lago di Tiberiade, la traversata del lago, il fiume Giordano con il rinnovo delle promesse battesimali, Cono di Galilea. In ogni luogo la riflessione sui relativi brani evangelici. Stupenda è stata l'esperienza di partecipazione alla processione mariana serale con flambeaux a Nazareth;
La valle del Giordano, il deserto di Giuda. Qurantal luogo del digiuno e delle tentazioni di Gesù, Gerico, Qumran con visita agli scavi, il Mar Morto;
Betlemme la grotta della Natività, la grotta dei pastori, la grotta del latte, la Chiesa di santa Caterina, la processione alla grotta della Natività con i francescani, poi la visita ad Ain Karem e i relativi santuari della Visitazione e di san Giovanni Battista;
Gerusalemme Betfage, il monte degli ulivi, la chiesa dell'Ascensione, la Chiesa del Pater Noster, il panorama della città, il Santuario del Dominus flevit, la Basilica dell'Agonia, il Getsemani, la tomba della Madonna. La piscina probatica, la chiesa della Condanna, la Flagellazione, la Via Crucis per la Via Dolorosa fino al Santo Sepolcro e la partecipazione alla processione con i frati francescani; porta Giaffa, il quartiere armeno, il Santo Cenacolo, la Basilica della Dormizione di Maria, il quartiere ebraico e il Muro del Pianto. Il luogo di maggiore attrazione, oggetto di ripetute visite: il Calvario e il Santo Sepolcro. L'esperienza di ogni partecipante è stata personalissima, anche l'esperienza di gruppo è stata unica ed irrepetibile, come unica ed irrepetibile è l'esperienza di vita di ciascuno di noi. E Cristo entra nei nostri cuori rispettando le nostre caratteristiche di personalità, le nostre esperienze ed il nostro personale modo di essere. "La grazia dei luoghi", segnati dalla presenza del Salvatore, è veramente frutto della grazia di Dio. Il ritmo intenso delle visite e delle peregrinazioni, comunque, non sempre permette di introitare pienamente il messaggio che da ogni luogo promana; resta forte, comunque, nel cuore di ciascuno l'immagine del luogo e del passaggio del Signore Gesù con il suo carico di sofferenza, di dolore, di dono totale, di attenzione e di misericordia, ed è immagine che incide e penetra nel profondo del cuore di chi ne fa l'esperienza. A chi si rende disponibile, l'esperienza viva del Cristo presente in quei luoghi ha il potere di cambiare il cuore, di "convertire", di rendere innamorati dell'Amore che si è donato totalmente per amore nostro, attuando il Progetto del Padre che, attraverso il Figlio, ha voluto che si realizzasse la salvezza dell'umanità. A conclusione del pellegrinaggio possiamo dire a gran voce: Rendiamo grazie a Dio, che fa cose grandi in noi!

Preghiera spontanea personale
Signore, calcando le tue orme, peregrinando per la tua terra riflettendo sulla esperienza terreno vissuta da te, vero uomo e vero Dio in cammino sulle vie del mondo, personalmente ho avvertito molto forte i palpiti del tuo cuore e quelli del Padre celeste; ho incontrato la tua Mamma, a noi tanto cara, giovane fanciulla abbandonata in Dio, che andava serena per le vie della Galilea e non ha risparmiata se stessa, accogliendo il Progetto divino sull'umanità, progetto che il suo “si" ha permesso di attuare. L"ho incontrata ancora che andava “in fretta in Giudea”, alla residenza di campagna di Elisabetta, sulle montagne di Ain Karem, dove la stessa si era rifugiata, avvertita la prodigiosa maternità in atto. Ho incontrata Maria al tuo seguito con le donne, operanti in silenzio per le necessità del gruppo apostolico; l'ho rivista lungo la Via Dolorosa e affranta ai piedi della Croce con l'apostolo Giovanni. Ho incontrato te, o Gesù, con Pietro a Cafarnao, ti ho visto tra la folla sul lago di Tiberiade, ho spiritualmente partecipato alla pesca miracolosa, assaporando il pesce del lago arrostito sulla brace, siamo passati per Cana di Galilea, anche noi invitati alle nozze partecipando al miracolo dell'acqua tramutata in vino, siamo saliti sul monte ove hai proclamato le Beatitudini, e poi sul Tabor per contemplarti nella gloria... E Tu sei, eri là con noi anche quando in gruppo, noi creature fragili e stanche del cammino, non abbiamo colto che l'amore è dono fino al sacrificio totale, che è testimonianza per noi nella quotidianità, anche se costa e ci è difficile attuarlo... Betlemme ci ha accolti con la sua semplicità, ed è stata per noi testimonianza di povertà e di umiltà, miracolo dell'Amore che si dona senza risparmiarsi. Gerusalemme, infine, ci ha introdotti nel Mistero, il mistero della sofferenza e della Croce, della croce posta sulle tue spalle, sulle spalle di Dio che si fa uno di noi, per patire e morire in un abbraccio di amore per l'umanità, lasciando se stesso in un pezzo di pane, per non lasciarci soli, per farsi nostro "viatico" per le vie del mondo, nelle difficoltà e nelle croci quotidiane. Tutto è stato dono tuo, in questi giorni in cui abbiamo fatto memoria e abbiamo incontrato l'Amore, vivo e vero per le strade della Palestina, sì l'Amore che non si è disdegnato di farsi uno di noi, perché noi potessimo avvicinarci a Dio e vivere in Lui.

Una pellegrina
 

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